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pubblicato: venerdì, 3 ottobre, 2014

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Franco Scoglio, l’unico vero Professore del calcio italiano

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Passionario, ribelle, anticonformista e innovatore come pochi, Professore come nessuno. Il 3 ottobre del 2005, esattamente nove anni fa, moriva parlando di Genoa, Franco Scoglio, figura a tratti fastidiosa per i suoi modi forti e decisi, ma sicuramente geniale con le sue idee di calcio. Lontano dal calcio dei big per le sue posizioni mai tenute nascoste a differenza di tanti altri suoi colleghi, sapeva sempre come ottenere il meglio dai suoi giocatori, che amava definire “bastardi”. Scoglio era anche un brillante stratega, al quale si devono molte invenzioni destinate a cambiare il calcio, come il famosissimo rombo.

“CRISTO E’ GENOANO” – Nato in quell’angolo di paradiso chiamato Lipari, dopo la laurea in Pedagogia e qualche anno di insegnamento, il Professore comincia la sua carriera da allenatore alle giovanili della Reggina, quindi si muove molto tra Calabria e Sicilia, facendosi le ossa. Sì perché quello era un calcio totalmente diverso, fatto di migliaia di tifosi ad assistere una partita di Interregionale ( attuale Serie D ), botte tra orbi nei polverosi e sperduti campetti del Sud, ed infinite trasferte in autobus o treno. In Serie C, Scoglio cambia molte squadre in dodici anni, tornando spesso a Messina, città di cui è profondamente innamorato.

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Nella Città dello Stretto si fa conoscere dalla stampa nazionale a metà degli anni Ottanta, quando al secondo anno conquista la Serie B, mentre l’anno dopo sfiora, grazie ai goal di un certo Totò Schillaci la promozione in A. Chiusa l’esperienza col Messina, arriva la chiamata del Genoa: è l’inizio di un amore che lo accompagnerà fino alla sua drammatica morte, avvenuta dopo un acceso scontro verbale con Enrico Preziosi, durante una trasmissione televisiva dedicata al Grifone. Un amore che lo porterà a rinunciare al successo e alla fama internazionale.

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AMORE ROSSOBLU –  A Genova diventa subito l’idolo dei tifosi: centra la promozione in Serie A, e l’anno seguente ottiene una sicura salvezza. Sono gli anni di immensi eroi rossoblu: uno su tutti, Gianluca Signorini, il Capitano. Scoglio inizia quindi un intenso peregrinare che lo terrà lontano per qualche anno da Genova, portandolo a Bologna, Udine, Lucca e Pescara: tutte esperienze infelici a causa di squadre mal costruite. Torna nel capoluogo ligure verso la fine del 1993, con l’obiettivo di salvare il Grifone e ci riesce senza troppi problemi.

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Il Professore cerca la fortuna al Torino, ma sotto la Mole rimane soltanto un anno. Quello non è il suo ambiente, e dopo due infelici stagioni passate in B, accetta la panchina della Tunisia: una pazzia pensano molti, visto che il tecnico siciliano avrebbe un sacco di richieste molto più prestigiose. Lui, come ama fare, se ne frega di quello che dice la gente e vola a Tunisi dove in tre anni ottiene risultati incredibili in Coppa d’Africa e una meravigliosa qualificazione ai Mondiali di Giappone e Corea del Sud del 2002.

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Ma dall’Italia giungono bruttissime notizie: il Genoa sta affondando e rischia di tornare nell’inferno dei Professionisti. Scoglio deve scegliere: andare ai Mondiali o tornare a Genova per conquistare la salvezza? Al cuor non si comanda, saluta la Tunisia e sale sul primo aereo per l’Italia. Il Grifone a fine stagione è salvo grazie alla cura del Professore che entra nella storia del club più antico d’Italia.

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L’ULTIMA PANCHINA – Salutato per sempre il Genoa, Scoglio torna in Africa e sceglie la Libia per ripartire, ma ci rimane pochissimo. Il Professore ha sempre mal digerito i presidenti che pretendono di imporre le proprie idee agli allenatori. A Napoli, in B, la sua ultima panchina ma le cose vanno male, viene esonerato e decide di interrompere momentaneamente la carriera da allenatore. Intanto, per non perdere contatto col mondo del calcio, è ospite fisso in numerosi salottini televisivi, diventando una celebrità. Morirà in diretta televisiva durante una trasmissione sull’emittente Primocanale, parlando di Genoa, come lui stesso aveva previsto poco tempo prima, lasciando un vuoto enorme al popolo rossoblu e al calcio italiano.

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“DISCORSI AD MINCHIAM” – Quanto ci mancano i suoi eleganti interventi, spesso a gamba tesa ma mai banali. Quanto ci manca la sua passione travolgente e il suo esempio di amore incondizionato verso il Grifone. Quanto ci mancano le sue idee “ribelli” di calcio che non piacevano proprio ai potenti presidenti di Serie A ( “Nel calcio non esistono presidenti” ) anche se, come qualcuno ha detto, Scoglio è stato a lungo corteggiato da una big. Chissà cosa direbbe del calcio attuale, fatto e strafatto di bizzarre figure, presunti scienziati del pallone e calciatori spesso protagonisti soltanto delle cronache rosa. Sicuramente metterebbe a tacere tutti, pretendendo di essere ascoltato e di “evitare di fare discorsi ad minchiam”. Ci manchi Professore!


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