Berlusconi chiama alle armi l’elettorato di centrodestra: “Scendete in campo con Forza Italia”

Pubblicato il 12 Ottobre 2014 alle 15:15 Autore: Andrea Turco

Nelle ultime settimane le voci di un possibile disinteressamento della sua creatura Forza Italia, si erano fatte sempre più insistenti. Silvio Berlusconi, intervenendo telefonicamente al convegno organizzato a Saint-Vincent da Gianfranco Rotondi, ha però sgombrato il campo da equivoci. Forza Italia continuerà ad esistere ma necessita di un’inversione di marcia: “Siamo al lavoro per costruire una nuova Forza Italia” e per farlo serve “superare la scissione dei parlamentari che sono stati eletti nelle nostre fila”, ovvero Alfano e Co. “Dobbiamo essere consapevoli che siamo ancora di gran lunga il primo partito del centrodestra. Siamo ancora in campo”. Per la riscossa, come la chiama Berlusconi, si deve partire dal basso. “Abbiamo preso una decisione seria: abbiamo cominciato con i tesseramenti in tutti i Comuni, stiamo scegliendo in ogni Comune, anche in quelli più piccoli, un nostro portabandiera. Scendete in campo con Forza Italia”.

berlusconi

L’ex premier parla poi delle vicissitudini personali. “Sto soffrendo moltissimo delle restrizioni che mi sono state imposte. Ho avuto un trattamento che mai nessuno ha subito in una democrazia: in vent’anni mi hanno fatto di tutto, hanno attentato alla mia serenità, al mio tempo, alla mia famiglia, alle mie aziende, al mio patrimonio, ai miei diritti politici perchè io non posso votare e non posso essere votato ed infine anche alla mia libertà”. Ma Berlusconi è fiducioso che la sentenza di condanna verrà totalmente “cancellata” dalla Corte di Strasburgo.

Infine un attacco all’esecutivo. “Abbiamo una difficoltà grave: è l’economia, che è sempre più in crisi.Il debito pubblico e la spesa pubblica crescono – spiega Berlusconi – Le tasse sulla casa, sugli immobili, è ai massimi. I disoccupati sono ormai oltre il 12%, un giovane su due è senza lavoro. Lo scenario è assolutamente negativo rispetto a tutte le economie orientali, a partire da quelle al di là dell’Adriatico, dove ci sono costi del lavoro e delle imposte che sono praticamente non comparabili con i nostri”. Non manca una stilettata anche a Renzi: “Al Senato – conclude il Cav- la maggioranza è formata e il governo è tenuto in piedi da 32 senatori che erano stati eletti dai nostri stessi elettori che avevano dato a loro come a noi il mandato di tenere a bada e contrastare la sinistra”.

L'autore: Andrea Turco

Classe 1986, dopo alcune esperienze presso le redazioni di Radio Italia, Libero Quotidiano e OmniMilano approda a Termometro Politico.. Dal gennaio 2014 collabora con il portale d'informazione Smartweek. Su Twitter è @andreaturcomi
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