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pubblicato: lunedì, 28 aprile, 2014

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Dl Lavoro, Sacconi: “Governo tolga i vincoli”

italicum reazioni sacconi

“La settimana che arriva sarà decisiva per capire se il processo riformatore va avanti oppure no. Non è in discussione la continuità del governo, ma l’ efficacia della sua azione”. Parola di Maurizio Sacconi, presidente dei senatori di Ncd, che in un’intervista al Corriere della Sera si sofferma sulla riforma di contratti e apprendistato: “Le modifiche introdotte in Commissione dalla sinistra del Pd hanno ridotto della metà la spinta propulsiva al mercato del lavoro contenuta nel provvedimento”.

Sacconi manifesta dunque più di una perplessità “Gli interventi in Commissione hanno oggettivamente incrinato la credibilità di Renzi. Per questo il tema non è solo quello di un negoziato. È qualcosa di più, la domanda se questo governo di coalizione anomala, che mette insieme socialisti e popolari su un tema storicamente divisivo come il lavoro, tragga dalla sua straordinarietà motivo di forza oppure di debolezza”. “Dobbiamo ripristinare – chiede l’ex ministro del Lavoro del governo Berlusconi – il testo iniziale sui contratti. A partire dalle sanzioni: la minaccia di trasformare in tempo indeterminato un contratto a tempo determinato, in caso di violazioni, inibisce le assunzioni al confine con la regola“. Tra le richieste di Ncd, anche l’eliminazione del “vincolo del 20 per cento degli apprendisti stabilizzati nei tre anni precedenti”. “La sinistra italiana – dice Sacconi – resiste sul lavoro e sulla spesa pubblica quanto Forza Italia sulle riforme”.

In relazione al capitolo riforme istituzionali, Sacconi afferma: “Le parole di Renzi di queste ore sembrano sbloccare uno dei punti più critici della riforma. È quella per cui alcuni consiglieri regionali diventano in via esclusiva senatori. Renzi sembra assumere la proposta del Nuovo centrodestra. Ma restano aperti due grossi nodi collegati: imbrigliare la finanza regionale e locale in Costituzione e ridimensionare i sindaci previsti nel Senato”.


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2 Commenti

  1. Vittorio Buccarello ha scritto:

    Quale riforma del lavoro vorrebbe fare il NCD? Forse quella di fare adagiare comodamente tutta l’imprenditoria su un letto di piume? Dove l’impegno non sarebbe quello di fare commesse, creando lavoro, espandersi,investire come ogni imprenditore o manager serio dovrebbe fare; bensì poter giostrarsi sui lavoratori come fossero questi degli interruttori che possono accendere e spegnere a proprio piacimento. Nonostante i loro lauti stipendi e privilegi, che da soli valgono per centinaia di lavoratori e facendo alzare il costo del lavoro. Come si può chiamare riforma del lavoro, equa e civile. Quando questa si basa sfruttando il bisogno di lavorare di tanta gente, “agonizzante”; considerando come se questi fossero, dei ogetti usa e getta? Dove è andato a finire il primo articolo fondamentale della nostra Costituzione. Il LAVORO NON E’ SOLO UN RAPPORTO ECONOMICO, MA ANCHE UN VALORE SOCIALE CHE NOBILITA L’UOMO. NON E’ SOLO UN DIRITTO, BENSI’ ANCHE UN DOVERE CHE ELEVA IL SINGOLO. NON SERVE AD IDENTIFICARE UNA CLASSE. I DISOCCUPATI SENZA COLPA, NON DEVONO ESSERE DISCRIMINATI. Che valore potrebbe avere un’azienda se toglie la dignità ai suoi dipendenti che producono per essa? La riforma che voi vorreste, per me assomiglia a quel lupo che ne approfitta della debolezza dell’agnello per mangiarselo. Se avreste un po più rispetto del lavoro e di chi lavora, fareste una riforma del lavoro equamente distribuita con i pesi e i contro pesi. senza discriminare nessuno.

  2. Franco Balconi ha scritto:

    Sacconi un altro che fa il fenomeno quando non e’ più ministro

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