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pubblicato: domenica, 9 marzo, 2014

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David usato per pubblicità armi, Franceschini si infuria

La notorietà in tutto il mondo del David di Michelangelo, spesso usato come icona della nostra cultura, è risaputa. Ma era difficile immaginarsi che sarebbe stato adottato come testimonial di un’ arma prodotta in America. Invece La società ‘Illinois Arma Lite’ ha deciso di scegliere proprio il nostro David e di mettergli in mano la loro ultima creazione: un fucile tattico da oltre tremila dollari. E sotto appare lo slogan “a work of art”.

Pubblicità d’effetto, certo, ma dopo che è stata pubblicata da L’Espresso ma non gradita né dal ministro della cultura Dario Franceschini, né dalla soprintendente del Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini: questa ha palesemente diffidato l’azienda dal continuare a utilizzare l’immagine del David a mano armata; mentre Franceschini ha espresso tutto il suo sdegno su twetter: «L’immagine pubblicitaria del David armato offende e viola la legge. Agiremo contro l’azienda americana che deve ritirare subito la campagna»

Secondo le norme in vigore, infatti, il capolavoro di Michelangelo è tutelato per ogni utilizzo pubblicitario, per il quale è necessario un permesso dallo Stato e il pagamento di un canone. Ed è così dal 1873, ovvero da quando la statua è custodita nella Galleria dell’Accademia. Ma sembra, secondo quanto riferito dalla sovrintendenza, che la compagnia americana non abbia inviato nessuna richiesta ufficiale. E dunque anche il direttore dell’Accademia, Angelo Tartuferi, si è schierato dalla parte del Ministro, perché «La legge dice che la valenza estetica dell’opera non può essere snaturata. In questo caso siamo di fronte ad un atto, oltre che di cattivo gusto, del tutto illecito» e aggiunge che anche se fosse arrivata una richiesta adeguata da parte della società, non avrebbe mai dato il suo assenso.

Ma a rendere l’idea nel migliore dei modi è Sergio Givone, assessore alla cultura di Firenze nonché filosofo, che riguardo la questione ha proposto di chiedere come risarcimento una cifra astronomica alla Illinois Arma Lite, per poter investire la somma nella manutenzione dei beni culturali italiani. Spiega Givoni: «Quella pubblicità rappresenta un oltraggio forte. E’ un atto di violenza nei confronti della scultura: come prenderla a martellate e forse, anzi, persino peggio […] Quello ritratto da Michelangelo è un giovane uomo inerme, pronto a sfidare Golia con una semplice fionda: qua gli viene dato un enorme fucile. Oltre all’abuso, c’è la falsificazione».

Cecilia Lazzareschi




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