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pubblicato: lunedì, 13 ottobre, 2014

articolo scritto da:

Ministro Poletti: “L’articolo 18, se continua così, scomparirà da sé”

poletti, lavoro, camusso

E’ noto: l’articolo 18 è utilizzato per pochi casi all’anno. Ma è altresì noto come vi sia una vasta letteratura dietro il comma dello Statuto dei Lavoratori (1970) sulla sua abilità a portare dentro o fuori i confini nazionali gli investimenti stranieri. Come i guelfi e i ghibellini, forti sono le frizioni tra i protettori e i detrattori dell’art. 18.

L’ALLARME – Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, parla chiaro: se continua così, l’art. 18 scomparirà da sé. Del resto “i contratti a tempo indeterminato sono il 17%”. Nel programma di Rai3, ‘In ½ ora’, Poletti spiega l’architettura del Jobs Act: “è prevedibile che i contratti a progetto e i co.co.co. vadano via. Le partite Iva – continua – vanno cambiate, non tolte. Andrà ridefinito il perimetro di queste posizioni dentro il provvedimento che andiamo a fare”. Poletti promette: “costruiremo un nuovo quadro con contratto a tempo indeterminato e a tutele crescenti e dentro quel contratto andranno assorbite le varie forme contrattuali che oggi ci sono”.

premier renzi e ministro lavoro poletti

DIALOGO E SFIDE – Il dialogo è fondamentale, certo: “è naturale e normale che teniamo in considerazione la discussione che c’è, tutte le opinioni. Ma poi la responsabilità della decisione ce la prenderemo tutta”. Il confronto sarà duro specialmente coi sindacati. Poletti parla di queste organizzazioni: “ci sono tematiche sulle quali questa discussione può andare avanti e quindi credo che questo succederà. Il sindacato liberamente sceglie sulle iniziative e decide di fare quello che ritiene, non credo che il governo abbia ragioni per agire, per impedire o non impedire manifestazioni, figuriamoci. Credo che quello che dobbiamo fare, lo abbiamo convenuto nell’incontro che abbiamo fatto la scorsa settimana insieme al presidente del Consiglio, è continuare un confronto perché ci sono argomenti sui quali è giusto e necessario farlo”. Poi sfida la Cgil, sindacato più movimentista fra tutti: “Camusso guarda ai temi del lavoro da una sua ottica, legittima, ma io credo che dobbiamo guardare ai tanti giovani che hanno contratti precari e dare maggiore flessibilità al nostro sistema economico. Ma bisogna stare fuori dall’emozionalità perché a causa dell’emozionalità l’Italia è rimasta fuori certe scelte. E’ il momento di dire sì o no e non fare mille giri di filo spinato attorno a un però”.

MINORANZA PD E METALMECCANICI – “Meglio non mettere la fiducia alla Camera. Se fosse così tuttavia la voterò, ma il Jobs act deve cambiare come ha deciso la direzione del Pd”. L’avvertimento è di Nico Stumpo, deputato della minoranza PD intervistato da ‘Repubblica’. Che parla anche della situazione all’interno del suo partito: “Il Pd è e deve restare un partito di iscritti e di elettori. Ho sentito dire che vogliamo ridurre gli iscritti perchè così i padroni delle tessere ne hanno meno. Ma è una sciocchezza epocale. Meno tessere ci sono, più i padroni delle tessere contano”. Intanto i metalmeccanici – organizzati sotto le sigle di Fim, Fiom e Uilm – manifestano a Livorno contro il Jobs Act. “Non è licenziando la gente che si creano posti di lavoro, ci vogliono investimenti pubblici e politica industriale”, lo slogan scandito da Luciano Gabrielli, della Cgil provinciale. Che aggiunge, bocciando la legge: “Il provvedimento del Governo non crea nessun posto di lavoro, occorrono investimenti in infrastrutture e innovazione tecnologica, basta con le politiche di austerità dell’Europa, bisogna investire per salvaguardare il lavoro e dare più soldi in tasca ai lavoratori e a pensionati”. Il leader della Cgil, Susanna Camusso, torna a sventolare l’ipotesi di “uno sciopero generale”. “Dopo la manifestazione del 25 ottobre e le altre iniziative dobbiamo continuare la mobilitazione e anche lo sciopero generale è una delle cose che metteremo in campo, ma nessuno pensi che sia tutto”. “Quando arriveremo allo sciopero generale – spiega – che sia davvero lo sciopero generale del Paese”. E infine un attacco al l’esecutivo “Il governo assume la piattaforma di Confindustria e non ha idea di dove portare il paese”.

