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pubblicato: lunedì, 15 settembre, 2014

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Riforma scuola, Giannini: interlocutori, feedback, finanziamenti e commissari esterni

stefania giannini

Tempi di riforma per la scuola italiana. Da “l’obbligo di assunzione di 149.000 persone”, secondo il premier Matteo Renzi, all’idea di riorganizzazione dell’esame di maturità, stando alla Ministra dell’Istruzione, Stefania Giannini.

La titolare del Miur si confessa a La Repubblica in una lunga intervista. L’esame di Stato è il fulcro della revisione della scuola. “L’esame di maturità – sostiene Giannini – deve perdere quell’aspetto da giudizio divino, che tra l’altro lo ha fatto diventare costoso. Deve riprendere un ruolo di appuntamento di sintesi di un anno scolastico, addirittura di un ciclo”, rendendo, quindi, fondamentale il cammino dello studente in tutti gli anni della scuola secondaria superiore e non solo nel termine finale del periodo scolastico. Le prime modifiche, sentendo le parole dell’esponente di Scelta Civica, partono dal termine della politica dei commissari esterni: “nella stagione 2015-2016 dovremo tornare ai commissari interni, niente più convocazioni da lontano. E un presidente di garanzia, che non deve arrivare per forza da fuori provincia”. Ma anche le questioni riguardanti gli studenti, in senso stretto, saranno centrali: “chiuderei l’esperienza della tesina di fine anno, un atto compilativo che è diventato solo un fiore al bavero, una collanina graziosa. Gli studenti dovranno presentare un progetto che riguardi tutto l’anno trascorso: un lavoro più teorico per i licei e un prodotto finito per i tecnici. Ascolteremo i pareri, in questi due mesi, anche su questo argomento”.

Le opinioni extra esecutivo risulteranno fondamentali: i sindacati verranno ricevuti, come da tradizione, anche se stavolta “non li riteniamo più interlocutori privilegiati”. Poi il feedback dai diretti interessati, i cittadini: la consultazione online “In Europa non l’ha fatto nessuno: offriremo un sito a chiunque voglia esprimersi sulla nostra riforma ‘La Buona scuola’. Tre grandi stanze dove poter entrare: ‘Compila il questionario’, ‘Un grande dibattito diffuso’, ‘Costruiamo insieme la buona scuola’. Poi ci sono sei scatole sui temi più importanti: le assunzioni, la formazione, l’autonomia, le materie, il lavoro, le risorse. Parte anche un ciclo di incontri con le scuole, i presidi, i provveditori”.

giannini

L’obiettivo finale del Governo e della Giannini è un’autonomia scolastica, dentro un grande contenitore organico: “scuole con lo stesso orario e le stesse materie, a parità di branca, ma ognuna con la sua specializzazione: inglese, informatica, arte, musica. Senza competitività tra loro”. Poi una moderata frecciata agli istituti paritari (privati, ndr): “per la prima volta lo Stato italiano chiede alle scuole non statali gli stessi doveri e la stessa qualità di quelle statali. Potremo mandare ispettori ministeriali anche lì: non vogliamo più diplomifici di basso livello, come oggi alcune realtà sono”. Restano tuttavia i finanziamenti, sebbene sembrava non vi fossero da una prima lettura del testo: il flusso di soldi ci sarà, “ma in questo quadro di doveri. In Veneto il 64 per cento delle scuole dell’infanzia è privato, in Lombardia il crollo degli iscritti alle scuole non statali è pesante. La fuga di un milione di studenti verso le statali ci farebbe chiudere la scuola italiana”.

Piglio decisionista, la Giannini conclude, difendendo la riforma governativa “autenticamente meritocratica”.

Daniele Errera


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