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pubblicato: mercoledì, 2 aprile, 2014

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Paolo Romani (FI): voteremo ‘No’ alla riforma del Senato

romani dice no a grande coalizione

L’Huffington Post intervista Paolo Romani, un fedelissimo di Silvio Berlusconi sin dal primo momento (1994). Il sito internet interroga l’ex Ministro dello Sviluppo Economico sul nuovo Senato a firma Renzi.

Il voto è scontato, ma non per il ‘sì’. Al contrario la riforma del Senato non avrà il favore di FI: “assolutamente. Al di là della questione dell’elezione diretta o no dei Senatori, è inaccettabile che, ad esempio, la Lombardia sia rappresentata da due senatori eletti dai consigli regionali e da due senatori eletti dai sindaci. Per un totale di quattro, esattamente come la Valle D’Aosta”, afferma Romani. “Ed è inaccettabile che quello che viene proposto come un Senato di garanzia rispetto alle autonomie sia composto dai medesimi membri delle autonomie”. Praticamente il controllore è il controllato. Improponibile per la forza politica di centro destra.

Romani esalta le modifiche forziste: “gli elettori delle regioni eleggano i loro rappresentanti al Senato nello stesso giorno in cui eleggono i consigli regionali. Rappresentanti che non godrebbero di alcuna indennità. Il che evidentemente non comporta nessun costo aggiuntivo, se non una scheda elettorale in più. Questo consentirebbe di avere un Senato di garanzia”. Praticamente un Senato elettivo, ma “figlio di un sistema monocamerale”.

paolo_romani

Le proteste di Forza Italia non si concludono qui. All’ex Ministro dello Sviluppo Economico non piace l’elezione del Presidente della Repubblica: “siamo contrari che il Senato elegga il capo dello Stato. Per come è congegnato il meccanismo fa sì che col 30 per cento riesci ad eleggere un presidente della Repubblica del tuo colore”. Entra, poi, nello specifico: “alla Camera l’Italicum ha il premio di maggioranza, al Senato, per come lo vuole Renzi, entrano sindaci e amministratori che in questo momento sono per la maggior parte del Pd e il gioco è fatto”. E quindi le modifiche di Forza Italia prevedono “un Capo dello Stato eletto dai cittadini e comunque non eletto dal Senato”. Perciò, qualora Renzi si presentasse con un “prendere e lasciare”, il voto forzista sarebbe un ‘no’ netto. Anche perché il patto del Nazareno (quello siglato tra Renzi e Berlusconi nella sede nazionale del Partito Democratico) prevedeva l’approvazione di una nuova legge elettorale e dopo un’ipotetica riforma del Titolo V (subordinata ad un nuovo incontro tra i due) e quindi una nuova architettura istituzionale. Renzi non è stato di parola, secondo Romani, ed ha cercato di approvare prima il Senato che l’Italicum. Un’altra ragione per il ‘no’ di Forza Italia, la cui assenza di voti impedirebbe al rottamatore di approvare la svolta epocale della seconda repubblica.

Daniele Errera

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19 Commenti

  1. Massimo Morra ha scritto:

    trovare urgentemente un lavoro a Romani…….così rompe meno i cojoni!!!!

  2. Fe Fabrilo ha scritto:

    In effetti la riforma del senato fa cacare

  3. Vincenzo Nigro ha scritto:

    aspettiamo cosa dirà il suo padrone.

  4. Lucia Locatelli ha scritto:

    Certo, era evidente. Rischiare la poltrona è inconcepibile

  5. Antonio Piarulli ha scritto:

    Finalmente ,forse ci si risveglia,da uno stato di torpore,che sapeva di codardia. Quasi un rinnovato impulso di democrazia.

  6. Mario Di Bella ha scritto:

    Ladro

  7. Mirella del Panta ha scritto:

    Ma chi la avrebbe mai detto ! Alle europee sparirete

  8. Daniele Dalla Marta ha scritto:

    Condivido che il senato va cambiato, ma la riforma del governo Renzi è una gran bella porcata.

  9. Annamaria Cesini ha scritto:

    Allora è una ottima cosa!

  10. Franco Balconi ha scritto:

    perché porcata? per via che abbiamo meno parassiti da pagare?

  11. Luisa Bacocchia ha scritto:

    vergognati

  12. Giovanni Battista Tagliavia ha scritto:

    Cialtroni

  13. Trevisani Giuseppe ha scritto:

    Questo qua sta solo difendendo i suoi previlegi e vuole un Senato eletto direttamente, come ora, quidi non vuole nessuna riforma e l’altrismo che tenta di propinarci è contradditorio: Se si elegge direttamente un senatore gli si deve dare una indennità, altrimenti di che vivrebbe il senatore? se invece è gia una persona che percepisce uno stipendio o una indennità come consigliere regionale o sindaco di grande città , gli si puo chiedere di coprire il ruolo senza indennità, visto che la percepisce per in quanto eletto consigliere regionale o sindaco . Quindi il Romani sta solo tirando la corda per spuntare qualche vantagio in favore di FI. Il discorso poi, i sindaci sono quasi tutti di sinistra quindi avrebbero la maggioranza è la solita “boutade” di volere le riforme come un opzional personale. Avete solo da vincere le elezioni locali!! Ma se le perdete e colpa vostra mica del PD. Caro sig. Romani se ci vuole convincere della bontà dei suoi propositi, di non votare la riforma, trovi qualche argomento migliore perchè quelli gell’intervista all’uffingyon post sono proprio ridicoli.

  14. Girolamo Gentile ha scritto:

    Vi preme troppo avere le chiappe coperte, brutti stronzi.

  15. Vincenzo Lopriore ha scritto:

    Banda di ladri

  16. Tommaso Camplone ha scritto:

    PdL inaffidabile come sempre. Non c’è da stupirsi se sono sempre stati degli #sfascisti (nel senso che …sfasciano e non costruiscono mai niente)

  17. Loris Accica ha scritto:

    Era prevedibile, voteranno NO a qualsiasi riforma.

  18. Laura Palmieri ha scritto:

    Stronzooooooooo.

  19. Gianni Corda ha scritto:

    Forza Matteo questo ciarpame deve andare a casa.

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