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pubblicato: sabato, 29 novembre, 2014

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D’Alema contro Renzi: “Stop alla terza via, c’è bisogno dello Stato”

massimo d'alema

D’Alema e Renzi, nuova puntata. Questa volta il tema principale delle critiche che l’ex segretario del Pds – intervistato dal Corriere – muove all’attuale premier è la teoria della Terza Via. Teoria della quale lo stesso D’Alema fu sostenitore all’inizio degli anni ’90 e che portò i governi di centrosinistra ad imprimere una forte spinta verso le liberalizzazioni e le privatizzazioni. Una scelta che, insomma, mirava a diminuire il peso dello Stato nelle scelte di mercato.

La Terza via 15 anni fa

Secondo D’Alema ora questa via non è perseguibile. O meglio non rappresenterebbe la scelta più giusta e, forse, non lo è stata nemmeno al suo tempo. Secondo l’ex leader dei DS oggi provare a percorrere la cosiddetta Terza via non ha nessun senso. Quindici anni fa quella scelta “fu lo sforzo di far incontrare i principi del socialismo con una visione di tipo liberale”. Uno sforzo che “diede i suoi frutti, anche nel nostro Paese”.

E aggiunge: “Fu la sinistra al governo che, sulla base di quella visione, ridusse drasticamente la presenza statale nell’economia, avviò le grandi privatizzazioni, lanciò le liberalizzazioni poi continuate nel lavoro di Bersani, riformò le pensioni. Pose fine a una politica di deficit spending, tanto che noi portammo il debito pubblico dal 127 al 102% del Pil, realizzando sistematicamente un avanzo primario del 3% e liberalizzò il mercato del lavoro, per certi aspetti perfino troppo, visto che si produssero forme contrattuali che poi sfociarono in una eccessiva precarizzazione”.

La Terza via oggi

Da allora molto è cambiato. Tutto o quasi. Al punto che l’ex premier stesso dice: “Quindici anni dopo, i problemi sono completamente diversi. Bill Clinton, non un pericoloso estremista, ha scritto tre anni fa un libro, Back to work , sostenendo che il principale limite di quella esperienza fu di aver sottovalutato il ruolo dello Stato”. E ammette: “La Terza Via fu pensata in una prospettiva ottimistica della globalizzazione, che si è rivelata fallace. L’eccesso di liberalizzazione ha portato a enormi diseguaglianze sociali, a grave instabilità economica e, in ultima analisi, alla crisi del 2008”.

Una manovra dunque che lo stesso D’Alema definisce anacronistica rispetto ai tempi che stiamo vivendo. Anacronistica e inadatta per tre motivi secondo l’ex premier: “Primo, la riduzione del ruolo dello Stato era il tema di vent’anni fa. Secondo lo abbiamo fatto. In qualche caso forse troppo. Terzo, alcuni dei protagonisti riflettono criticamente su quell’esercizio. Oggi tutto il pensiero economico ruota intorno ad altri tempi. Ci sono Stiglitz, Piketty, Krugman. Il Financial Times ha dedicato una pagina intera al libro della Mazzuccato sulla necessità di riscoprire il ruolo dello Stato come forza propulsiva dello sviluppo. Quelli che invocano la Terza Via sembra abbiano saltato le letture degli ultimi 10 anni, ammesso che avessero fatto quelle precedenti”.

La mano dello Stato

C’è bisogno della mano dello Stato, oggi più che mai, poiché, come sottolinea lo stesso D’Alema: “La crisi ha evidenziato i limiti dell’approccio liberista e ha messo la politica di fronte alla responsabilità di promuovere gli investimenti e ridurre le diseguaglianze. La crisi europea si caratterizza soprattutto come crollo della domanda interna. Oggi l’Europa è esportatore netto, malgrado l’euro. Ma il problema è il crollo dei consumi europei che deriva da un impoverimento delle classi medie e del mondo del lavoro”.

massimo d'alema

D’Alema sulle riforme del governo Renzi e sul Jobs Act

Non risparmia, D’Alema, un’opinione sulle riforme che il governo Renzi sta provando a fare: “Trovo stravagante e incomprensibile che oggi, con i dati economici peggiori dell’eurozona, sia la riforma elettorale la priorità di un governo che dice di voler rimanere in carica fino al 2018. Non credo che l’Europa ci chieda questo”.

