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pubblicato: venerdì, 28 novembre, 2014

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Jobs Act e articolo 18: ecco come cambierà il mondo del lavoro

premier renzi e ministro lavoro poletti

Jobs Act, il testo, che può essere considerato quello definitivo, arriverà in aula per ricevere la nuova approvazione del Senato, dopo le modifiche apportate dalla Camera, il 2 dicembre. La delega che il Parlamento affiderà al Governo riguarderà gli interventi atti a modificare il mercato del lavoro. Nello specifico, l’esecutivo potrà intervenire sugli ammortizzatori sociali, sull’attività ispettiva, sugli strumenti di tutela della maternità e soprattutto sulla riorganizzazione dei contratti: un punto che richiede la modifica del famoso articolo 18.

Contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti e salario minimo

È infatti intento del Governo Renzi introdurre il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti e un salario minimo, oltre all’apertura al demansionamento e al controllo a distanza dei lavoratori. Decreti per i quali Renzi e la sua squadra di governo avranno sei mesi di tempo. Il premier però incalza promettendoli già per gennaio. Le opposizioni, non da meno quella interna al Pd, restano in agguato: i fondi stanziati per i nuovi ammortizzatori sociali sarebbero insufficienti e l’apertura al demansionamento non sarebbe indenne da rischi per i lavoratori. Si teme poi una scarsa riduzione dei contratti già esistenti a causa del riordino previsto.

Ma il tema caldo, quasi rovente, è quello che riguarda l’articolo 18 e i licenziamenti. Le modifiche a tale articolo riguarderanno tutti coloro che firmeranno un nuovo contratto a tempo indeterminato con tutele crescenti. Una formula che l’esecutivo spinge a rendere “prevalente”. I licenziamenti previsti sono di tre tipi.

Jobs Act

Il licenziamento discriminatorio

Il primo è il licenziamento discriminatorio. Resta invariato rispetto alla legge Fornero e alla legge che la precedeva. In caso di discriminazione per motivi religiosi, politici, sindacali, o di orientamento sessuale, il giudice potrà annullare il licenziamento o imporre il reintegro del lavoratore. Inoltre, il datore di lavoro dovrà provvedere al pagamento delle mensilità perse dal lavoratore dalla data del licenziamento.

Il licenziamento disciplinare

La seconda tipologia di licenziamento è quello disciplinare. Compito del giudice sarà stabilire se la responsabilità imputata al lavoratore, in merito al fatto specifico o al generale rendimento, sussiste o meno. Nel caso in cui tale licenziamento venga ritenuto illegittimo dal giudice, prima della riforma Fornero, il lavoratore aveva diritto al reintegro nelle aziende con più di 15 dipendenti. Era invece prevista una sanzione economica (dalle 2,5 alle 6 mensilità) per le aziende con meno di 15 dipendenti. La riforma Fornero aveva mantenuto il reintegro per le aziende con più di 15 dipendenti ma aveva anche introdotto parametri più stringenti nei casi in cui i contratti collettivi non impongano sanzioni diverse. Parametri che consentivano al giudice di condannare il datore di lavoro a versare al lavoratore ingiustamente licenziato da un minimo di 12 ad un massimo di 24 mensilità. Con il Jobs Act viene ridotta ulteriormente la discrezionalità del giudice: sarà arduo compito del ministro Poletti individuare le diverse tipologie dei casi di licenziamento disciplinare ritenuto illegittimo e stabilire quale di queste avrà diritto al reintegro.

Il licenziamento economico

La terza tipologia di licenziamento è quello economico, quello per giustificato motivo oggettivo.  Questa tipologia di licenziamento è quella che ha subito le maggiori modifiche. Prima della legge Fornero, il lavoratore aveva diritto al reintegro nel caso in cui il giudice avesse ritenuto la mutata esigenza produttiva del datore di lavoro non tale da motivare il licenziamento. Dopo la riforma Fornero, il reintegro era divenuto meno scontato poiché il lavoratore vi avrebbe avuto diritto solo nel caso in cui la motivazione del licenziamento fosse stata “manifestamente insussistente”. Diversamente, il lavoratore avrebbe avuto diritto solo ad un indennizzo dalle 12 alle 24 mensilità. Il Jobs Act punta invece ad escludere, in questo caso, il reintegro. È obiettivo dell’introduzione del contratto a tutele crescenti evitare che si ricorra al giudice in caso di licenziamento economico. Verrà quindi stabilità una indennità alla quale il lavoratore avrà diritto in caso di licenziamento. Indennità che aumenterà col crescere dell’anzianità di servizio.

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34 Commenti

  1. Beppe Roca ha scritto:

    Vorrei capire in cosa consistono le estensioni dei diritti anche ai dipendenti di aziende sotto i 15…

  2. G.b. Perazzo ha scritto:

    No!!!

