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pubblicato: martedì, 18 febbraio, 2014

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Roma, PMI in piazza per chiedere meno tasse

Pmi

7000 posti in treno, 2000 in aereo, 400 pullman. Quella in arrivo a Roma è una vera ondata di piccoli commercianti e imprenditori, artigiani e titolari di piccole e medie imprese, disperati e decisi a protestare per chiedere un cambio di passo al governo. Il movimento è stato organizzato da una rete formata dalle maggiori associazioni di rappresentanza di categoria: Confesercenti, Confcommercio, CNA, Casartigianato e Confartigianato.

Nonostante la staffetta a Palazzo Chigi, che ha visto Matteo Renzi sostituire Enrico Letta alla guida dell’esecutivo, la rete di associazioni organizzatrici ha confermato il presidio a Roma, per chiedere al governo misure per alleggerire il peso della crisi sul comparto delle piccole e medie imprese.

Pmi

“Siamo il 94% del tessuto economico italiano” urlano gli imprenditori che rivendicano la propria lealtà all’Italia. “Noi siamo in Italia e in Italia vogliamo rimanere, non siamo fuggiti in Olanda” dichiara Giorgio Merletti, presidente di Confartigianato, con un chiaro riferimento alla famiglia Agnelli e alla FIAT.

“E’ la prima volta nella storia, e c’è un motivo: la disperazione” afferma il presidente di Confcommercio  Carlo Sangalli. La manifestazione è arrivata dopo un anno di moniti e richiami al governo Letta. Tuttavia Sangalli vuole essere chiaro: “Questo è un movimento di protesta, ovviamente, ma anche e soprattutto di proposta”. Tra le  proposte rivendicate e dal movimento c’è l’abbassamento delle tasse. Infatti, per le piccole e medie imprese, la tassazione è fissata al 62% degli utili, cioè quasi due terzi degli utili vanno allo Stato. Questo costante aumento delle tasse ha provocato un crollo della forza lavoro occupata, con una altissima disoccupazione che sta dilaniando in particolare i giovani, tra i quali c’è una disoccupazione che supera il 40%, per esempio, nel solo Lazio.

Da Giacomo Basso, presidente Casartigiani, arriva un appello al governo “affinchè capiscano la drammaticità della situazione e facciano quello che devono fare”.

I numeri, come spiegano le associazioni, sono pietosi e distruttivi. In cinque anni hanno chiuso in media 1000 imprese al giorno, la ricchezza prodotta è calata del 9% mentre la disoccupazione è raddoppiata, arrivando a circa il 12%, con un aumento nominale di 1,2 milioni di disoccupati. La pressione fiscale ha raggiunto il 44,3% del PIL, e per ogni euro fatturato si calcola una tassazione di 54 centesimi. Grande problema del Paese, secondo le imprese, è la burocrazia che costa ben 30 miliardi di euro. Fondamentalmente le associazioni chiedono più rispetto visto il loro estremo rilievo nell’economia nazionale. Infatti le PMI rappresentano il 94% delle imprese nazionali, e sono il vero motore della contribuzione italiana, con una contribuzione totale che è del 62%.

Al fianco delle Pmi c’è anche il M5s – “Il Movimento 5 Stelle, senza bandiere o simboli, è in piazza al fianco degli imprenditori che manifestano a Roma in piazza del Popolo. Diversi portavoce, da Enrico Cappelletti alla vice presidente in Commissione Bilancio Barbara Lezzi ad Enza Blundo. Gianni Girotto e Nunzia Catalfo, sono in piazza da cittadini tra i cittadini, ricordando le battaglie del Movimento 5 Stelle in Parlamento” si legge in una nota diffusa dal M5s.

Francesco Di Matteo





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