•  
  •  
  •  
  •  
  •  

pubblicato: lunedì, 20 ottobre, 2014

articolo scritto da:

Parlamento trasformista: sinora 154 cambi di casacca di cui 79 in Senato

parlamento cambi di casacca

Come diceva qualcuno “solo gli stupidi non cambiano mai idea”. In Italia e, soprattutto, nel Parlamento cambiare idea o, nella fattispecie, cambiare partito sembra diventato uno sport abbastanza diffuso. I numeri parlano chiaro.

Nell’epoca in cui la maggioranza su cui appoggia il Governo è più che mai risicata, ogni parlamentare può divenire ago della bilancia. Gli equilibri politici sono variabili. Insieme a loro anche le casacche metaforicamente indossate dai parlamentari cambiano. E, dalle statistiche, anche spesso.

In Senato sono già 79 gli onorevoli che hanno cambiato gruppo. 75 quelli che lo hanno fatto tra le file della Camera, ma i deputati sono in numero maggiore rispetto ai senatori. Nel computo finale dei 5 anni della precedente legislatura, certo non immacolata di scossoni politici, i transfughi erano stati 60.

La causa di questa migrazione potrebbe essere ricondotta alla nascita di Ncd. Il gruppo parlamentare del Nuovo Centro Destra si componeva originariamente di 31 senatori. Se ne sono poi aggiunti 33 in gran parte provenienti da Forza Italia e Pdl. Fra questi, due se ne sono nuovamente allontanati: D’Alì è tornato in FI, Naccarato in Gal (gruppo Misto di centro-destra).

parlamento cambio di casacca senato camera

Non fa eccezione il M5S che, con espulsi e fuoriusciti, continua ad allargare le fila del gruppo misto. Erano 54 gli eletti in Senato, ne sono rimasti 39. Soltanto uno dei senatori in fuga da Grillo, Battista, ha preferito il gruppo delle Autonomie a quello Misto. Ma il dissenso è esploso anche in quest’ultimo: alcuni parlamentari hanno formato il gruppo Movimento X (Romani, Pepe, Bignami, Mussini); altri quello Italia lavori in corso (Bocchino, Bencini, Campanella, De Pin, Orellana, Casaletto); altri ancora costituiscono i cosiddetti “cani sciolti” (Anitori, De Pietro, Mastrangeli, Gambaro). È di solo 5 deputati il deficit alla Camera: tutti emigrati nel gruppo misto ad eccezione di Zaccagnini che ha aderito a Sel.

Anche il partito di Nichi Vendola ha dovuto fare i conti con l’emigrazione di deputati: tre sono andati verso il Pd, 9 nel gruppo Misto. Non va tralasciata la scissione tra i 17 senatori rimasti a Scelta Civica (erano 20 dopo le elezioni). 10 sono nel gruppo Scelta civica per l’Italia, 7 hanno dato vita al gruppo Per l’Italia.

Equilibri più che mai variabili. Tirando le somme il Governo presieduto da Matteo Renzi può contare, ad oggi, su: 108 senatori Pd (il presidente del Senato Grasso non vota); 32 di Ncd; 13 delle Autonomie; 10 di Per l’Italia; 7 di Scelta Civica. In totale sono 170 senatori, 9 in più dei 161 necessari per la maggioranza. A questi si aggiungono spesso alcuni senatori di Gal. È quello che può essere definito “soccorso azzurro” che quando serve, come accaduto per il voto di fiducia sul Jobs Act, non fa mancare il suo appoggio al Governo.

Felice Tommasino


L’inglese impeccabile di Virginia Raggi – CLICCA IL VIDEO

L'inglese impeccabile di Virginia Raggi

Sondaggio Referendum Costituzionale

sondaggio referendum costituzionale

La domanda del giorno

Dimissioni Renzi: Che cosa succederà ora?

Risultati

Loading ... Loading ...

Tutte le elezioni del 2016

Una grafica interattiva che mostra tutte le elezioni del mondo nel 2016

Riforma Costituzionale: clicca sulla Costituzione e fai il quiz!

Quiz Riforma Costituzionale

Termometro delle Voluttà

DaSì o No?

DaSì o No?

articolo scritto da:

2 comments
Vanni Mircoli
Vanni Mircoli

Ormai la realtà supera la satira, nel M5s, e gli stessi militanti restano senza fiato assistendo alla degenerazione farsesca di quella democrazia del web dove tutto doveva essere meraviglioso. E ogni decisione sarebbe stata fantastica, e invece si scopre a poco a poco che tutti possono scrivere un post, non tutti possono parlare, pochi possono votare ma solo due persone possono decidere: uno si chiama Beppe e l’altro Gianroberto.

Roberto Giuliacci
Roberto Giuliacci

Nessuno me ne voglia ma questi cambi di casacca dipendono dalla struttura del parlamento, è nocciolo della rappresentanza parlamentare che, altrimenti, sarebbe una delega parlamentare. Non piacciono? Comprensibile, non piacciono neanche a me, l'unico modo per punirli sarebbero le preferenze, che, nel bene o nel male, portano ancora ad altri problemi (il voto di scambio ad esempio)...insomma sono problemi complessi, una soluzione semplice non esiste e, probabilmente, non esiste proprio una soluzione che salvi capra e cavoli.