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pubblicato: venerdì, 31 ottobre, 2014

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Senato, gli ex grillini si spaccano

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Sembra essere definitivamente arrivata al capolinea l’avventura dei senatori ex grillini fuoriusciti dal gruppo del MoVimento 5 Stelle. E’ datata ieri, infatti, l’ufficialità dell’abbandono della componente “Italia Lavori in Corso“, in cui hanno militato alcuni ex grillini, del Senatore Orellana e della Senatrice Casaletto.

orellana senatore ex m5s

La componente è letteralmente implosa dopo gli ultimi addii e quelli un po’ più datati di Lorenzo Battista, finito in maggioranza insieme ai socialisti di Nencini, Paola De Pin e Adele Gambaro. Nella componente, che sognava in origine di formare un proprio gruppo indipendente in Senato, restano solo Fabrizio Bocchino e Francesco Campanella, ultimamente molto vicini alla sinistra radicale della Lista Tsipras che hanno anche attivamente “aiutato in Emilia e Calabria”, insieme ad Alessandra Bencini, ex grillina ma politicamente molto meno esposta dei colleghi.

Il Senatore Orellana, sentito da L’Espresso, ha spiegato che l’abbandono è dovuta alle diverse idee in merito all’approccio da adottare con il governo Renzi. Orellana, infatti, già più volte ha appoggiato il governo su determinati argomenti, in ultima sulla variazione alla nota di aggiornamento al Def. La posizione del senatore è di opposizione costruttiva, valutando ogni punto indipendentemente e nel merito. Il senatore spiega al settimanale che c’è la volontà di formare una nuova corrente, “a patto che nasca sull’idea di valutare voto per voto i provvedimenti del premier”, oppure, secondo Orellana, è più agevole restare ognuno per conto suo all’interno del gruppo misto. Dalle parole di Orellana, comunque, si nota anche una certa insofferenza verso gli ex colleghi Campanella e Bocchino che, essendosi molto avvicinati all’ambiente della sinistra radicale, stavano cercando di influenzare tutto il gruppo, e “non è possibile che due persone condizionino un gruppo più ampio e con diverse idee”. Ad ogni modo Orellana sembra escludere, per ora, la possibilità di entrare direttamente in maggioranza seguendo l’esempio di Lorenzo Battista: “Quella di Battista è una scelta molto seria”

Quello che si è verificato è la ripetizione di quanto sta accadendo nel MoVimento dall’inizio della legislatura, ovvero scontri in un gruppo con notevoli differenze e sensibilità politiche, che portano fino alla spaccatura totale. Era già successo anche trai fuoriusciti, tra cui si segnalano i nostalgici della componente Movimento X, composta da Laura Bignami, Bartolomeo Pepe, Maurizio Romano e Maria Mussini.

Francesco Di Matteo


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22 comments
Par Nat
Par Nat

Ma se non sono d'accordo con chi li ha eletti, perché non si dimettono semplicemente? Che senso ha questo gruppo misto?

Paolo Serra
Paolo Serra

Prevedibilissimo. I motivi erano diversissimi e addirittura opposti sin dal primo istante. Non esiste infatti nessun motivo credibile a parte la corruzione e i rifiuto della democrazia liberale per sostenere la maggioranza eversiva renziana che in questo momento ha instaurato una corrottissima dittatura di fatto e si appresta a blindarla con una costituzine autoritaria di stampo reazionario ottocentesco. Quindi se gli uni erano usciti per un ragionevole disagio verso le imposizioni disordinate e irrazionali di Grillo gli altri, come Orelliana, lo hanno fatto per partecipare dei vantaggi che una dittatura da ai suoi tirapiedi. I primi condividon il difficile cammino della masciat di una opposizione strutturata al regime che sia alternativa al M5S, i secondi aiutano la dittatura e ne ottengono benefici. Erano due scelte chiarissime sin dal primo istante.

Gastone Losio
Gastone Losio

Renzi è l'accalappiagrillini, per forza di cose.

Mimino Bianco
Mimino Bianco

sono voltafaccia che, saltano i banchi con facilità nel nostro sistema parlamentare ! ! Ci vorrebbe una legge per chi non condivide la politica del partito di appartenenza, di ritirarsi dimettendosi da parlamentare, ritornando ad essere solo un cittadino !!!!!!!!!!!!!!

Sergio Gs IIo
Sergio Gs IIo

Ma che strano, gli esperti di politica ci raccontavano un giorno si e l'altro pure che dopo la loro fuoriuscita i 5S si sarebbero divisi, che c'erano 40 pronti ad andarsene ecc. ecc. E adesso che i 4 cialtroni cacciati ma "paladini della democrazia interna" non stanno assieme tra loro neanche appiccicati con lo sputo come la mettiamo?

Maria Damaso
Maria Damaso

Hanno messo insieme di tutto, non stupisce che ognuno vada per conto suo

Sandro Buonomo
Sandro Buonomo

colpe delle scie kimike......... non è colpa loro..........sono ragazzi meravigliosi

Lorenzo Razzano
Lorenzo Razzano

L'unica cosa prevedibile era che avrebbero spaccato i coglioni. L'unica incognita vera era il tempo che ci avrebbero messo.

MarcoMarzi
MarcoMarzi

buonasera, se andate  a vedere avevo detto che si sarebbero spaccati, e non solo al senato. questo è un risultato che era scontato; come si può far politica alla maniera di grillo e del socio? ho gia detto rimarrà la corte dei miracoli che serviva prima per tenere legato il gruppo (mi riferisco a Di Maio, Di Battista, la strillona che non ricordo come si chiama , il socio di grillo e grillo stesso: stiamo a vedere; potrebbero fare gruppo con forza nuova.


Milena Debenedetti
Milena Debenedetti

ma certo che era prevedibile. Hanno voluto far credere di avere un progetto differente, hanno fatto proprie le critiche che i media rivolgono a Grillo e ai 5 stelle, sono stati tanto incensati e osannati per questo, ma erano solo pretesti per accomodarsi in ruoli ed emolumenti piu' consoni, alla faccia di chi li aveva votati come portavoce di cambiamento