Inps, l’allarme della Corte dei Conti: “I trasferimenti statali non bastano”

Pubblicato il 27 Febbraio 2014 alle 18:24 Autore: Giordano Giusti
allarme conti inps

I trasferimenti statali non sono sufficienti ad assicurare l’equilibrio contabile del bilancio dell’Inps ossia “le risorse stanziate dalla Legge di Stabilita’ non appaiono in grado di incidere sul deficit strutturale, sia della gestione pubblica che privata”. Questo l’allarme lanciato dai magistrati della Corte dei Conti, ascoltati oggi dalla Commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale.

Secondo i dati della gestione 2013, lo squilibrio del bilancio è dato in particolare dai conti in rosso della cassa dei dipendenti statali e degli Enti locali. Per la Corte dei Conti è essenziale un’armonizzazione delle aliquote nel settore privato e lo sviluppo della previdenza complementare, “secondo pilastro indispensabile per la tenuta generale del sistema” ma che accusa una carente partecipazione dei giovani, ossia proprio della categoria che richiederebbe un maggior sostegno previdenziale vista la carenza di contribuzione sulla gestione principale. Solo il 25% inoltre dei dipendenti ha aderito a questa gestione.

Nella stessa audizione davanti alla Commissione presieduta da Di Gioia (Gruppo Misto-Psi-Pli), la Corte dei Conti ha rilevato il calo dell’1% del numero delle pensioni erogate dall’Inps e l’aumento del 2% delle attività assistenziali a totale carico della fiscalità generale assicurati dall’Inps. Nonostante ciò, si evidenzia una ripresa positiva del flusso contributivo, pari a 2,4 miliardi di euro.

Nel complesso, le prestazioni erogate dall’Inps nel corso del 2013 sono stati pari a 295 miliardi di euro, di cui 261 per pensioni e 34 per prestazioni temporanee. Il contenzioso generato dall’attività dell’Inps rimane ancora elevato e corrisponde ad un quinto delle cause in materia civile a livello nazionale.

 




L'autore: Giordano Giusti

Giornalista pubblicista dal 2012, appassionato di calcio, politica e mondo dei media. Laureato in Comunicazione, su Twitter sono @GiordanoGiusti
Tutti gli articoli di Giordano Giusti →