Obama blinda l’Ucraina, Tymoschenko nei guai. Berlusconi difende Putin

Pubblicato il 25 Marzo 2014 alle 20:24 Autore: Guglielmo Sano

Barack Obama, dal vertice in Olanda, ha deciso di non concedere più mani vittoriose, allo “scomodo” amico Putin, nella partita che ha come posta in gioco l’equilibrio geopolitico mondiale.

La conferenza del “dopo-esclusione” della Russia, tenuta dal Presidente Usa, non poteva rappresentare più chiaramente un ultimatum: in sostanza, Obama, ha voluto dire che non solo la decisione di “prendersi” la Crimea è stata illegittima e illegale e “Putin dovrebbe tornare sui suoi passi” ma anche che, da adesso in poi, la Russia e il suo “commander-in-chief” sono diventati degli “osservati speciali” – né l’America né l’Europa sentono più di “potersi fidare” come ha dichiarato Angela Merkel – dunque non verranno tollerati ulteriori “sconfinamenti” da parte delle forze militari di Mosca.

“Sta alla Russia agire in modo responsabile dimostrandosi disponibile a rispettare le norme internazionali: se non lo farà dovrà aspettarsi costi ulteriori”: per riscuotere consenso a L’Aja, Obama, ha messo sul piatto anche la possibilità di sbloccare alcuni stock di forniture energetiche Usa in modo da poterli inviare in Europa, anche se non saranno pronti prima del 2015 (in tal modo si dovrebbe evitare l’“effetto boomerang”, dovuto alle sanzioni alla Russia, già descritto da Putin).

g7 russia

Quindi Obama può continuare ad agitare lo spettro di gravi sanzioni, oramai che ha convinto l’UE a usare la “linea dura” (potrebbero scattare, innanzitutto, delle misure restrittive sulla vendita di armamenti) – “ogni alleato della NATO ha la rassicurazione che tutti noi, inclusi gli Stati Uniti, ribadiamo pieno sostegno al concetto di difesa collettiva previsto dall’art.5 del Patto Atlantico”.

Putin, al momento, riesce a nascondere bene il progetto di nuove annessioni – la Transnistria è il fulgido esempio del “corteggiamento” che la Russia conduce verso molte regioni ex-sovietiche: spesso “contraccambiato”, alcune volte un po’ più “invogliato” dai fucili, imbracciati dall’esercito russo – il fatto che l’Ucraina, la parte europea cioè quella degli “alleati” di EuroMaidan, potrebbe essere attaccata, non può essere accettato da Obama, che quindi ha dovuto mostrare i muscoli.

“Muscoli” che serviranno a tranquillizzare anche altri paesi, ancora lontani dalla NATO ma pienamente “occidentalizzati”, come le Repubbliche Baltiche (spesso anche la Georgia strizza l’occhio all’alleanza nord-atlantica).

crimea annessione russia

D’altronde la Crimea ormai è persa: da Mosca è partito il progetto per rendere, la regione, una “zona economica speciale” – soggetta a privilegi fiscali (in modo da attirare investimenti stranieri) almeno fino all’inizio del 2015 ha detto Medvedev – inoltre, il ministro della Difesa russo Shoigu, oggi si è recato a Sebastopoli dove, con una cerimonia ufficiale, ha nominato l’ex comandante della marina ucraina Berezvosky numero due della flotta sul Mar Nero.

Shoigu ha poi ribadito che i soldati ucraini passati all’esercito russo potranno scegliere distretto e flotta nella quale prestare servizio, oltre a ribadire l’aumento delle pensioni, la distribuzione dei passaporti russi entro l’estate e l’“allacciamento” all’infrastruttura di distribuzione energetica russa promessi dal Cremlino (mentre l’Ucraina, “cattiva matrigna”, ha chiuso da qualche giorno il “rubinetto” del gas).

Proprio in Ucraina, in queste ore, sta montando uno scandalo che vede come protagonista un’icona di Piazza Maidan: in un’intercettazione telefonica, Yulia Timoschenko, rivolgendosi a un suo amico di vecchia data  (il parlamentare Nestor Sufrych) che le chiede preoccupato come risolvere il problema degli otto milioni di cittadini di Mosca nel paese, risponde – chiamando i russi col dispregiativo di “katsap”“spariamogli con le armi nucleari”.

maidan

La Tymoschenko ha detto che le intercettazioni sono vere ma sono state montate e falsificate ad arte per farla apparire negativamente agli occhi di ucraini e comunità internazionale, intanto, due deputati comunisti hanno chiesto di verificare la presenza o meno degli estremi per un’accusa di istigazione all’odio razziale, che in Ucraina, però, può riguardare solo parole dette in pubblico o a mezzo stampa.

Dall’Italia, non solo nella giornata di oggi, si sono alzate diverse voci contrarie o comunque critiche nei confronti della sospensione della Russia dal G8 – la Mogherini ha sempre invitato a tenere aperto il dialogo con Putin, Antonio Tajani da vice-presidente della Commissione Europea ha definito “un errore escludere la Russia, troppi interessi europei sono in gioco” – tra le parole più in vista restano comunque quelle dell’ex premier Silvio Berlusconi: “trovo antistorica e controproducente la decisione dei leader riuniti a all’Aja di escludere la federazione russa dal G8 di ieri. Questo contraddice il lungo e ponderoso lavoro diplomatico portato avanti dall’Italia e dai governi da me presieduti per includere a pieno titolo la Russia nel consesso delle democrazie occidentali”.

 Guglielmo Sano

L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità
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