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pubblicato: sabato, 7 febbraio, 2015

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Plus/Minus: aggiornamenti sull’ASG ma non solo

plus-minus-nba

Mentre in tanti aspettano San Valentino, Plus/Minus accompagna invece quelli che non vedono l’ora che il prossimo week end arrivi portando con se l’All Star Game di New York. Vi siamo debitori di qualche aggiornamento, in particolare per quello che riguarda la gara del tiro da tre che vede protagonista (e detentore del trofeo) il nostro Marco Belinelli. Ad aggiungersi alla schiera di pretendenti ci saranno per chiudere il lotto Kyrie Irving da Cleveland e James Harden da Houston. In sostanza, uno dei contest di più alto livello di sempre. Noi nel dubbio sappiamo bene per chi tifare.
Una novità importante che ci piace tantissimo è quella del rookie game. La competizione negli anni è cambiata più di una volta, coinvolgendo inizialmente solo i giocatori al primo anno e poi successivamente anche quelli al secondo. Da questa stagione però il formato vedrà le squadre non più divise per età ma per provenienza. Ci sarà infatti un ghiottissimo “team U.S.A.” contro “team World”. L’idea è quella di mettere un po’ di pepe (e di equilibrio in campo) in più rispetto al passato, e non è da escludere che se la cosa avrà successo la NBA possa poi proporla anche per la partita della domenica, visto anche il calo di intensità e agonismo della suddetta partita (e conseguente appeal) negli ultimi anni.

1992-NBA-Dream-Team
Oh nel frattempo due o tre cose da segnalare ci sarebbero comunque. Tipo i 51 di Curry contro Dallas, che mettono anche il secondo degli Splash Brothers nella famiglia dei cinquantellisti della stagione. Non accadeva dalla stagione 94-95 che due compagni di squadra facessero 50 o più nello stesso anno, quando furono Dana Barros e Willie Burton e pure Jamal Mashburn e Jim Jackson ad entrare nella speciale famiglia di coppie da 50. Chiaro che con una coppia del genere, le ambizioni di Golden State per il bersaglio grosso di giugno siano più che legittime. Per restare in tema di migliori squadre NBA, il quintetto Hawks è stato nominato giocatore del mese di gennaio. Sì avete letto bene, il quintetto intero. Finito il mese senza sconfitte (17-0), nessun riconoscimento migliore del lavoro svolto dalla squadra dei falchi di questa stagione. A proposito, le due squadre si sono affrontate nella notte di venerdì dando vita ad uno spettacolo di altissimo livello. Alla fine l’hanno spuntata i padroni di casa di Atlanta ma solo dopo tre quarti e mezzo di grandissimo equilibrio. Sicuri che questi non siano davvero in grado di arrivare fino in fondo? Anche perché ad est due delle migliori squadre stanno soffrendo parecchio ultimamente. Parliamo di Chicago e Washington. I Bulls, additati anche da queste parti come i favoriti della conference, sono entrati in un tunnel abbastanza negativo che ha portato appena quattro vittorie nelle ultime dieci partite. Quel che colpisce di più è poi la fase difensiva, fino allo scorso anno marchio di fabbrica della squadra e da questa stagione invece addirittura tallone d’achille degli uomini di coach Thibodeau. Non stanno molto meglio gli Wizards di John Wall giunti alla quarta sconfitta consecutiva. E dalle retrovie si sente già il fiato sul collo di King James e i suoi Cavs, a nove vinte nelle ultime dieci.
In fondo alla eastern conference, come ventilato la settimana scorsa, Orlando ha esonerato coach Vaughn, mettendo in plancia di comando per ora il suo assistente James Borrego. Alla prima uscita i Magic hanno vinto in overtime in rimonta. Sì ok contro il Los Angeles Lakers, ma intanto bel segnale per i giovani della Florida. Vedremo nel finale di stagione se riserveranno altre sorprese.
Chiudiamo infine con due belle notizie: torna Ricky Rubio a Minnesota, riportando il suo talento e la sua fantasia che tanto erano mancate ai lupi del Minnesota. Arriva anche la decima vittoria nella gara non facile contro Memphis (in striscia di otto vinte in fila), e non è sicuramente caso. Torna anche dal suo infortunio il nostro Beli. Cinque punti e la vittoria dei suoi Spurs nel primo match giocato. Scalda la mano Marco, che New York è vicina!


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