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pubblicato: domenica, 21 settembre, 2014

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Non solo articolo 18, cambiamo tutto il mercato del lavoro

camusso renzi poteri forti

Diciamoci la verità: la crociata all’interno del Pd sul mercato del lavoro dal punto di vista strettamente formale è la classica “tempesta in un biccher d’acqua”. Renzi attraverso il Jobs Act vuole rivedere il sistema del reintegro nel caso di licenziamento di un dipendente in un’azienda con più di 15 dipendenti. E punta ad un indennizzo come “contropartita” da dare al lavoratore licenziato. La sinistra dem minaccia il Vietnman in Parlamento.

Il bello è che la riforma del lavoro non prevede solo questo. Ma si parla praticamente solo di questo. La croce e delizia del dibattito sull’articolo 18 in Italia è che si tratta di un gatto che si morde la coda. Non riguarda quasi nessuno in un paese pieno, nei suoi distretti industriali, di Partite Iva in grado di rappresentare la seconda economia manifatturiera d’Europa.

Le ipotesi dunque sono due: o, proprio perché non riguarda praticamente nessuno, si lascia l’art. 18 cosi com’è, oppure, visto che è una norma de facto inutile, si lavora alla sua abolizione. Considerando che in Italia c’è stato un periodo storico (più di tre anni!) in cui è esistito un ministero della semplificazione, questo articolo lo si potrebbe pure abolire. Soprattutto se l’obiettivo è una rivisitazione complessiva del mercato del lavoro

lavoro

I cui problemi sono essenzialmente due: precarietà (non auspicabile, a differenza della nuova frontiera della flessibilità lavorativa) e la giungla del sistema contrattuale nostrano. E proprio questo deve essere la sfida del governo: rivedere lo statuto dei lavoratori, il sistema degli ammortizzatori sociali ma in un quadro di riduzione del numero dei contratti. Può andare anche bene il sistema del contratto a tutele crescenti ma a condizione che non sia un contratto in più, ma uno dei pochi in campo. Oltre 40 forme contrattuali sono un’anomalia da scardinare al più presto per chi intende impugnare con enfasi lo scettro delle riforme.

Al tempo stesso non c’è molto da aggiungere alla querelle interna alla sinistra sul tema. Solo due spunti andrebbero considerati: in primo luogo Susanna Camusso, attraverso un improprio paragone tra mondo del lavoro e politica sudafricana, ha dichiarato che “non si è risolto il problema dell’Apartheid peggiorando le condizioni di vita dei bianchi”. Insomma: per le prima volta della storia un leader sindacale ammette di rappresentare le istanze dei privilegiati.

In secondo luogo, a proposito di privilegi, nella sua lettera agli iscritti dem Renzi ha parlato della vecchia guardia che difende l’esistente. Quella del Pd al 25%. Anche in questo caso non c’è troppo da stupirsi. Va bene la differenza destra-sinistra, l’ideologia, un mondo migliore e la rivoluzione. Ma alla fine tutti tengono (e teniamo) famiglia. Mai toccare troppo lo status quo, i dipendenti pubblici, quelli di partito. Proprio per questo, caro Presidente del Consiglio, la sua missione sarà molto ardua. Perché dovrà scontrarsi contro retaggi culturali di tutti gli italiani, consolidati in secoli e secoli di crepuscolare decadimento.


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7 comments
Cara Valentina
Cara Valentina

Dai che fra un po' il lavoro bisognerà cercarlo sulla luna.

Gianfranco Mancini
Gianfranco Mancini

Renzi dice che vuole cambiare l'Italia?? Peccato non dica come e nel frattempo decide cose di estrema destra. Se vuole davvero cambiare questo Paese allora cominci con l'eliminare ingiustizie sociali e lotti contro le rendite parassitarie e le evasioni fiscali altrimenti vorrà dire che è stato inutile votare quello che sembrava un cambiamento e potevamo tenerci il berlusca al quale assomiglia molto. Il problema è che il popolo molto facilmente si appassiona alle battute che poi non vedono sbocchi alcuni.

Cesarina Carafa
Cesarina Carafa

I problemi mo' so legati all'articolo 18 ....non è perche non sanno creare posti di lavoro ...povera italia!!!!!!

Nicola Schiralli
Nicola Schiralli

Ma che cosa, a leggere i commenti qui sotto il mercato del lavoro in Italia funziona benissimo, cambiarlo è da pazzi dai...