 

Daniele Errera


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26 comments
Luiggi Cuom
Luiggi Cuom

uno così è di sinistra ? guidava le cooperative rosse perchè era uno specialista dei contratti a termine e non perchè comunista.

Alfredo Brambilla
Alfredo Brambilla

certo grazie a politiche noliberiste e filopadronali degli utlimi 30 / 35 anni che hanno impoverito i molti e arricchito i pochi

Elio Pescio
Elio Pescio

speriamo che scompari prima tu "polletti".

George Ross
George Ross

Ti ripeto come gia' detto se c' e' lavoro o lo creano l' art 18 non interessa proprio , perche' si troverebbe lavoro anche a cinquant'anni, e poi non e' una protezione per tutti l'art 18 ... e' una legge che a creato dipendenti di derie A e serie B !!!

Oretta Ruspaggiari
Oretta Ruspaggiari

...Lello..aggiungo..conflitto di interessi,evasione fiscale,riduzione dei parlamentari....insomma le cose che servono davvero per dare una svolta all'italia

Alessandro Iacopinelli
Alessandro Iacopinelli

voglio vedere superati i 50 anni come ritroverai lavoro una volta licenziato... considera che in pensione con le nuove leggi non ci si va prima dei 65

Fabrizio Introini
Fabrizio Introini

L'italicum è approvato alla camera, manca il passaggio al senato. La riforma costituzionale è al primo dei quattro passaggi richiesti.

Domy Dome
Domy Dome

ventilati al busdelcu' che le mei

Lello Petrone
Lello Petrone

Che senso ha? Ma Roberto, non ti è ancora chiaro cosa fa Renzi? Crea una discussione su un tema inutile che spesso finisce in un nulla di fatto come il fu Senato delle autonomie e il fu Italicum per non affrontare temi fondamentali come la detassazione sul lavoro, tagli ai costi della politica, sostegno alle forze dell'ordine, investimenti in arte, cultura, istruzione e turismo, rinnovabili ecc ecc ecc

MassimoMatteoli
MassimoMatteoli

Il Ministro Poletti rilancia il luogo comune che i contratti a tempo indeterminato siano solo una esigua minoranza e che l'ingresso nel mondo del lavoro avvenga solo in modo precario. 

Vi invito a leggere questo articolo sul Corriere:  http://www.corriere.it/economia/14_ottobre_12/i-paradossi-precarieta-contratti-50-tipi-400-mila-durano-24-ore-7736cbaa-51db-11e4-b208-19bd12be98c1.shtml

L'articolo sembrerebbe confermare questa tesi quando rileva che nel secondo trimestre 2014 su 2.651.648 assunzioni solo 403.036, appena il 15 %, sono avvenute a tempo indeterminato.

Ma se continuate a leggere vedrete che nello stesso periodo, su 2,4 milioni di rapporti di lavoro cessati (fine del contratto, pensione, dimissioni, licenziamenti), solo 381 mila, cioè il 15%, aveva avuto una durata superiore a un anno. Ben 956 mila, cioè il 40%, era durato al massimo un mese. Di questi, in 403.760 casi il lavoro era stato di un solo giorno (il 16,6% del totale), in 170.507 casi di 2-3 giorni.

Ed allora mi sembra evidente che queste statistiche sono abbagliate dal numero dei contratti e non misurino il numero dei lavoratori. Ed infatti, per fortuna, il numero dei contratti di lavoro a tempo indeterminato è ben maggiore di quello che comunemente ci viene fatto credere perchè dei 17 milioni di dipendenti, 14 e mezzo sono a tempo indeterminato, cioè l’85% del totale.

Nemmeno a farlo apposta l'esatto opposto della percentuale di prima, calcolata non a caso contando i "contratti" e non i lavoratori

L'effetto distorsivo, già negativo di suo, diventa ancora più pericoloso quando viene usato, coem da Poletti in questa dichiarazione, per giustificare l'abolizione delle tutele dell'art. 18 perchè tanto il lavoro a tempo indeterminato sarebbe ormai residuale.

Non so se Poletti sia in mala fede, in alternativa è un Ministro del Lavoro che evidentemente non è all'altezza del ruolo che ricopre. Scegliete voi quello che è peggio.

