Mozione di censura a Junker: Grillo la propone e la Lega lo segue

Pubblicato il 18 Novembre 2014 alle 18:07 Autore: Riccardo Bravin

Nonostante i timidi tentativi di alleanza fra Lega Nord e Movimento 5 Stelle siano recentemente degenerati in uno scambio di battute al vetriolo fra i due rispettivi leader, si continua a scorgere una certa affinità di pensiero fra i due movimenti politici, specialmente per quanto riguarda il tema unione europea. Infatti Matteo Salvini ed i suoi hanno firmato la mozione di censura per il presidente della Commissione Jean-Claude Junker, presentata al presidente del parlamento europeo Martin Schulz da 17 eurodeputati del M5S.

Junker nelle scorse settimane era stato travolto dallo scandalo “LuxLeaks” dopo che un’inchiesta condotta dal Consortium of Investigative Journalists (Icij) aveva portato alla luce gli accordi stipulati da grandi banche ed imprese internazionali con il Lussemburgo per evadere il fisco. Tra i nomi emersi, oltre ad alcune società e banche italiane, vi erano colossi come Aig, Pepsi e Deutsche Bank. L’inchiesta ovviamente aveva avuto notevoli ripercussioni sulla reputazione di Junker quale guida della Commissione poiché era stato primo ministro del Lussemburgo per 20 anni.

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Il Movimento 5 Stelle Europa ha così spiegato la mozione: “Lo scandalo LuxLeaks dimostra che Juncker nella sua vita politica ha sempre agito nell’esclusivo interesse della sua appartenenza nazionale e che ha fatto arricchire il proprio Paese alle spalle degli altri partner europei in spregio all’Unione e allo spirito comunitario che lui spera di rappresentare”. L’iniziativa tuttavia è sostenuta solamente da un decimo dell’assemblea e sarà discussa e votata in occasione della sessione plenaria la prossima settimana a Strasburgo.

E dopo che Beppe Grillo a Bruxelles aveva apertamente accusato la Germania di condizionare la politica dell’unione e aveva proposto per l’Italia un referendum per uscire dall’euro il quotidiano inglese The Guardian citato oggi dal blog di Beppe Grillo parla apertamente dell’evenutalità di una possibile uscita dell’Italia dall’euro: “C’è una crescente sensazione che fra non più di 2 anni da oggi Roma sarà nuovamente amministrata dalla propria moneta. I dati della scorsa settimana hanno fotografato un Paese in profonda crisi”.