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pubblicato: martedì, 29 aprile, 2014

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Area Riformista, la nuova corrente Pd che riunisce il fronte anti-Renzi

bersani e d'alema

Tutto cominciò qualche mese fa, quando Matteo Renzi – allora segretario del Pd e Sindaco di Firenze – introdusse un nuovo hastag: #enricostaisereno. Voleva come dire: Letta, continua da premier che io non ho intenzione di farlo. Ed invece, poche settimane dopo, venne comandata la successione. Ieri, il gruppo trai dem che sosteneva Letta a Palazzo Chigi, ed al contempo quello che aveva votato per Cuperlo alle primarie Pd, ha costituito una nuova grande componente interna: Area Riformista. #matteodinoitipuoifidare, l’hastag della manifestazione.

Si prende spunto dalla candidatura di Enrico Gasbarra alle elezioni europee. Lui, ex segretario del Pd Lazio sostenuto dalla quasi totalità delle correnti (dai dalemiani ai veltroniani) ha rappresentato in piccolo quel grande schieramento, incarnato da Gianni Cuperlo, che si contrappose, nel dicembre 2013, a Matteo Renzi segretario del Partito Democratico. Il vento, però, al tempo era cambiato: nonostante il gran numero di correnti anti-Renzi, il sindaco di Firenze stravinse. Ieri a Roma, presso il Teatro Eliseo di via Nazionale, la componente che mal digerisce la sovrapposizione di ruoli segretario-premier e che non sopporta i modi di poca mediazione di Renzi si è riunita intorno a Gasbarra per sancire un’unione attorno ad un progetto: riequilibrare la situazione post-8 dicembre (e soprattutto post cacciata di Letta).

Chi sono gli attori protagonisti di Area Riformista? Dentro vi sono i dalemiani, i bersaniani, i lettiani. Anzitutto quelli intorno all’ex premier Letta: gli ex ministri Maria Chiara Carrozza e Flavio Zanonato. Quindi Paola De Micheli e Francesco Russo che orbitano nell’area 360 (fondazione di Letta) da molto tempo. Poi sono presenti i dalemiani: non solo c’è il leader Massimo (D’Alema, ovvio) ma anche Alfredo Reichlin, Nico Stumpo e Roberto Gualtieri. Infine i bersaniani: Zoggia e Di Traglia su tutti. Da ‘indipendenti’ ma sempre riconducibili a quell’area vi sono Gianni Cuperlo, Cesare Damiano e Stefano Fassina.

CUPERLO-FASSINA

L’obiettivo è di ricompattare un fronte che non voglia l’uomo solo al comando e che discuta con Renzi sulle riforme, “a partire dall’italicum”, spiega Roberto Speranza. Ma guai ad essere anti-renziani. Non è il momento storico migliore. Gli fa eco Zoggia: “non c’è bisogno di ricercare una leadership da contrapporre a quella di Renzi”. Tuttavia “vogliamo capire che cosa si vuole fare di questo partito, quale funzione deve avere, che idea ne ha Renzi”. Insomma, le elezioni europee saranno un vero e proprio spartiacque: qualora il Pd sfondasse il muro dello storico 33%, distanziando sensibilmente il Movimento 5 Stelle, significherà che la cura Renzi ha auto effetto positivo. Altrimenti si dovrà nuovamente ripensare ad una nuova soluzione. E nel Partito Democratico i ripensamenti di leadership, si sa, sono all’ordine del giorno.

Daniele Errera


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25 comments
TrevisaniGiuseppe
TrevisaniGiuseppe

Bene, anzi no! Male, molto male. Si pensava chi i cultori del "Centralismo Democratico" fossero in estinzione, invece ci accorgiamo che, come il fuoco sotto la cenere, sono ancora li. A fare cosa? a fare la guerra ai vertici del Partito Democratico, naturalmente.

Che il nostro partito sia una forza politica complessa e composta da molte piccole arere che reclamano visibilità, ognuna a modo suo, infischioandosene dell'immagine del partito,non lo dico io, ma lo dicono ifatti, e non sarebbe poi tanto grave  se dalla dialettica, sempre che di dialettica e non di guerriglia si tratti, scaturisse una sintesi intorno alle proposte del vertice del partito, come avviene in tutti i partiti del democratici e normali del mondo.

Ma il Partito Democratico italiano quanto normale è?

Il comportamento degli appartenenti alle diverse "aree di pensiero" ( foglia di fico per non chiamarsi correnti) dice, forte e chiaro, che la normalità langue, anzi è quasi asfittica e che, la capacità dei personaggi, ambigui, che vi aderiscono sono "bravissimi" a fare i riottosi e a ingrigire l'immagine di un partito che dovrebbe essere solare.

Intendiamoci, non metto in discussione la legittimità di valutazione  di ciascuno, che è il sale della democrazia, e se cosi non fosse non avremmo il diritto e l'onesta intelletuale di chiamare la nostra forza politica "Partito Democratico". Quello che metto in  discussione è la "sintesi" di come e cosa debba essere il PD che non si trova mai. L'insofferenza dei vari "taluni" che non sopportano il fatto che militanti, simpatizzanti ed elettori del PD, a fronte di una norma  dello statuto che prevede l'elezione, "con primarie" del segretario nazionale quale candidato premier li induca a " mordere la mano che li nutre" e comportamenti conrtrari alla norma.

Per dirla senza capriole se costoro non accettano la suddetta norma vuol dire che:- Non di dialettica si tratta, ma di visione contrapposta. Se lo stato di fatto è questo, cosa stanno a fare ancora nel PD? Prendano atto e : -O si adeguano allo statuto o intervengano gli organi di controllo e li mettano fuori dal Partito. Si tratta solo di una questione di coerenza.

Silvano Bersani
Silvano Bersani

Quando li vedo sono colto da amore sfrenato per Matteo

Pietro Pirozzi
Pietro Pirozzi

oh mimmo , ma dimmi tu che droga ti fumi o ti tiri? Il PD ha nel suo DNA il gene dell'eterno perdente e lo sai perchè? Perchè così fa quello che combinano i vinceni ma nell'ombra senza attirare atenzione

Mimmo Ristori
Mimmo Ristori

Può darsi, ma li leverebbero a Renzi e la lotta con Grillo non è così certamente vinta. La stupidità sinistra ha garantito vent'anni di berlusconismo ora si appresta a fare da sponda al nazifascismo grillino! Altro che pippe....!

Simone Serafin
Simone Serafin

Angeletti spiegami cosa vuol dire qualcuno di sinistra....non capisco

Franco Balconi
Franco Balconi

Credo tu sia ottimista mirko...chi voterebbe per questi gudi

Mimmo Ristori
Mimmo Ristori

Area riformista????? Ma allora Renzi cosa sta facendo, la controriforma? E la nuova legge elettorale, l'impegno sull'articolo V, ecc.ecc.? Il M5S sta aumentando nei sondaggi, il nuovo gruppo PD è impegnatissimo nel favorirlo. Prima c'era Berlusconi da aiutare, ora, gli utili idioti sinistri (anche nel vero senso della parola) hanno un nuovo idolo Grillo!

Mirko Cecchini
Mirko Cecchini

Se si presentassero da soli, prenderebbero il 3% come la lista Tsipras.