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pubblicato: venerdì, 2 gennaio, 2015

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Iraq: continua l’avanzata dei curdi peshmerga

iraq curdi

Continua l’avanzata dei curdi peshmerga. Dopo aver ripreso il controllo di un quartiere della città di Kobane, al confine turco siriano, oggi dal comando peshmerga è arrivata la conferma dell’avvenuta conquista di un villaggio situato in posizione strategica nel nord dell’Iraq.

L’avanzata peshmerga

I peshmerga curdi sono riusciti a strappare alle forze dell’Isis il villaggio di Sultan Abd’Allah, a 80 chilometri da Erbil, capitale della regione curda dell’Iraq. È stato esaltato il valore della conquista per via della posizione strategica del villaggio che si trova sul fiume Tigri e sulla strada per Mosul.

Il comando curdo, inoltre, ha reso noto che l’offensiva è stata condotta con una potenza di fuoco limitata: le uniche armi a disposizione dei peshmerga erano degli Ak-47 risalenti alla guerra Iran-Iraq di 25 anni fa.

Il 25 Dicembre era stato comunicato congiuntamente da forze curdo-peshmerga e milizie curdo-siriane la presa del quartiere Sofian della città di Kobane, assediata dai jihadisti Isis sin dallo scorso settembre. Nel bilancio della battaglia di Kobane si contano 970 perdite dell’Isis e 432 dei curdi.

iraq kobane

Se la città di Kobane dovesse cadere, lo Stato Islamico assumerebbe il controllo di oltre 400 chilometri della frontiera tra Siria e Turchia. Pochi giorni prima erano stati liberati dall’assedio dell’Isis i curdi yazidi intrappolati sul Monte Sinjar.

L’anno dell’Isis

Il 2014 è stato l’anno dell’Isis. Tuttavia il Califfato è lontano dai fasti che ne hanno contrassegnato l’ascesa. Innanzitutto, come entità parastatale si sta sostanzialmente rivelando un fallimento. I territori controllati dallo Stato Islamico, a cominciare da Raqqa, in Siria, che dovrebbe esserne la capitale, sono abbandonati al degrado. Anche se difficilmente tale aspetto determinerà la ribellione dal basso dei territori sottomessi, è comunque possibile notare una discrepanza tra l’invincibilità propagandata e la totale inefficienza e incapacità dimostrata.

In secondo luogo, anche le sue capacità di espansione si stanno scontrando da una parte con nuclei di resistenza locali e dall’altra con l’impegno della coalizione internazionale a guida Usa. A dimostrazione di ciò le difficoltà incontrare nell’assedio di Kobane e la recente sconfitta sul Monte Sinjar.

In più i raid della coalizione arabo-americana stanno assestando un duro colpo ai combattenti jihadisti: l’Osservatorio siriano per i Diritti umani ha reso noto anche che in Siria dall’inizio dei raid almeno 1.171 persone sono state uccise dai bombardamenti contro le postazioni jihadiste, di cui 1.119 miliziani dell’Isis e 52 di Jabat al-Nusra, altro gruppo di jihadisti legato ad al-Qaeda.


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2 comments
Marco Camilleri
Marco Camilleri

Hahahahahahaha l'intervento dell'ONU, l'organismo più inutile e dispendioso della storia....hahahahahaha le minkiate di inizio anno....

Pierfrancesco Catapano
Pierfrancesco Catapano

andrà avanti così fino a dopo le presidenziali usa, tra due anni. La soluzione della vicenda può venire solo dall'intervento dell'onu e la spartizione dell'iraq tra kurdi, sciiti e sunniti. Sicuramente Assad baratterà la sua sopravvivenza politica, senza partito baat la siria a maggioranza sunnita finirebbe nel califfato.