E sul Jobs Act: “La riforma del mercato del lavoro contiene molti aspetti positivi, io sono favorevole al contratto unico a tutele crescenti perché riduce la precarietà del lavoro”. E qui un’altra critica a Renzi e al suo governo: “Contesto il fatto che la nuova generazione di occupati non possa accedere alla tutela dell’articolo 18, che invece rimane per i lavoratori già assunti. A partire dai principi stessi enunciati dal governo, il meccanismo proposto introduce quindi un elemento che li contraddice, fra l’altro stabilendo una diseguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, dubbia sotto il profilo costituzionale”. Sulla riforma del lavoro, D’Alema chiude così: “Non credo che, approvato il Jobs act, arriveranno investimenti a pioggia o cresceranno tumultuosamente i posti di lavoro”.

Le priorità di un governo di sinistra secondo D’Alema

Le priorità per un governo di centrosinistra, secondo l’ex leader DS, dovrebbero essere altre: “La riforma dello Stato, delle amministrazioni, compreso il funzionamento della giustizia, la sicurezza. A livello europeo, la prima riforma dovrebbe essere quella dei mercati finanziari”. Un buon punto di partenza potrebbe essere cominciare “a stabilire che all’interno dell’eurozona non sia possibile la concorrenza fiscale. Non possiamo scoprire solo ora che il Lussemburgo è un paradiso fiscale, magari per indebolire Juncker e con lui la nuova Commissione”.

Austerità e semestre italiano

Massimo D’Alema sembra invece essere d’accordo con Renzi sul contrasto all’austerità. A riguardo l’ex leader de Pds dice: “Sono convinto che l’austerità come premessa della crescita sia una ricetta sbagliata”. E come lui stesso dice, all’ultimo G20, la questione principale è stato il dibattito proprio sull’austerità tra la Merkel e Obama. “È Obama che ha detto alla cancelliera che l’Europa deve spendere di più nella crescita. È questo il vero ostacolo alla ripresa, non l’articolo 18”.

Polemico, l’ex presidente della bicamerale, anche sul semestre italiano alla presidenza dell’Unione Europea: “Devo dire che, anche per ragioni oggettive, le vicende della Commissione, la battaglia sulle nomine, non mi pare abbia lasciato un segno così indelebile nella storia dell’Unione Europea”.

D’Alema e il dissenso nel M5S

L’ex segretario DS, a margine di un incontro organizzato dal Pd in ricordo di Enrico Berlinguer, spende qualche parola anche sulle espulsioni del M5S: “Colpisce questo autoritarismo interno e la chiusura a ogni forma di confronto democratico”. E aggiunge: “All’origine il movimento si caratterizzava per la partecipazione. Ora si rischia di tradire questa caratteristica originaria e di  tradire molte persone”.

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73 Commenti

  1. Mariella Rosati ha scritto:

    Penso che il comunismo sia stato uno dei disastri del mondo., nato per condividere con tutti il pane ma incapace di produrlo. Unica via possibile per produrre ricchezza è il liberalismo e il socialismo quella per condividerla. Renzi marcia in bilico tra i due piatti della bilancia, peccato che proprio quelli come d’Alema non lo capiscano.

  2. Mimmo Ciavarella ha scritto:

    Si nazionalizziamo tutto…anche D’Alema…

  3. G.b. Perazzo ha scritto:

    Concordo…

  4. Joanne Maria Pini ha scritto:

    Che possono andare tutti a cagare…

  5. Giovanni Avanzi ha scritto:

    Ha ragione ma non lo pensa; lo dice unicamente per riconquistare per sè uno spazio politico che non ha più.

  6. Andrea Ricciotti ha scritto:

    Ma ancora parla stô vecchio del cazzo???

  7. Fabio Guidi ha scritto:

    Ecco grazie D’Alema una sola domanda, ma quando eri al governo te? Perché non hai fatto un tubo?

  8. Vincenzo Piro ha scritto:

    Ma quando vai in pensione……

  9. Davi David Bor ha scritto:

    ma come non era lui che ai tempi di Blair e Clinton teorizzava la terza via? che ipocrita!!

  10. Ciro Dioguardi ha scritto:

    Finalmente! Peccato che tra il 98 e il 2000 la pensava diversamente. Comunque meglio tardi che mai.

  11. Riccardo Desantis ha scritto:

    ma lo sponsoer della “terza via” in Italia è stato sempre lui…in realtà non è D’Alema contro Renzi,ma D’Alema contro se stesso!

  12. Giannettore Bonetti ha scritto:

    Finalmente una cosa di sinistra da D’Alema. Ma temo che ormai sia un po’ tardi..

