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pubblicato: lunedì, 26 gennaio, 2015

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A Castel Volturno due consigliere comunali si fingono prostitute

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L’iniziativa intrapresa dal sindaco di Castel Volturno con la collaborazione di due consigliere comunali del suo Paese sta facendo discutere. Perché la denuncia è passata per un travestimento da prostitute. Dimitri Russo, sindaco della provincia di Caserta, ha chiesto alle due consigliere comunali Anastasia Petrella e Stefania Sangermano di travestirsi da prostitute per denunciare il degrado e l’abbandono di un’area caratterizzata da prostituzione, criminalità, degrado ambientale e sociale. Il nome scelto per l’iniziativa è #siamosoli

Cosi le due signore hanno attirato clienti. Una volta fermatisi gli automobilisti si sono visti piombare il sindaco con tanto di fascia tricolore che provocatoriamente ha parlato di raccolta differenziata dopo il rapporto a pagamento per il corretto smaltimento del profilattico.

Mentre va in scena il ‘teatrino’ orchestrato dal sindaco i clienti vengono regolarmente multati da una pattuglia della polizia municipale attestata qualche centinaio di metri più avanti. Le sanzioni riguardano la violazione di un’ordinanza del sindaco per coloro che intralciano il traffico e che si fermano a contrattare con Anastasia e Stefania.

Obiettivo iniziativa ‘Lucciole differenti’

Spiega Anastasia Petrella, una delle due consigliere comunali: “Speriamo che finalmente Castel Volturno possa uscire dall’isolamento istituzionale e, quindi, che chi ha competenza si occupi dei tanti problemi che abbiamo, compreso quello della prostituzione”.

Dal comando della polizia municipale di Caster Volturno spiegano come tutti gli automobilisti abbiano giustificato la sosta con motivazioni collegate alla richiesta di informazioni. Sebbene molti di loro già nei giorni immediatamente successivi si siano recati, senza opporre alcun ricorso, a pagare le multe per evitare di ricevere a casa notifica della multa stessa.


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1 comments
Francostars1
Francostars1

Che male fanno le prostitute maggiorenni e consenzienti ed i loro clienti sulle strade, se non compiono intralcio al traffico, sporcizia e/o atti osceni sotto la vista pubblica? Basta con questa assurda “Meretriciofobia”.
In più, affermo che le Ordinanze Sindacali ed i Regolamenti di Polizia Urbana devono essere conformi ai principi generali dell’Ordinamento, secondo i quali la prostituzione su strada non può essere vietata in maniera vasta ed indeterminata. Di conseguenza, i relativi verbali di contravvenzione possono essere impugnati in un ricorso. In più per le medesime ragioni, i primi provvedimenti suddetti non possono essere emessi per problematiche permanenti ed i secondi non possono riguardare materie di sicurezza e/o ordine pubblico.