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pubblicato: venerdì, 3 ottobre, 2014

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Ecco la Legge di Stabilità: 15-16 miliardi massimo

padoan fmi renzi pensioni

Basta con le Manovre Finanziarie (oggi denominate ‘Leggi di Stabilità’) alla Governo Prodi, quelle da 30-35 miliardi di euro. Durissime, ma attuate in un periodo espansivo. Oggi, in una spirale di crisi economica e finanziaria, dopo anni di recessione ed ultime serie storiche addirittura di deflazione, un importo simile da accumulare in un periodo di tempo così ristretto come quello della legge fondamentale, sarebbe davvero impensabile. Ecco perché il Tesoro ha ipotizzato una Manovra di 16 miliardi circa.

Tagli alla spesa e maggiori entrate. E’ questo il classico paradigma del Mef che, ogni fine anno, deve impostare per l’anno seguente la legge economica. La prima voce, praticamente la spending review, si dovrebbe attestare sulla cifra di 12 miliardi. Sarà quindi la parte maggioritaria e sarà raggiungibile grazie ai tagli ai Ministeri (su cui stava lavorando ‘mister forbici’, Carlo Cottarelli) e agli enti locali. Ma non chiamateli ‘tagli lineari’, tuonano dall’esecutivo.

economia

Le entrate (e non si intende, in questo caso, un’ulteriore serie di imposte), invece, dovrebbero raggiungere quota 3, massimo 4, miliardi e proverranno dalla lotta all’evasione fiscale (stimata 91 miliardi da Padoan in persona). Questa iniziativa – fortemente voluta dal premier – sarà possibile grazie ad un’innovativa operazione sull’Iva (su cui vi sono pressioni parlamentari per innalzarla ulteriormente, almeno quella del 4%). La spiega l’economista Yoram Gutgeld, vicinissimo a Renzi: “puntare su un deficit vicino al 2,9 anziché al 2,1-2,2% ci darà 10 miliardi di tesoretto che ci permettono di non rendere la manovra troppo pesante. Questi soldi li useremo nella prossima manovra che sarà di natura espansiva”

Poi vi sono 2 miliardi, una piccola fetta della torta. Eppure sono i più enigmatici da reperire. Infatti fonti di Viale XX Settembre (sede del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ndr) hanno parlato di “una tantum” di natura non fiscale. Su questa somma ci si sta interrogando. Nei prossimi giorni sapremo dire di più, corrispondentemente a maggiori informazioni governative.

Daniele Errera

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3 Commenti

  1. Rodolfo Bolla ha scritto:

    E’ PIU’ FACILE COLPIRE LA POVERA GENTE
    Con l’aumento dell’IVA sull’aliquota ridotta del 4%, che pressioni parlamentari vorrebbero aumentare, si colpiranno ancora una volta le categorie più deboli e meno abbienti, perché l’IVA al 4% si applica ai beni ed ai servizi di prima necessità come: alimentari, utenze domestiche e ristrutturazioni sulla prima casa.
    DA WIKIPEDIA
    L’aliquota ordinaria dell’IVA è il 21% (22% dal 1° ottobre 2013), con due aliquote ridotte, rispettivamente il 4% e il 10%:
    tali aliquote sono il risultato di una evoluzione normativa che ha dovuto adeguarsi alle molteplici dinamiche economiche del paese. E’ proprio con questo intento che il legislatore ha previsto, accanto alla aliquota ordinaria, due aliquote compensative per quei beni e servizi che maggiormente incidono sul costo medio della vita. Se pertanto la maggior parte degli acquisti avviene con aliquota del 21 % (22% dal 1° ottobre 2013), è pur vero che i beni di prima necessità, come gli alimentari, o i servizi primari, come le utenze domestiche o le opere sulla prima casa, scontano aliquote ridotte, in base a tabelle prefissate che contemplano tutti i gruppi merceologici e la relativa imposta da applicare.

  2. Mimmo Pappalardo ha scritto:

    Di sicuro….tutte tasse

  3. Pingback: Taglio delle tasse e riduzione della spesa Una manovra alla ricerca dell'ok di Bruxelles - Termometro Politico

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