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pubblicato: lunedì, 1 settembre, 2014

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Fassina: “Sforare il 3% del Patto di Stabilità Interna”

Fassina chi?”, si chiedeva Matteo Renzi, mesi fa, quando l’allora vice Ministro dell’Economia si batteva con forza e coraggio contro le scelte del numero 1 del partito. Si dimise nei primi giorni di gennaio, è cosa nota. E da allora è sempre stato la voce fuori dal coro, sia nelle scelte del Pd, che – particolarmente – nelle scelte economiche dell’esecutivo targato rottamatore fiorentino.

Fassina, ex consulente del Fondo Monetario Internazionale, torna oggi alla ribalta grazie ad un’intervista a La Repubblica, attraverso la quale chiede una sola cosa: crescita. E’ questo l’imperativo di Fassina e di tutti quei movimenti intorno al Socialismo europeo, in funzione anti rigore esclusivo targato Merkel ed amici filo-teutonici. “Il programma dei mille giorni – sostiene Fassina – è impegnativo, ma qui abbiamo di fronte scadenze urgenti. La prima è fra 45 giorni”. Della Legge di Stabilità si parla, ovvio. L’ex finanziaria, secondo l’economista dei bersaniani, dovrà essere “espansiva”. Anzitutto va superato il limite del Patto di Stabilità Interna. “c’è una sola strada”, evidenzia Fassina: “abbattere il tabù del tre per cento. Sforare per qualche anno il tetto, come del resto avviene già in molti paesi europei”.

Stefano Fassina

Battere il rigore, quindi. Quell’iniziativa che “ci manda a fondo. Nonostante la stretta, in questi anni il debito pubblico ha toccato il 135 per cento, non solo in Italia ma in tutta l’eurozona. La ricetta rigorista non funziona”, afferma Fassina, secondo il quale “la Merkel ha ceduto sulla partita delle nomine per rifarsi poi in quella sull’economia”. L’esponente Pd, quindi, chiude l’intervista con una critica all’eccessiva lentezza del Governo Renzi, spesso invocato come scattista, ma sempre più passista: “dal governo del ‘big bang’ si è passati a quello del ‘passo dopo passo’. Mi ricorda tanto il vituperato governo del cacciavite, quello di Enrico Letta”, spedito a casa per un’esasperata stasi politica.

Daniele Errera

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10 Commenti

  1. Felice Galifi ha scritto:

    cambia mestiere

  2. Giuseppe Mangialardi ha scritto:

    Ma non esiste uno che dica “spendere meno spendere meglio”?

  3. Giuseppe Amato ha scritto:

    Geniale!!! Ma dove hai studiato???

  4. Sergio Gs IIo ha scritto:

    se tagli 0.50 dalla spesa pubblica, il PIL scende di 1.50… meno spendi, meno cresci.

  5. Giuseppe Mangialardi ha scritto:

    Il PIL italiano dipende al 53% dalla spesa pubblica ed in molti casi ha un’efficienza molto bassa. Mi sembra una lettura semplicistica e raffozzonata la tua.

  6. Antonio Polese Jr. ha scritto:

    vogliono a tutti i costi aumentare il debito ,x kè non dimunuiscono i costi della politica?incominciando da tutti i previlegi ke sfruttano come dei malfamati ,quando nn spendono niente di niente.ECONOMISTI…….ki..

  7. Vitale Alfio ha scritto:

    ma andate a lavorare a mille euro al mese se va bene

  8. Antonino Phoenix Milingi ha scritto:

    bisogna indirizzare fondi usati male in attività “remunerative”

  9. Antonino Phoenix Milingi ha scritto:

    alla Bocconi, allievo di Monti e, mi sembra, Padoa Schioppa…

  10. Giulio Giliberti ha scritto:

    concordo con Fassina purchè però si vada avanti

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