  13. Dario Ricci ha scritto:

    Giusta considerazione

  14. Mirko Cecchini ha scritto:

    Bisogna vedere cosa fa lo stato. Se butta i soldi dei cittadini come l’Atac e la altre partecipate del comune di Roma, che perde un miliardo l’anno, allora non va bene. Se offre servizi sociali, senza sprecare, allora va bene. Purtroppo la vecchia sinistra tende a confondere le due cose.

  15. Dario Ricci ha scritto:

    Baffino sei il solito paraculo

  16. Mirko Cecchini ha scritto:

    Inoltre bisogna fare una netta distinzione tra gli Usa, dove la tassazione e la spesa pubblica sono più basse, e l’Italia, dove sono altissime e stanno uccidendo l’economia. Ogni paese ha i suoi problemi.

  17. Andrea Porceddu ha scritto:

    Che vadano in pensione….. senza soldi però

  18. Giuseppe Perdichizzi ha scritto:

    Meglio la quarta via:fuori dalle palle renzi, dalema e tutti i parassiti come loro.

  19. Giovanni Malkowski ha scritto:

    Ma quale liberismo selvaggio! Renzi è un maledetto statalista!

  20. Maria Teresa Marinelli ha scritto:

    Pensiero giusto ( anzi ,ovvio ), ma tardivo.

  21. Giorgio Pantaleoni ha scritto:

    penso che D’Alema farebbe meglio a stare in silenzio perchè fa parte di quella classe politica che ha fallito portando il paese nel baratro . Hanno creato solo una classe privilegiata !!!!

  22. Ernesto Sessa ha scritto:

    Non era stato lui a definirci che eravamo tutti liberali?

  23. Lorenza Largaiolli ha scritto:

    Liberismo Dove che lo stato ormai decide anche quante volte si può andare al bagno??????

  24. Alessandro Pagliaro ha scritto:

    Te lo meriti Renzi, caro D’Alema postcomunista che mai sei voluto diventare socialdemocratico!

  25. Paolo Sardelli Orietta Muro ha scritto:

    ma possibile che non sapete fare di meglio???? smettete di girare in tondo!

  26. Alida Bottani ha scritto:

    ma vaff

  27. Carlo Alibrandi ha scritto:

    Serve la mano dei magnoni senza pietà come lui.

  28. Massimo D'Ulisse ha scritto:

    Ma vai in pensione, hai fatto solo disastri (vedi Telecom Italia) e ti permetti di giudicare tutto e tutti

  29. Riccardo D'Attilio ha scritto:

    Ei fu, siccome immobile, dato il mortal sospiro

  30. Marco E. Ronchi ha scritto:

    Con lui palazzo Chigi fu definito “la merchant bank dove non si parla inglese”.

  31. Santo Giustolisi ha scritto:

    D’alema chi?

  32. Renzo Lidano ha scritto:

    Ancora tuuuuuuuu.BASTAAAAAAAAAAAA

  33. Claudio Di Palo ha scritto:

    Come se lo stato non avesse fatto già abbastanza danni

  34. Eugenio Trovato ha scritto:

    buffone,mangia pane a tradimento!

  35. Alfonso Grillo ha scritto:

    Ora te ne accorgi? Ma vaffanculo!!!

  36. Antonio Ballini ha scritto:

    Ai gatti!!

  37. Vito Salvatore ha scritto:

    Servirebbe che se ne andasse affannn… hemmm in pensione na buona volta. 😀

  38. Lorenzo Sassi ha scritto:

    Ma non stava facendo l’agricoltore ?

  39. Gianna Orofino ha scritto:

    D’Alema, lascia lavorare……ufff

  40. Adriano Calvo ha scritto:

    al posto della foto di coso non potete metterne una di un cactus? la notizia sarebbe meno sgradevole. grazie. p.s solo il nome di coso fa vomitare

  41. Rita Mariani ha scritto:

    Ah baffe’ espatria e portati dietro i tuoi compari renzi compreso…l’ italia massacrata da voi parassiti ringrazia commossa

  42. Antonello Pellegrino ha scritto:

    D’Alema ha avuto fior di occasioni in passato, ora si faccia da parte.

  43. Enrico Fontana ha scritto:

    per la prima volta dice na mezza verità.. pero non dice che quel più stato necessita di uscire dai vincoli europei e quindi uscire dall eurozona, come al solito è solo un piccolo paraculo. lui ci ha ridotti cosi con l euro e ora trova una mezza soluzione impraticabile da sola.. be per me può anche morire di una morte lenta e dolorosa questo individuo

  44. Coordinatore Mpl Lombardia Tieso ha scritto:

    Parla proprio chi ha distrutto lo stato? La sinistra è il vero crimine di stato tutti i suicidi r colpa loro ..

