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pubblicato: mercoledì, 26 marzo, 2014

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Fisco, reddito medio di 19.750 euro. Un quarto della ricchezza nelle mani del 5%

scadenze fisco

La crisi economica non è, come ci ricorda Crozza (prendendosi gioco di Renzi), “una parola vuota”. Gli effetti sono tangibili, quantizzabili. Ce lo ha ricordato, quest’oggi, il Ministero dell’economia e delle finanze che ha pubblicato le statistiche relative alle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche dell’anno di imposta 2012. Premessa: “nel 2012 il PIL ha avuto una consistente contrazione (-0,8%  in termini nominali e -2,5% in termini reali) in controtendenza rispetto al la lieve ripresa registrata nei due anni precedenti (2010 e 2011, ndr)”.

Reddito complessivo. Nel 2012, i contribuenti regolari sono 41,4 (+0,2% rispetto all’anno precedente). Questi, hanno dichiarato un reddito totale di circa 800 miliardi di euro; rispetto al 2011, confrontandoli omogeneamente, il reddito complessivo risulta essere aumentato dell’ 1,4% grazie “alla crescita dei redditi da pensione” (+2,1%) e all’ingresso “a tassazione ordinaria dei soggetti che sono stati costretti a fuoriuscire dal vecchio regime dei minimi”.

Il reddito medio sale dello 0,5% rispetto al 2011 ed è di 19,750 euro (lordi, quindi molto meno) e “se si sposta l’attenzione sul reddito complessivo dichiarato dal contribuente mediano”, esso scende a 15.564 euro (sempre lordi, naturalmente). “Ciò significa che la metà dei contribuenti non supera tale valore”. La regione con il reddito medio complessivo più elevato è la Lombardia (23.320 euro) e la Calabria è il fanalino di coda (14.170).

Chi detiene la ricchezza. La distribuzione sempre più diseguale della ricchezza è certamente la conseguenza più drammatica della crisi economica. In Italia, il 5% dei contribuenti con i redditi più alti, possiede il 22,7% della ricchezza totale. Il 90% dei contribuenti, invece, dichiara di avere un reddito medio complessivo che non supera i 35.819 euro. I più ricchi, comunque, rimangono i lavoratori autonomi (reddito medio di 36.070 euro); seguono i lavoratori dipendenti (20.280 euro), gli imprenditori (17.470) e infine i pensionati (15.780). Rispetto al 2011 sono comunque aumentati i redditi da pensione e da lavoro dipendente (rispettivamente +1,7% e +1,3%) e diminuiti quelli legati ad attività autonome: impresa (-8%), lavoro autonomo (-14,7%) e partecipazione (-4,9%).

La situazione rispetto al 2008. Rispetto all’ultimo anno prima della crisi, le differenze sono ben visibili: 350 mila lavoratori dipendenti meno, 190 mila pensionati in meno, 32 mila imprenditori in meno e 138 mila soggetti in meno che dichiarano reddito da partecipazione. I lavoratori autonomi, invece, sono aumentati (+128 mila). Tenendo conto dell’inflazione, il reddito medo dichiarato dagli autonomi è diminuito del 14,3%, quello degli imprenditori dell’11% e quello dei lavoratori dipendenti del 4,6% mentre il reddito medio da pensione è aumentato del 4,6%.

 

Giacomo Salvini


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2 comments
Claudio Turola
Claudio Turola

Grazie euro quando saremo alla fame dopo capiremo...

Antonio Ippolito
Antonio Ippolito

Però quel 5% se la passa sempre peggio.. Come anche gli altri: pensionati esclusi. In effetti, sarebbe interessante sapere se in questi 5 anni la concentrazione dei redditi è aumentata o diminuita