  3. Lorenzo Roggi ha scritto:

    che problema c’è? abbiamo fatto un referendum contro berlusconi, possiamo farlo anche contro renzi. il 70% degli astenuti vuol pur dire qualcosa, no?

  4. Antonello Pellegrino ha scritto:

    Meglio che rimanere nella palude.

  5. Fabrizio Introini ha scritto:

    L’articolo 18 si applica solo alle aziende con più di 15 dipendenti (5 se aziende agricole, mi pare).

  6. Riccardo Bottegal ha scritto:

    No, troppo deboli

  7. Beppe Roca ha scritto:

    Si ma il problema è che loro dicevano che è discriminatorio tutelare solo i dipendenti di aziende oltre i 15…la verità è che vogliono estendere le supposte a tutti.

  8. Xavier Gabriele ha scritto:

    No!

  9. Adriano I'mtheLeft Ciancio ha scritto:

    bisogna ancora vedere cosa uscirà fuori bisogna aspettare 6 mesi

  10. Flavio E Carla Martinelli ha scritto:

    si

  11. Enzo Tartaglia ha scritto:

    Si avanti cosi

  12. Ferruccio Gasparotto ha scritto:

    Bisogna poi vedere nei fatti cosa andrà avanti ((indebolimento art 18? ) e cosa resterà come capita sempre sulla carta

  13. Mimmo Mucci ha scritto:

    Renzi e’ un idiota.Punto.

  14. Simonetta Camisotti ha scritto:

    Ma che vuol dire : un contenitore vuoto che riempiranno di ogni schifezza

  15. Franco Crespino ha scritto:

    Passerà alla storia come il governo più infame che ci sia mai stato

  16. Lea Fotter ha scritto:

    E l’hai capito adesso, Beppe Roca???

  17. Lea Fotter ha scritto:

    Cioe’??..per uscire dalla palude, bisognava permettere di poter licenziare ingiustamente??..mah!!
    Continua a guardare Barbara D’Urso, e’ ‘la giornalista’ che fa’ per te.

  18. Lea Fotter ha scritto:

    Una VERGOGNA DI INFAMIE!!
    Licenziamento facile, Demansionamento,
    Videosorveglianza!!
    In una parola:”MEDIOEVO”.

  19. Gianni Spano ha scritto:

    Vedo che c’è gente che preferisce le acque infestate dai piranha

  20. Gianni Spano ha scritto:

    È una riforma che piace a Marchionne e Sacconi.non ti basta?

  21. Gianni Spano ha scritto:

    Zitta e lavora, schiava : ) prima o poi mi aspetto un emendamento per l’ introduzione della frusta. Dobbiamo fare di tutto per bloccare questo scempio

  22. Beppe Roca ha scritto:

    Non ho mai avuto dubbi a riguardo. Bastava che dicessero che con questa riforma vogliamo colpire i fancazzisti e avrebbero ricevuto più consensi.

  23. Antonello Pellegrino ha scritto:

    Lea Fotter ma chi sei tu per decidere chi seguo o da chi mi informo?

  24. Antonello Pellegrino ha scritto:

    Gianni Spano evita di aggredire a livello personale, cortesemente.

  25. Liviana Genzo ha scritto:

    jobs act gli stranieri non conoscono questo idioma,perschè noi italiani continuiamo con questi neologismi? per confoderci forse? basta parliamo italiano…quando ci sarà da votare useranno l’italiano di sicuro ruffiani….

  26. Alfonso Grillo ha scritto:

    É una porcata peggiore della legge Fornero

  27. Venanzio Bianchini ha scritto:

    No…..lavora su questioni non richieste e trasformate dallo stesso in priorità….e sta facendo una politica di destra con la faccia della sinistra(pcosi chiamato)

  28. Leonardo Spataro ha scritto:

    Renzi è un idiota punto. La modifica dell’art.18 viene sancito per legge, le tutele crescenti e il salario minimo garantito nei decreti attuativi, se si trovano i soldi. Renzi è un idiota, punto.

  29. Michelangelo Romano ha scritto:

    E una porcata

  30. Mimmo Ristori ha scritto:

    Erano meglio i co.co.co, co.co.pro e l’imposizione delle partite IVA anche per i quattro soldi dei call center? Mah!

  31. Lea Fotter ha scritto:

    Mimmo Ristori, il tuo contratto puo’ chiamarsi con qualsiasi nome:” co.co.pro.,”…..”tutele crescenti, ecc”….ma se tu puoi essere LICENZIATO in qualsiasi momento anche SENZA UNA GIUSTA CAUSA, vuoi capirlo che sei un PRECARIO LO STESSO o no??????

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