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pubblicato: lunedì, 29 dicembre, 2014

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Jobs Act anche per gli statali? Ichino svela i retroscena

ichino sciopero

Jobs Act, un lungo travaglio. Dopo il perfezionamento dei decreti attuativi, continua la polemica attorno alla riforma del lavoro promossa dal governo Renzi. Stavolta il nodo della discussione riguarda la figura dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni e l’applicabilità della riforma nei loro confronti.

Il punto ha fatto discutere parecchio negli ultimi giorni, con l’intervento dei ministri Giuliano Poletti e Marianna Madia – rispettivamente responsabili dei dicasteri del Lavoro e della Pubblica Amministrazione – i quali hanno escluso l’applicabilità del provvedimento agli statali. Alla discussione si è aggiunto il premier Matteo Renzi, che ha spiegato che sarà il Parlamento a pronunciarsi sul punto.

Jobs Act statali, sì o no? La rivelazione di Ichino

Ma le polemiche continuano a montare. Pietro Ichino, giuslavorista già esponente PD e ora senatore di Scelta Civica, dalle pagine del suo blog spiega come è andata nel Consiglio dei Ministri prenatalizio, che ha messo a punto i decreti attuativi del Jobs Act.

Ichino sul suo blog parla di una bozza di decreto, sfornata dai tecnici ministeriali nella serata del 23 dicembre, che prevedeva un comma che escludeva l’attuazione del Jobs Act nei confronti dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni.

Una situazione che ha provocato l’immediata reazione del giuslavorista: “Invio ad almeno una dozzina di esponenti del Governo e della maggioranza che si stanno occupando della redazione del decreto un messaggio”, nel quale spiega che “il rapporto di pubblico impiego deve essere assoggettato alle stesse regole del rapporto di lavoro privato”, chiedendo quindi l’eliminazione del comma che avallava la deroga a tale principio.

Non si sa se per la pressione esercitata da Ichino, ma sta di fatto che il giorno successivo la situazione cambia: “Il Consiglio dei Ministri approva un testo del decreto nel quale il comma 3 dell’articolo 1 è stato soppresso”. E Ichino aggiunge: “Alla seduta partecipano anche Giuliano Poletti e Marianna Madia, rispettivamente ministri del Lavoro e della Funzione pubblica. E non risulta che su questo punto si esprimano in senso contrario”. Una stoccata rivolta ai due ministri che, il 27 dicembre, a mezzo stampa continuano ad opporsi all’applicabilità agli statali: “Evidentemente hanno cambiato idea. Ma dovranno convincerne il resto del Governo e della maggioranza. Mi sembra molto improbabile”.

Sul tema non batte ciglio il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti: “Dirò la mia opinione quando il Parlamento affronterà la riforma della Pubblica amministrazione. E comunque non penso sia corretto anticiparla”.

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21 Commenti

  1. Lamberto Giusti ha scritto:

    perché, sono più belli di altri?

  2. Samanta Barnabà ha scritto:

    Colpiscono alcuni gruppi per volta…così la collettività non si rivolta in massa, le tolgono forza di gruppo…ma il loro piano ha lunga vita?attenti…!!!

  3. Lorenzo Roggi ha scritto:

    ichino o è un bugiardo o è ignorante. se il fine della Pubblica amministrazione NON è IL LUCRO allora è logico che la mancanza di lucro non sia motivo di licenziamento dei dipendenti. forse un docente di dirtitto del lavoro così incompetente dovrebbe essere licenziato per manifesta incapacità.

  4. Diego Rifici ha scritto:

    E già finita.Ce solo da scegliere i lavoratori più forti x fare i servi

  5. Paolo Serra ha scritto:

    Permettere la dequalificazione, annullando anche quel poco di garanzia di selezione garantita dai concorsi, in un ambiente dove ormai, poiché i concorsi si tengono solo per i livelli sibordinati, mentre la dirigenza è sempre per nomina diretta, salendo la scala gerarchica scende sistematicamente il livello di formazione, titoli e competenza maturati, ha conseguenze che solo un perfetto imbecille o un ciarlatano come Ichino possono avere difficoltà ad immaginare: un branco di incompetenti nominati a tutti i livelli, privi di formazione e titoli adeguati, che avranno libertà di ignorare le competenze e i titoli dei loro molto più competenti subordinati.

