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pubblicato: mercoledì, 17 dicembre, 2014

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M5S, polemiche e risse dopo l’addio di Currò

m5s currò

Continua il dibattito acceso dentro e fuori del M5S, all’indomani dell’addio al gruppo da parte del deputato Tommaso Currò. E a dire la sua sulla dipartita del collega è Walter Rizzetto, altro esponente grillino molto critico verso il Movimento ed oggetto di attacchi nell’ultimo periodo, a causa di una sua partecipazione alla trasmissione tv di La7 Omnibus. “Tommaso Currò è un amico, sapevo del suo travaglio”, dichiara Rizzetto – intervistato dal Corriere della Sera – che ammette di ammirare “chi fa delle scelte e se ne assume la responsabilità”. Pur restando qualche perplessità sulle mancate dimissioni di Currò da deputato: “Ecco, io quello lo avrei preso in considerazione. Così come non avrei votato la risoluzione del Pd”.

Rizzetto (M5S): Insulti e giubilo vergognosi

Da Rizzetto una battuta tranciante sul premier Renzi e sull’ipotesi che siano state le sue aperture al M5S a fare effetto: “Allora è meglio chiudere le finestre, tira troppo vento”. Durissimo invece il commento a proposito degli insulti ricevuti da Currò sul web: “Certe cose non meritano commento”. Idem a proposito delle reazioni di alcuni parlamentari grillini: “Il giubilo di alcuni miei colleghi quando Currò ha annunciato che se ne andava è stato una vergogna”.

In aula va in scena anche la rissa

Che gli animi fossero tesi lo si è notato anche dal battibecco che in Transatlantico ha visto protagonisti, tra gli altri, Ignazio La Russa, Fabio Rampelli, lo stesso Rizzetto e l’ex M5S Adriano Zaccagnini.

Come riportato da La Stampa, a scatenare il battibecco è stato La Russa, che dopo l’annuncio di Currò ha apostrofato Rizzetto: “Dovreste dimettervi da parlamentare, non cambiare casacca e saltare sul carro del vincitore”. Pronta la reazione del grillino: “La destra non esiste più per gente come voi, gentaglia come te e Gasparri”.

Da qui i toni si alzano, con insulti reciproci, sino alla stoccata di Zaccagnini all’ex AN, che infervora ulteriormente gli animi: “Tuo figlio come sta? Quanti incarichi gli stai dando?”. Da qui si scatena lo scontro frontale tra La Russa e l’ex AN, tra accuse personali – “Sei un animale”, “E tu sei un maiale” – e riferimenti politici a fascismo, comunismo e a Mafia Capitale, con Rampelli a dar manforte all’ex ministro. Finché i commessi non riescono a separarli definitivamente.

Poi è lo stesso Rizzetto a tornare sull’argomento, tramite il proprio profilo Twitter, ridimensionando la vicenda: “C’è stato diverbio, vero. Nessun insulto. Normale contraddittorio”.

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