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pubblicato: martedì, 22 aprile, 2014

articolo scritto da:

Dal blog di Grillo “Bluff Renzi su segreto di Stato”

Il responsabile comunicazione M5S alla Camera Nicola Biondo, dal blog di Grillo, in merito all’annuncio di Matteo Renzi di “desecretare gli atti delle principale vicende che hanno colpito il nostro Paese” scrive “complimenti al premier e a Repubblica, che promettono di pubblicare solo ciò che è già pubblico da anni. D’altronde, il cinismo non ha limiti quando si tratta di qualche voto in più. Ronald Reagan pur di farsi eleggere promise di rivelare la verità sugli UFO, e Berlusconi garantì la cura del cancro”.

grillo contro renzi su segreto di stato

Immagine tratta dal blog beppegrillo.it

“Ma ‘il golpista’ del PD – continua Biondo dal blog di Grillo – non sa di cosa sta parlando e meno che mai lo sa Repubblica: infatti il segreto di stato non è opponibile – per legge! – nelle inchieste sulle stragi. Non esistono carte riguardanti le stragi che siano state negate ai magistrati. Quelle di cui parla Renzi sono tutte arrivate nelle mani dei Pm nell’ultimo ventennio e, pur svelando qualcosa di importante, non hanno certo portato alla verità. I colpevoli non sono stati trovati, anzi nell’ultimo processo per la strage di Brescia – che ha attinto a piene mani e liberamente agli archivi dei servizi e della Presidenza del Consiglio – gli indagati sono stati assolti. Mentre Piazza Fontana è ormai un caso chiuso e nulla al momento fa pensare ad una riapertura. E buona parte sono state acquisite dalle commissioni parlamentari di inchiesta ma poi messe in scatola e basterebbe rendere pubbliche quelle senza annunci falsi e roboanti. Le carte di cui parla Renzi sono quindi desecretate e in molti casi già consultabili”.

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21 Commenti

  1. Gianfranco Mancini ha scritto:

    Ma e’mai possibile che un imbecille qualsiasi abbia tutto questo spazio?

  2. Gian Carlo Figliozzi ha scritto:

    vero,me lo chiedo anche io perche” si parla tanto di Renzi.

  3. Giò Morra ha scritto:

    Aumenta la tassa per chi conserva i soldi in banca e risparmia –
    Rendite finanziarie: per garantire la copertura alle 80 euro in busta paga, previste dall’ultimo decreto Renzi, saranno tassati al 26% gli interessi su depositi e conti correnti.
    Quando la coperta è corta, se la si tira troppo da un lato si lascia inevitabilmente scoperto un altro. Così, in un’Italia ormai svuotata dai debiti, ogni manovra economica che concede qualcosa deve prima trovare la cosiddetta “copertura economica”: in altre parole, i soldi, poiché non cadono dal cielo, né si stampano (più) a piacimento dello Stato, devono essere recuperati da qualche altra parte. Sottrarli però a un centro di interessi ben individuato e netto (gruppi economici, lobby, ecc.) risulta sempre difficile, perché fa sempre più chiasso chi si lamenta piuttosto di chi, invece, è “a favore”. È molto più facile spalmare gli effetti negativi su una moltitudine silente e indeterminata, che poi, in definitiva, sono gli stessi cittadini cui è stato concesso il beneficio.
    L’imposta di bollo sui libretti e sui conti correnti postali intestati a persone fisiche non trova applicazione per le giacenze medie annue non superiori a 5.000 euro. Una volta superata la soglia di esenzione, l’imposta si applica nella misura fissa di 34,20 euro. Per i soggetti diversi dalle persone fisiche, l’imposta di bollo grava sui medesimi strumenti finanziari nella misura fissa di 100 euro, indipendentemente dalla giacenza media annuale.
    E allora, torniamo alla manovra varata dal Governo Renzi con il decreto “Per un’Italia coraggiosa e semplice” e ai “mitici” 80 euro in più in busta paga per i contribuenti che oggi guadagnano tra 8 mila e 24 mila euro lordi. Da dove proviene la copertura finanziaria?
    Nel decreto, disseminati qua e là, ci sono prelievi nascosti per imprese e famiglie che i sostenitori della manovra si guardano bene dal denunciare.
    Ecco allora, dove gli italiani andranno a perdere. Le famiglie e i risparmiatori pagheranno pegno con l’aumento della tassazione delle rendite finanziarie al 26% [1]. Insomma, chi investe in titoli (tranne i titoli di Stato), obbligazioni, fondi comuni e simili si vedrà decurtare automaticamente i guadagni. In pratica, il netto che sarà versato al cittadino sarà più della metà inferiore rispetto a quanto era prima del 2011: già infatti due anni fa, la tassazione delle rendite fu innalzata dal 12.5 al 20% ed ora, infine, al 26%.
    Non bisogna, però, essere necessariamente investitori per vedersi colpire dalla tassazione. La stangata colpirà anche i contribuenti più propensi al risparmio che si vedranno tassare al 26% gli interessi su depositi e conti correnti. Chi, in pratica, ha un normale conto in banca o in posta vedrà ridursi sensibilmente la quota di interessi annuali accreditatigli dall’istituto.
    Non solo. Il famoso bonus Irpef delle 80 euro non sarà davvero di “80 euro” per tutti e, paradossalmente, sarà inferiore per determinate fasce di reddito più basse. Ecco perché.
    Il bonus in questione sarà progressivo, in funzione del reddito annuale del lavoratore dipendente: sicché chi guadagna 8.000 euro sarà pari a 40 euro al mese. Aumenterà a 78 euro fino a chi guadagna 15.500, per poi finalmente raggiungere quota 80 euro al mese solo per quei 6 milioni di lavoratori dipendenti e assimilati che oggi guadagna tra 16mila e 24mila euro. Gli effetti del nuovo “credito” si ridurranno via via fino ad azzerarsi a quota 26mila euro.
    La beffa dell’ultima ora per le famiglie riguarda i lavoratori dipendenti che guadagnano da “zero” a 8.000 euro, i cosiddetti incapienti: sia per costoro che per i lavoratori autonomi con partita Iva l’appuntamento con il “bonus da 80 euro” è rinviato a data da destinarsi. E con tutta probabilità con la prossima legge di stabilità e dunque a partire dal 2015, ma sempre “risorse permettendo”.
    Inoltre, a pagare una buona parte del conto per l’erogazione del bonus da 80 euro ai lavoratori dipendenti saranno le banche chiamate a versare entro metà giugno prossimo, in unica soluzione, più del doppio di quanto inizialmente disposto dalla legge di stabilità per la rivalutazione delle quote della Banca d’Italia. L’aliquota dell’imposta sostitutiva dell’Ires e dell’Irap passa dal 12 al 26%. Il che potrebbe venire dalle stesse banche scaricato sui contribuenti, attraverso l’aumento dei costi di gestione dei già tassati conti correnti. Un’ipotesi tutt’altro che fantasiosa.
    Prodotti postali colpiti solo a metà
    L’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie interesserà solo parzialmente il risparmio postale. L’incremento dell’aliquota dal 20% al 26% colpirà infatti gli interessi attivi che matureranno sui conti correnti e sui libretti di risparmio detenuti presso Poste Italiane, a partire dal 1° luglio 2014.
    Invece la tassazione degli interessi già maturati e che matureranno sui buoni fruttiferi postali in circolazione e di nuova emissione non subirà alcun incremento, restando ferma al 12,5 per cento. Per i buoni emessi nel periodo 21 settembre 1986 – 31 agosto 1987 troverà ancora applicazione l’aliquota ridotta del 6,25 per cento. Con riferimento ai buoni fruttiferi emessi fino al 20 settembre 1986 non sarà applicata, fatta esclusione per l’imposta di bollo, alcuna ritenuta fiscale all’atto del pagamento del capitale e relativi interessi maturati.
    – See more at: http://www.laleggepertutti.it/49870_aumenta-la-tassa-per-chi-conserva-i-soldi-in-banca-e-risparmia#sthash.J6xBhu2Y.dpufSee more at: http://www.laleggepertutti.it/49870_aumenta-la-tassa-per-chi-conserva-i-soldi-in-banca-e-risparmia#sthash.J6xBhu2Y.dpuf