  6. Antonio Rossi ha scritto:

    Se questa spece di individuo avesse visto lavorare anche pochi minuti avrebbe fatto un infarto dalla fatica.

  7. Antonio Rossi ha scritto:

    Il mostro Jobs Act no si applica ai schiavisti.

  8. Gerry Preziosi ha scritto:

    quest’uomo è il più grande coglione della storia italiana, tutto fumo, vorrei sapere se ha mai lavorato in miniera…….stronzo con la cravatta a spese nostre.

  9. Gerry Preziosi ha scritto:

    il teorico del niente, sono capace tutti di fare quello che fa sto poco di buono.

  10. Mila Sabelli ha scritto:

    Credo che anche i dipendenti pubblici onesti sarebbero contenti di liberarsi dei fannulloni per i quali ha dovuto lavorare il doppio !!!

  11. Arcangelo Mastrodomenico ha scritto:

    Lorenzo, ma che sei un dipendente pubblico? perchè se lo è non si trova un altro lavoro? per me ci vuole unico contratto pubblico e privato così la finiamo con la storia dei figli e figliastri ed anche i figli dei corrotti la smettono di fare gli americani con le tesse dei coglioni.

  12. Arcangelo Mastrodomenico ha scritto:

    Fanno bene a trattarvi a pesce in faccia: votateli,…………….votateli!!!!!!!

  13. Lorenzo Roggi ha scritto:

    nn sono dipendente pubblico. tu che hai votato al referendum sull’acqua? hai votato per renderla pubblica dicendo che non ci si doveva guadagnare sopra? ecco bene, se non ci si deve guadagnare poi non si può dire che lo scopo di chi ti manda l’acqua nei tubi è uguale a quello di una qualsiasi impresa che lavora per guadagnare. se scrivete nelle leggi che il privato ha per scopo il guadagno e il pubblico ha per scopo il servizio (anche in rimessa) non venite a dire che devono esser trattati allo stesso modo.

  14. Mauro Conti ha scritto:

    Il disprezzo non è misurabile quando è infinito. Ma tu di queste cose godi e non te lo meriti.

  15. Robin Capucci ha scritto:

    Solidale con Ichino. Basta privilegi per i dipendenti pubblici. È il Jobs ACT! Per tutti! Ad iniziare dai giovani che potranno finalmente entrare nella pubblica amministrazione e portare un po’ di vento fresco.

  16. Carlo Alibrandi ha scritto:

    Magari…due pesi e due misure. C’è gente che ha preso stipendi x una vita senza mai lavorare.

  17. Vitale Alfio ha scritto:

    un bastardo di merda un

  18. Vitale Alfio ha scritto:

    un traditore un venduto una carogna

  19. Vendicatore solitario ha scritto:

    Ma sta zitto,  tu e Giobatta! Io, come INSEGNANTE, per quel che ho fatto, sono stato AMPIAMENTE SOTTOPAGATO!

  20. Vendicatore solitario ha scritto:

    Alla LARGA dai cosiddetti “Giuslavoristi”! Il più pulito c’ha la ROGNA! Non me ne ricordo uno che non facesse SCHIFO! Inutile persino nominarli, mi si sporcherebbe la tastiera! Ma, mi chiedo, questi idioti ANALFABETI, anzi, questo CANAGLIUME in MALAFEDE, finge di NON CAPIRE che basterebbe uno STRACCETTO di PATRIMONIALE per evitare non dico tutte, ma almeno alcune sofferenze ad una classe lavoratrice ormai allo stremo?

  21. Vendicatore solitario ha scritto:

    Se ti riferisci a quelli che sono andati in pensione coi famosissimi 19,5 anni di “servizio” sono totalmente d’accordo ed anche in relazione ai lavativi, che non mancano mai, nel pubblico come nel privato! Mio figlio mi conferma ciò che diceva sempre mio padre: vanno avanti i RACCOMANDATI, spesso gente che non ha nemmeno un pezzo di carta. Questo potrebbe non voler dir niente ma, in termini probabilistici, la probabilità che uno con una laurea ne sappia più di un diplomato è almeno dell’80%! Fatti consigliare da un addetto ai lavori! 😉

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