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pubblicato: lunedì, 27 ottobre, 2014

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Vitalizi ex consiglieri regionali: 168 milioni di spesa annui per lo Stato

vitalizi

Fiorito, come capita spesso, aveva rappresentato un simbolo di indignazione nazionale, catalizzando lo sdegno per la casta, di cui rappresentava anche fisicamente uno dei simboli, la sua vicenda aveva portato non solo un terremoto politico nella sua regione, il Lazio, ma ad alcuni provvedimenti sulle remunerazioni generosissime dei consiglieri regionali e sui vitalizi futuriFuturi, appunto, perchè sull’onda dello scandalo laziale era stato deciso di non erogare più l’immediato pagamento a chi mancava la rielezione dalla successiva legislatura, ma al contempo continuando anche nelle nuove norme in molti casi ad anticipare l’erogazione dei trattamenti a soli 50 anni di età, come in Lazio e in Sicilia, e mantenendo come base di calcolo per i trattamenti in alcuni casi l’80% dell’indennità, in altri il 100% come in Friuli, e in altri ancora come in Lazio arrivando a sommare anche la diaria oltre a fino il 100% dell’indennità.

Il vero peso per le casse dello Stato rimangono infatti i vitalizi in essere, 3100 erogati nell’anno in cui si facevano le prime riforme sul tema, il 2012, ma come è facile immaginare le resistenze sono moltissime a modificare i “diritti acquisiti”: in Lombardia sono 221 i consiglieri che ne beneficiano, per un totale di 7,4 milioni l’anno (a dire il vero sotto la media di altre regioni), e la proposta di ridurre del 10 per cento i vitalizi degli ex consiglieri in base al criterio dei contributi effettivamente versati ha incontrato la forte opposizione degli ex consiglieri addiritura raccolti in associazione, disposti al massimo a un contributo straordinario di solidarietà.

Abbiamo tra questi Luciano Valaguzza, prima esponente della Dc e poi di Forza Italia, che percepisce 6.300 al mese, 5.898 sono per l’ex consigliere “terzista” (ed ex sindaco di Milano) Piero Borghini e i 3. 159 euro al mese dell’ex leader del Movimento studentesco Mario Capanna, ex rivoluzionario che volendo cambiare il mondo, ebbe più successo nel cambiare considerevolmente il proprio conto in banca.

Alla fine la Lombardia ha fatto da battistrada approvando nel settembre 2014 una riforma che vede un taglio medio del 10% degli assegni fino al 31 dicembre 2018 e innalzamento da 60 a 66 dell’eta’ per maturare il diritto al vitalizio e comportera’ un risparmio alle casse del Pirellone di circa 500mila euro (da 7,4 a 6,9 milioni).

regione lombardia vitalizi

Altre regioni sono in condizioni decisamente peggiori: il Veneto ha la metà degli abitandi della Lombardia ma spende 11,2 milioni, 3,8 milioni in più, per erogare i suoi 226 vitalizi, compresi quelli di reversibilità, contro i 9,1 milioni per le indennità dei consiglieri attivi. E tra questi vi sono Giancarlo Galan (3.749,63 euro netti mensili), Massimo Cacciari (1.935,30), Flavio Zanonato (1.934,84).

E’ chiaro che si tratta di una spesa in netto aumento, visto che il turnover al consiglio regionale è decisamente alto, ed è divenuto ancora maggiore con la seconda repubblica, chiaramente più veloce del ciclo vitale. Si deve calcolare che in Veneto l’età di accesso è rimasta a 55 anni e soprattutto che vale la reversibilità per cui la vedova del primo presidente del Veneto degli anni ’70, Zerlotto, morto nel 1985, percepisce sempre 2.277€ mensili.

Chiaramente sono moltissimi coloro che sono stati anche sindaci o deputati nazionali e quindi possono assommare diversi emolumenti come l’ex sindaco di Treviso Gobbo, l’ex sindaco e ministro Zanonato, o l’ex ministro De Michelis, nel caso del Veneto, e l’elenco sarebbe lunghissimo.

Altre regioni non sono da meno, il Lazio per esempio garantisce oltre ai 50 anni come età per percepire il vitalizio, che anche gli assessori non consiglieri possano averlo come se lo fossero stati per il principio di “parità” con gli altri ex assessori.

Andando a Sud troviamo i 31 milioni spesi dalla Campania, 4,5 volte la Lombardia, in cui abbiamo l’esempio di Mafalda Amente, che compirà 35 anni nel 2015 e si è già assicurata un vitalizio da 2.500 euro al mese, cinque volte più ricco rispetto ai contributi versati. Le sono bastati, con le regole in vigore, cinque anni di attività come consigliere regionale della Campania, dove  è stata eletta nel 2010, la più giovane consigliera regionale d’Italia. Certo, li percepirà a 60 anni, ma con certezza se non cambiano le leggi, mutate come altrove solo per le consigliature future.

Oltre all’esempio della Lombardia e del Trentino, che ha anche chiesto indietro soldi percepiti secondo calcoli errati agli ex consiglieri, vi è chi al governo e in Parlamento ha fatto delle proposte.

enrico zanetti vitalizi

Enrico Zanetti, sottosegretario veneto all’economia, ha presentato una proposta di legge costituzionale (la numero 1978) per tagliare i vitalizi (non solo quelli futuri) dei consiglieri regionali e dei parlamentari e mettere un tetto ai loro emolumenti. Una legge costituzionale proprio per aggirare l’ostacolo dei diritti acquisiti. La proposta Zanetti stabilisce che per poter maturare il diritto al vitalizio:

– si debba avere almeno 10 anni di mandato consecutivi o 15 non consecutivi

– che prima di ottenere l’assegno si debba aver compiuto “l’età prevista per la corresponsione della pensione di vecchiaia dalla normativa di volta in volta vigente per la generalità dei cittadini

Cosa particolarmente significativa, questi requisiti varrebbero retroattivamente e dunque verrebbe sospesa l’erogazione del vitalizio a chi non li ha maturati

Scelta Civica, il partito di cui fa parte Zanetti, ha ottenuto che la proposta di legge sia esaminata, non rimarrà nei cassetti del Parlamento.

Il destino di tali e altre proposte è nelle mani del governo, che ha l’occasione di guadagnare facile consenso, ma purtroppo come fa notare Giannino la riduzione della spesa pubblica, si veda anche la vicenda Cottarelli, non riesce a fare quei passi avanti che a parole quasi tutte le forze politiche avevano auspicato.

 

 


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