  45. Coordinatore Mpl Lombardia Tieso ha scritto:

    Ma per favore…lui ha creato il mostro che sta uccidendo tutti e tutto

  46. Giuseppe Bonura ha scritto:

    Parla poco ,è ascolta assai che giammai fallirai,ma tu con sta testa cha tieni andrai a sbattere

  47. Claudio Palmeri ha scritto:

    Si faccia inculcare da un negro ben dotato. E che gli piaccia! In modo da fargli godere quella pensione non meritata. Sia la volta che si cavi dai coglioni l’amichetto vero di Berlusconi!

  48. Tiziana Paolocci ha scritto:

    D’Alema,hai rotto i cog………..!e basta!

  49. Venanzio Bianchini ha scritto:

    ..La scoperta dell’acqua calda……

  50. Federico Nieddu ha scritto:

    Penso che Dalema debba stare zitto

  51. Mauro Nalato ha scritto:

    D’Alema e’ tempo di pensione

  52. Nora Picone ha scritto:

    Ah, si e’ svegliato!
    Comunque mi era sembrato che a D’Alema il liberismo gli piacesse più del comunismo!

  53. Flavio Lotti ha scritto:

    O Baffino, ma è possibile che ancora un tu ti sia reso conto che tu hai rotto i coglioni a tutt’Italia e che un ti caca più nessuno?? Levati dalle palle con dignità!!

  54. Claudio Nigi ha scritto:

    Fanciulo D’Alema e chi gli corre ancora dietro..

  55. Gustavo Gesualdo ha scritto:

    lo stato eroga servizi fruibili ed economici, non finanzia imprese private, idiota d’un incompetente ignorante

  56. ilcittadinox ha scritto:

    lo stato eroga servizi fruibili ed economici, non finanzia imprese private, idiota d’un incompetente ignorante

  57. Laura Palmieri ha scritto:

    Io non amo D’Alema ,,, e non sono PD,,,. Ma il liberismo totale renderanno separazione enormi fra lavoratori e imprenditori in tutti i sensi, quasi alla schiavitù

  58. Barbara Perini ha scritto:

    Crepa statalista di merda e ladro

  59. Claudio Nigi ha scritto:

    Non fare il furbo.. ^_^ hai capito, eccome se hai capito !? Hahahahaha 😉

  60. Mimmo Ristori ha scritto:

    Magari diglielo in italiano!

  61. Daniel Rueda Hernandez ha scritto:

    Finalmente un idea nuova, continuare a far mangiare politici e partiti. Da nobel, vai a casa che di cazzate ne dici tante

  62. Antonio Izzo ha scritto:

    la mente politica piu lucida nel panorama politico italiano.

  63. Francesco Coraggio ha scritto:

    Ma va?

  64. Laura Ciampa ha scritto:

    Sparisci, distruttore della sinistra.

  65. Rosa Rossi ha scritto:

    basta con questi soloni, ci hanno illuso e rovinato pensando solo ai propri interessi.

  66. Carmine la Gorga ha scritto:

    Condivido….il fatto che,lo Stato debba dare un indirizzo con regole….In merito a D alema compare ad orologeria….Capisco : a cosa ambisce?? Certo abbiamo,””hanno svenduto pezzi del patrimonio agli amici degli amici…”” Chi e’ colpa del sul male, pianga se stesso…..”” Il problema sostanziale che le lacrime le stanno versando gli italiani”” dopo il fallimentare divide et impera.””…Quindi senza timidezza, avanti con le riforme,ovvio condivise…e non stipulate/decise in camera caritatis…..Ad maiora.

  67. Fran Salento ha scritto:

    mi sto grattando…

  68. Vincenzo Laselva ha scritto:

    X il processo arcobaleno in prescrizione dovrebbe stare nelle patrie galere! Grazie toghe rosse!

  69. Vittorio Cobianchi ha scritto:

    Il bombardaserbia.

  70. Adriano Buoso ha scritto:

    Cazzate! Spari cose che non servono più! Serve uno stato di diritto in una economia di mercato, regolata! Se non sei capace stai a casa!

  71. Adriana Marbini ha scritto:

    Ha pieno diritto di esprimersi

  72. Angelina Di Gregorio ha scritto:

    Penso che serva la mano degli elettori per cacciare quest’uomo viscido!

  73. Paolo Perini ha scritto:

    Te ne vai o no, te ne vai si o no?

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