  4. Gianfranco Mancini ha scritto:

    Caro il mio interlocutore l’imbecille non era diretto a Renzi e mi sembrava ovvio purtroppo molta gente ancora non ha le idee chiare.

  5. Riccardo Bottegal ha scritto:

    è un grullino, cosa ti aspetti…

  6. Gianfranco Mancini ha scritto:

    E sl super commento di gio’ dico solo: dov’eri in quel ventennio in cui non si e’ mosso una virgola. Siete solo demagoghi e meritate chi vi ha governato finora ed anche di peggio (grillo?)

  7. Marco Solfrini ha scritto:

    Bla bla bla,
    e Grillo che fa?
    Bla bla bla…
    Tutto qua altro fare non sa se non
    Bla bla bla…

  8. Marco Solfrini ha scritto:

    Ah, poi ci son i grillini che in coro come il loro N. 1 tutti assieme li senti dire
    Bla bla bla….
    Un bel gregge senza quella unica identità dall’alto e senza individualità che altro non sa se non fare
    Bla bla bla…

  9. Fernando Giannoni ha scritto:

    Se può parlare anche un matto come Grillo ed avere tutto questo spazio, l’anarchia è vicina.

  10. Mimmo Ristori ha scritto:

    Solita affermazione senza controprove valide e, soprattutto, ancor prima che sia confermato il tutto ufficialmente! Prima di scazzare non sarebbe meglio aspettare? Si sa che questi annunci vomitati ad arte servono a convincere la gente a consultare il blog di Grillo permettendogli, quindi, di acquisire più inserti pubblicitari.

  11. Marco Angius ha scritto:

    speriamo che renzie vi mandi in pensione a 70anni pidini di merda

  12. Vanni Mircoli ha scritto:

    Grillo ogni giorno ne inventa una per poter campare !!! Che tristezza !!!!

  13. Vittorio Cobianchi ha scritto:

    Ma che cazzo di commento è? Sintesi, sintesi!

  14. Oscar Barbi ha scritto:

    Io mi chiedo anche come mai due imbecilli come voi abbiamo spazio qui dentro

  15. Mario Lanza ha scritto:

    ficozzi,si parlava di peppe.

  16. Emanuele Santini ha scritto:

    chi non vota per il movimento é complice della casta

  17. Sepp Mito ha scritto:

    Questo e un altro messo li per mantenere il mare calmo ma in realtà non accade nulla devono recuperare i megamiliardi spariti in questi anni altrimenti la crisi non finisce per ora.

  18. Maria Concetta Cammarata ha scritto:

    ma va a gioca’ co’ i lego!

  19. Fernando Bianchi ha scritto:

    Grillo é affetto da una grave forma di diarrea che gli confonde le idee, sapete dato che é un gran mangione, ne esce tanta.

  20. Salvatore Caputo ha scritto:

    Grillo è un incorreggibile buffone

  21. Salvatore Caputo ha scritto:

    E il dettato di casaleggio…

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