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pubblicato: lunedì, 9 febbraio, 2015

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Manenti a capo del Parma, sarà l’ennesimo inganno ai tifosi?

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Abbiamo trattato a lungo con un misto di sincera preoccupazione e di distaccata imparzialità i fatti di Parma poiché costituiscono un caso che nel diritto sportivo italiano non è per nulla regolato, e a farne le spese, per lo più sono i giocatori e tutto lo staff – magazzinieri compresi – del club pieno di debiti. La lunga e gloriosa storia del Parma sembra non essere destinata a concludersi con un disastroso e immeritato fallimento societario, come è capitato a molte gloriose società calcistiche storiche italiane. Magari sarà retrocessione a fine stagione, magari sarà Serie B per un paio di stagioni, ma il Parma non può e non deve fallire.

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Manenti è il nuovo presidente del Parma

Manenti a tutta birra

Quello che sembrerebbe l’ultimo e disperato tentativo di salvataggio – “L’antico vaso andava portato in salvo…” – lo sta compiendo una cordata di imprenditori milanesi, il cui presidente è Giampiero Manenti, attraverso una società di base in Slovenia chiamata Mapi Group. Fiorenzo Alborghetti, braccio destro di Manenti, è già al lavoro per tentare di comporre il nuovo CdA del Parma che dovrebbe insediarsi fra il 19 ed il 20 febbraio, pochissimi giorni dopo il termine per pagare gli stipendi arretrati dei dipendenti. Ecco le prime parole del nuovo presidente: “Dobbiamo correre contro il tempo e arrivare preparati alla data del 16 febbraio. Non sarà facile ma ci proviamo. Dobbiamo farcela. Alborghetti si sta occupando di tutti gli aspetti tecnici. La prima cosa necessaria è avere il nuovo CdA, il più velocemente possibile.” Parlando poi dell’incontro con la squadra avvenuto sabato pomeriggio, aggiunge: “Donadoni era presente all’incontro, non ho parlato a tu per tu con lui. Che impressione ho avuto? Ho capito che si tratta di veri professionisti. Ero convinto di trovare un ambiente teso e nervoso. Invece stanno affrontando il momento con la giusta freddezza. La mia volontà era quella di trasmettere loro fiducia. Spero di esserci riuscito perché l’ambiente è psicologicamente provato. Ora vogliono i fatti, non le parole. Chi lavora deve prendere uno stipendio, accade in tutte le aziende normali. Ora la situazione non è proprio normale: proviamo a rispondere con i fatti alle loro richieste legittime”. Manenti non perde tempo e si sbilancia in una promessa ai tifosi: “Li incontrerò dopo il 16 febbraio. Ora dobbiamo agire velocemente: siamo un team di professionisti che lavorano per il bene della società nella maniera più seria possibile. Anche loro sono coinvolti nel progetto. Un progetto che vogliamo sviluppare in 5/10 anni. Parma ha ancora un grande fascino e un grande mercato.”

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L’ormai ex presidente del Parma Kodra

Termina quindi dopo pochi infruttuosi ed ingloriosi giorni l’avventura dei gioiellieri albanesi nel mondo del grande calcio italiano. L’imprenditore balcanico Taci, infatti, ha annunciato di aver venduto il Parma, tramite la società controllante Eventi Sportivi Spa, per un euro non perdendoci nulla.


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