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pubblicato: martedì, 25 marzo, 2014

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Moretti risponde a Renzi e a Della Valle: “Se ci sono alternative, che vengano”

“Se ci sono alternative alla guida del gruppo, che vengano”. Chiara, puntuale e anche un po’ infastidita, la risposta dell’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti dopo il polverone di polemiche dei giorni passati. Ricapitolando. Il premier Renzi domenica aveva dichiarato: “non è possibile che l’a.d. di una società guadagni 1.000 volte in più dell’ultimo operaio, torniamo ad un principio di giustizia sociale”. Pronta la risposta di Moretti: “se mi tagliano lo stipendio di 850 mila euro (lordi, ndr) vado via”. Tutto poteva chiudersi lì e invece, il breve botta e risposta, ha dato motivo alle tifoserie di esprimere liberamente i più diversi pareri. Così l’occasione per i giornalisti di strappare qualche altra dichiarazione al vetriolo si è presentata oggi, puntualmente, a Milano per la presentazione del piano industriale 2014-2017 delle Fs.

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Moretti, per prima cosa, ha difeso il suo operato: “dal 2006 abbiamo fatto un drammatico risanamento, altrimenti saremmo falliti, come successo per altri gruppi di terra, acqua e aria. Noi siamo un’impresa, e usiamo gli strumenti dell’impresa. Non possiamo fare altro, se ci sono altre scelte, quelle dipendono dal mondo politico”. Risponde anche al patron della Tod’s, Diego Della Valle ( “se va via Moretti nessuno piange”): “nel 2006 nessuno voleva fare l’ad di ferrovie, lo si ricordi: farlo è una storia di fatica, non di giochetti per fare mezzo minuto di share in tv” e il mestiere di ferroviere e di chi guida le ferrovie “è uno dei più duri che si possono affrontare nella realtà italiana”.

Dopo la polemica, Moretti è passato ad illustrare il piano industriale del triennio 2014-2017 di Fs. Esso prevede un finanziamento di 24 miliardi di cui 8,5 di autofinanziamenti. Di questi, inoltre, 3 miliardi saranno utilizzati per il trasporto locale. Buone notizie arrivano anche dai treni Freccia Rossa: “nel 2016 avremo la certificazione per far viaggiare i Freccia1000 a 350 chilometri orari. È qualcosa che in Europa non esiste, c’è solo in Giappone. I primi Freccia1000 saranno operativi nel 2015 in occasione dell’Expo, e viaggeranno a 300 km/h, in attesa della certificazione per andare più veloci. Entro il 2017 saranno 50 i Freccia1000 operativi e ci aspettiamo un aumento del traffico alta velocità del 14%”. Infine, l’a.d conclude, sempre con un filo di polemica: “non temiamo di essere misurati sui risultati, anzi lo chiediamo così come chiediamo che tutti siano misurati sui risultati perchè sulle chiacchiere non si misura nessuno”.

 

Giacomo Salvini

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