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pubblicato: lunedì, 29 settembre, 2014

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Le storie del “Derby della Lanterna”

Le punizioni di Gabbiadini sono ormai famose per potenza e precisione.

La sfida fra Genoa e Sampdoria di domenica sera ha rappresentato la 109° edizione del Derby di Genova, altrimenti detto “della Lanterna”. La rete decisiva, di Gabbiadini su punizione, è stata oggetto di varie critiche e polemiche sterili ed ora la squadra di Mihajlovic è proiettata nell’Europa che conta; Udinese permettendo.

Gabbiadini è entrato nel novero dei giocatori che sono stati in grado di segnare nel derby di Genova ed ha tutte le carte in regola per implementare il proprio score in questa sfida nella sfida. La classifica dei migliori marcatori della storia del derby ligure, infatti, vede in testa Giuseppe Baldini, detto Pinella, che segnò sei reti nella stracittadina; una con addosso la maglia dell’Andrea Doria, correva la stagione 1945-46. Il Pinella giocò ancora per quattro stagioni con la maglia neonata Sampdoria, durante le quali mise a segno 5 reti contro l’odiato, ma non troppo, Grifone. Già perché è proprio con la maglia del club più antico d’Italia che Baldini, eroe della gradinata sud – quella dei tifosi blucerchiati – segnò l’ultima rete della sua storia nella sfida ligure appena un anno dopo aver lasciato la Sampdoria.

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Di storie come quella di Baldini ne esistono solo altre due. La prima è quella di Paolo Barison, ala sinistra approdato a Genova, sponda rossoblù, nel 1957. Nella sua avventura alla corte del Genoa segnò due reti ai cugini blucerchiati, ma nel 1963 torna a Genova – dopo tre stagioni al Milan – sulla riviera opposta e torna a segnare nel derby. Unico altro giocatore capace di segnare vestendo entrambe le casacche fu l’italo-sudafricano Eddie Firmani; autore della strada inversa rispetto a quella intrapresa da Barison. Arrivato alla Samp nel ’55 per 35 mila sterline, Firmani segna 52 reti in 83 presenze – una sola contro i cugini del Genoa – e, nel 1957-58 è vice capocannoniere del campionato italiano dietro ad un certo Charles. Dopo la parentesi con l’Inter, dove formerà una coppia gol ineguagliata con Angelillo, tornerà in quel di Genova vestendo la maglia del Grifone decaduto; lo riporterà in Serie A e vi rimarrà ancora una stagione, giusto il tempo per non farlo retrocedere, e se ne andrà al Charlton.

Storie simili risalgono tutte a più di cinquant’anni fa, quando la Sampdoria ed il Genoa, più che odiarsi, si disprezzavano con rispetto. Forse è per questo che furono possibili tutti questi scambi che, oggi, non si vedono più. In un’epoca in cui Juventus e Torino, Milan ed Inter si vendono e si scambiano i giocatori, forse sono rimasti Lazio-Roma e Genoa-Sampdoria gli unici e sinceri derby d’Italia.

 


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1 comments
ansalvai
ansalvai

Carissimo Lorenzo,

credo che la tua zoppa cronistoria abbia qualche punto non affrontato, se di storia dei derby di Genova si vuole parlare, non te ne volere ma dalle parole dei doriani e dei media supporters o mal informati non si capisce mai a quale squadra ci si riferisca parlando di "quelli la' ", insomma fanno risalire la loro nascita, ripudiando proprio la loro storia (Andrea Doria ricorda qualcosa???) , al 46', se non erro, dunque casualmente da quando hanno iniziato ad avere presidenti seri cominciando a vincerne anche qualcuno, di derby.

Singolare no??? Come se prima non siano esistiti e non abbiano perso molti piu' derby rispetto al Grifone, la storia si diceva "la scrivono dagli anni che vogliono", la storia e' che hanno cambiato mille maglie fino a trovare quella che numerologicamente gli era piu' vantaggiosa, da sganasciarsi dal ridere.

un po' come i fascisti, che fecero ripetere a pistolettate una finale di campionato rimasta famosa anche oltrenanica, fino a quando numerologicamente non capito' che vincesse il Bologna del gerarca Arpinati, "la storia" caissimo mio "affascinato dai colori" Lorenzo e' una cosa un po' piu' complicata di cio' che di luccicante puo' apparire agli occhi.

In realta', se sono i colori che affascinano, suggerisco di andare a vedere la maglia della Diamantea informandosi sulle date di fondazioni diverse, si scopriranno stupende ilarita' che a Genova tutti sanno, oppure la storia della fine triste di un presidente che vide il Genoa, "casualmente", sbattuto in serie C ed un cui emissario, anni prima, sii presento' per rilevarne i libri sociali in fallimento nell'intenzione appunto di fondere gli interessi personali con "la storia", emissario che dovette scappare a gambe levate e che attualmente ha fatto perdere le proprie tracce, che simpatica "la storia" dei derby di Genova.

Ora il loro presidente, di quelli la', "la storia" non conoscendola la calpesta pure parlando di uno sradio che vorrebbe suo e sconoscendo che lo stadio del quartiere Marassi in Genova, Via De Pra, 1 ddnominato Luigi Ferraris forse e' il piu' antico d'Italia, era sempre stato di proprieta' del Genoa, che ne aveva comprato l'area (evidentemente pagando con palanche vere) e lo aveva costruito, che lo dono' negli anni della guerra come Patrimonio al Comune, permettendone l'uso ad ambedue le squadre.

"La storia" questo boomerang, perche' e' anche "storia" che un'altra squadra cittadina a Genova, la prima, fu fondata da un ex centravanti rossoblu', forse e' per quello che i doriani ripudiano la storia avvenuta prima del 46', curioso eh, un po' come i cattolici, con le debite differenze, che fanno iniziare la storia dall'anno zero della nascita di Gesu' Cristo se dovessero ripudiare che prima di "storia umana" si potesse parlare e criminalizzando quindi i riti funerari e religiosi avvenuti prima.

Ma che simpatuca "la storia", poi quella dei derby di Genova e' da sdraiarsi dal ridere, e non serve sottolineare che il Grifone del dopoguerra non ha mai avuto Presidenti degni e con patrimoni sconfinati, come quelli capitati numerologicamente a quelli la', delle volte la fortuna non basta, ci vuole umilta' e lealta' per vedere "la storia".