Storie di governi dalla Svezia alla Finlandia

Pubblicato il 25 Settembre 2014 alle 07:56 Autore: Antonio Scafati

Sono storie di governi quelle che arrivano dalla Finlandia e dalla Svezia: governi che provano ad arrivare a fine legislatura e governi che cercano di trovare il sostegno necessario per cominciare a lavorare.

Il secondo caso è quello della Svezia, dove dieci giorni fa si sono tenute le elezioni. Il leader dei socialdemocratici Stefan Löfven ha ricevuto il via libera per cercare di formare il governo. Venerdì scorso Löfven ha avuto un incontro con i vertici dei partiti di centrodestra al termine del quale ha detto ai giornalisti: “Ci sono buone possibilità per instaurare una cooperazione con i partiti di opposizione”, concetto ribadito anche ieri.

La strategia è questa: un governo con i Verdi e collaborazione parlamentare con soggetti politici dell’opposizione. Il Partito della Sinistra non entrerà a far parte dell’esecutivo ma secondo l’Aftonbladet i socialdemocratici mirano ad ammorbidirli in vista di futuri negoziati.

Intanto a inizio settimana Verdi e Socialdemocratici hanno cominciato a discutere punto per punto i dettagli di un accordo di governo. Tra i due partiti c’è distanza su molti temi (energia nucleare, spese militari) ma la buona riuscita delle trattative non è messa in discussione. Ieri Löfven non ha fornito molti dettagli sugli incontri con i Verdi ma ha comunque definito “costruttivo” il clima. Il problema sarà trovare appoggio al di fuori del governo.

Se tutto andrà come Löfven si augura, il suo esecutivo potrebbe essere molto ‘rosa’. Margot Wallström potrebbe assumere l’influente carica di ministro degli Esteri. Susanne Eberstein è data invece da molta stampa come futuro speaker del Parlamento. Ma le donne potrebbero ritagliarsi spazi importanti anche nell’opposizione. C’è infatti da assegnare la leadership del partito dei Moderati, dove l’ormai ex premier Reinfeldt ha già detto di voler lasciare. Anders Borg, dato da molti come il più probabile successore, non assumerà l’incarico.

Finlandia

Photo by Seppo VoulteenahoCC BY 2.0

A sostituire Reinfeldt potrebbe essere Catharina Elmsäter-Svärd, 48 anni. L’analista politico Stig-Björn Ljunggren ha detto al The Local che sarà quasi certamente una donna a prendersi la leadership del partito: “I Moderati sono alla ricerca di qualcosa di nuovo e fresco dopo la sconfitta elettorale”. In lista c’è anche Anna Kinberg Batra.

Ma prima di tutto questo c’è un governo da formare in una situazione politica che secondo alcuni ha ragioni ben precise. Göran Persson (ex leader socialdemocratico e primo ministro svedese dal 1996 al 2006) ha fornito nel fine settimana la sua lettura dei risultati politici: una lettura che di sicuro non sarà piaciuta a Stefan Löfven. Negli ultimi anni, sostiene Persson, Partito Socialdemocratico e Moderati si sono politicamente avvicinati, la differenza tra le proposte si è ridotta fino ad assomigliarsi sempre di più. È mancato coraggio, ha detto Persson. A trarne vantaggio sono stati i Democratici Svedesi, forza di estrema destra con proposte chiare, nette e riconoscibili.

In Finlandia ci sono dubbi sulle possibilità del governo di arrivare fino alla naturale fine della legislatura (aprile 2015) dopo l’uscita dei Verdi dalla maggioranza.  La rottura è stata ufficializzata sabato nel corso di una riunione tenutasi a Seinäjoki, nell’Ostrobotnia, sud-ovest del paese.

Ville Niinistö, leader dei Verdi, si è levato più di un sassolino dalla scarpa. Ha dichiarato che il suo partito avrebbe dovuto lasciare il governo già nel 2010, quando la maggioranza votò a favore di uno sviluppo della centrale nucleare di Olkiluoto, nel sud-ovest della Finlandia. “Avevamo detto chiaramente durante la campagna elettorale per le elezioni del 2007 che una volta al governo avremmo combattuto l’energia nucleare”.

In futuro il partito determinerà di volta in volta se sostenere o meno il governo in Parlamento.

Il primo ministro Stubb nel frattempo va avanti. Il dicastero dell’ambiente (tenuto fino a pochi giorni fa da Ville Niinistö) va a una donna, Sanni Grahn-Laasonen.

Immagine in evidenza: photo by Mia AnderssonCC BY 2.0

L'autore: Antonio Scafati

Antonio Scafati è nato a Roma nel 1984. Dopo la gavetta presso alcune testate locali è approdato alla redazione Tg di RomaUno tv, la più importante emittente televisiva privata del Lazio, dove è rimasto per due anni e mezzo. Si è occupato per anni di paesi scandinavi: ha firmato articoli su diverse testate tra cui Area, L’Occidentale, Lettera43. È autore di “Rugby per non frequentanti”, guida multimediale edita da Il Menocchio. Ha coordinato la redazione Esteri di TermometroPolitico fino al dicembre 2014. Follow @antonio_scafati
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