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pubblicato: lunedì, 7 aprile, 2014

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Simboli per le europee: la rabbia curiosa dei Forconi

Forconi

Ore 16, i giochi sono fatti: scade il termine per la presentazione dei simboli validi per le elezioni europee e la bacheca segna 64 simboli (67, se si considerano anche i ritiri). Non poteva mancare però la gazzarra dell’ultimo minuto: autore stavolta è Mariano Ferro, esponente siciliano dei Forconi che ha dato il via al movimento ben noto.

Lui, concitato, ha richiamato l’attenzione dei giornalisti presenti, chiedendo tutela per il proprio simbolo: “Qualcuno mi ha detto che oggi si chiudeva il deposito dei simboli e che qualcuno aveva depositato l’emblema con la scritta Forconi. Ma qualcuno può depositare un simbolo con un marchio che non gli appartiene?” A tutti ha ricordato anche la sua precedente partecipazione alle elezioni regionali siciliane del 2012, alle quali era candidato presidente.

Ferro

L’aria si è un po’ scaldata, anche perché lui non era venuto a Roma per depositare il contrassegno (risulta che abbia incontrato il sottosegretario Delrio): si è presentato persino il prefetto Nadia Minati, direttrice centrale dei servizi elettorali, per dirgli che la sua situazione (anzi, quella del simbolo “concorrente”) sarà valutata in base alla normativa speciale elettorale.

Ferro, che ha annunciato l’intervento dei propri legali per  ovviamente ha approfittato delle telecamere e dei fotografi per bacchettare i giornalisti, dicendo che occorre smettere di citare i Forconi solo quando ci sono gli arresti, come se si riconoscesse la forza del marchio solo quando si tratta di gettare fango.

Tutto bene? Insomma, qualcosa non quadra (e non per le accuse ai giornalisti): il signor Ferro, infatti, si è presentato al Viminale con il cappellino dotato di “pin” dei Forconi, guarda caso con un emblema tondo, come quello che potrebbe andare sulle schede. Gli abbiamo chiesto come mai, avendo già il simbolo, non ha pensato di fare una minidichiarazione, asserendo di esserne il fondatore e rappresentante e magari facendo intervenire la tipografia del Viminale; lui non ha risposto, chiedendo solo quanto tempo ci sarebbe stato per farlo (ma il termine, ovviamente, era già scaduto).

Chi non deposita un emblema, per la legge, non può ufficialmente contestarne un altro (per lo meno non in modo formale in questa fase): per ora, dunque, Ferro non potrà fare nulla. Ma il fatto che si sia presentato a tempo sostanzialmente già scaduto, con quel cappellino e solo sulla base (a detta sua) di una segnalazione suona almeno strano: la buona fede si concede a tutti, ma certamente quella contestazione si è trasformata in un’occasione di pubblicità a costo (quasi) zero. Con la complicità, ovviamente, di chi ha raccolto, scritto, ripreso e fotografato.


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7 comments
Mori Guido
Mori Guido

La rima rende onore alla descrizione del movimento.

Gabriele Cantelli
Gabriele Cantelli

DEMOCRAZIA IN PROGNOSI RISERVATA La televisione ha appena trasmesso le dichiarazioni di Matteo Salvini,il segretario lella Lega che,intervistato a Verona davanti allo striscione di testa della manifestazione per la liberazione dei “24 patrioti” incarcerati, con i modi che ne qualificano il livello culturale, ne ha chiesto una immediata scarcerazione “ altrimenti li andremo a tirare fuori noi magari andando a occupare le prefetture”. Nonostante le motivazioni del provvedimento restrittivo degli”eroi” riguardino il perseguimento di finalità secessioniste aggregazione con la fabbricazione di armi da guerra ( uno dei leader del movimento si è infatti dichiarato prigioniero di guerra), lo spregiudicato Salvini ha affermato che non possono essere imprigionate le opinioni politiche. La attuale situazione politica Italiana quindi vede fra i suoi protagonisti -Silvio Berlusconi che dichiarandosi vittima di un golpe giudiziario invoca una buona rivoluzione per difendere il diritto di svolgere liberamente le funzioni di indiscusso leader di Forza Italia, - Grillo che vuole mandare a casa l’intera classe politica e scrive alle Forze di Polizia invitandole alla diserzione dal dovere di tutelare l’ordine pubblico, - Salvini che minaccia l’occupazione delle prefetture per la liberazione dei leader del movimento secessionista veneto. RENZI UOMO DELLA PROVVIDENZA Tutto sembra giocare a favore di un decisionismo “renziano” che vuole da una parte i “sereni”,quelli che debbono seguire un riformismo prendere-lasciare principalmente incentrato sul taglio dei costi della rappresentanza politica , dall’altra parte i “serenissimi” con carri armati artigianali e forconi. Il vero rischio è che sull’onda di un relativismo che riduce ad opinione anche i progetti eversivi , non ci si stia accorgendo delle condizioni di salute di una democrazia in prognosi riservata.

Vito D'Anna
Vito D'Anna

ma prendete un forcone e andate a lavorare!!!

Matteo Rondini
Matteo Rondini

Anche questi fantomatici forconi....tutto messo a punto per ottenere un ritorno politico. Subito pronti ad infilarsi nel magna magna.