Fabrizio Bina
Fabrizio Bina

Ma quanto cazzo mangia a spese nostre questo tizio? E si arroga il diritto di stabilire chi e come deve essere licenziato. Vattene PARASSITA.

Massimo Matteoli
Massimo Matteoli

Il Ministro Poletti rilancia il luogo comune che i contratti a tempo indeterminato siano solo una esigua minoranza e che l'ingresso nel mondo del lavoro avvenga solo in modo precario. Vi invito a leggere questo articolo sul Corriere http://www.corriere.it/economia/14_ottobre_12/i-paradossi-precarieta-contratti-50-tipi-400-mila-durano-24-ore-7736cbaa-51db-11e4-b208-19bd12be98c1.shtml L'articolo sembrerebbe confermare questa tesi quando rileva che nel secondo trimestre 2014 su 2.651.648 assunzioni solo 403.036, appena il 15 %, sono avvenute a tempo indeterminato. Ma se continuate a leggere vedrete che nello stesso periodo, su 2,4 milioni di rapporti di lavoro cessati (fine del contratto, pensione, dimissioni, licenziamenti), solo 381 mila, cioè il 15%, aveva avuto una durata superiore a un anno. Ben 956 mila, cioè il 40%, era durato al massimo un mese. Di questi, in 403.760 casi il lavoro era stato di un solo giorno (il 16,6% del totale), in 170.507 casi di 2-3 giorni. Ed allora mi sembra evidente che queste statistiche sono abbagliate dal numero dei contratti e non misurino il numero dei lavoratori. Ed infatti, per fortuna, il numero dei contratti di lavoro a tempo indeterminato è ben maggiore di quello che comunemente ci viene fatto credere perchè dei 17 milioni di dipendenti, 14 e mezzo sono a tempo indeterminato, cioè l’85% del totale. Nemmeno a farlo apposta l'esatto opposto della percentuale di prima, calcolata non a caso contando i "contratti" e non i lavoratori L'effetto distorsivo, già negativo di suo, diventa ancora più pericoloso quando viene usato, coem da Poletti in questa dichiarazione, per giustificare l'abolizione delle tutele dell'art. 18 perchè tanto il lavoro a tempo indeterminato sarebbe ormai residuale. Non so se Poletti sia in mala fede, in alternativa è un Ministro del Lavoro che evidentemente non è all'altezza del ruolo che ricopre. Scegliete voi quello che è peggio.

Fabrizio Introini
Fabrizio Introini

Perchè la modifica all'articolo 18 è solo una parte del jobs act. Per quanto riguarda la modifica all'art.18 si passerà ad un maggior uso dell'indennizio al posto del reintegro per i casi di licenziamento economico (di fatto è già così) e ad una regolamentazione più precisa per i licenziamenti disciplinari, che ora sono a discrezione quasi totale del giudice, con casi assurdi dove si reintegra il lavoratore che piscia nell'impasto del panettone... Ovviamente rimarrà la tutela totale per i licenziamenti discriminatori.

George Ross
George Ross

Ma chi se ne frega dell' art. 18 basta che si trova il lavoro! Finisce il lavoro a una impresa e mi licenzia basta che il giorno dopo entro a lavorare con un'altra impresa!!! L'art 18 non mi da lavoro e neanche me lo difende se questo non c'e' !!!!

Irene Moretto
Irene Moretto

Appunto invece di arginare i licenziamenti .....fate scannate fra loro i lavoratori. .... si continua a licenziare a tappeto dappertutto .....e voi stimolate le divisioni senza concludere un beneamato. ...

Gabriele Bonandi
Gabriele Bonandi

Questi ci prendono per il culo, un invito al Poletti in Romagnolo...mo va a cagher..

Beppe Roca
Beppe Roca

Quindi è talmente ininfluente che addirittura avete posto la fiducia, dopo giorni di perdita di tempo, gia persi2 anni fa con il governo Monti, mi raccomando al prossimo governo rimettete lo stesso film...............che incapaci. So bravi solo a succhiare solddi....

Scordo Pietro
Scordo Pietro

speriamo che sparisci prima tu e tutta la tua razza

Movimento Libero Perseo
Movimento Libero Perseo

Ha ragione. Lui che è stato a capo delle cooperative cosa ne può sapere dell'art 18 , quello sconosciuto.