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pubblicato: venerdì, 27 marzo, 2015

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Lavoro, Governo esulta: “79 mila contratti a tempo indeterminato”

sblocco contratti pubblico impiego

Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha annunciato che “nei primi due mesi del 2015 sono stati attivati 79 mila contratti a tempo indeterminato, il 38,4% in più rispetto ai primi due mesi del 2014”.

Questo risultato era stato già anticipato da Matteo Renzi, il quale ha parlato di una giornata cruciale: “oggi è un giorno importante (ha scritto ieri ndr). Tra qualche ora saranno diffusi i dati dei contratti a tempo indeterminati siglati nei primi due mesi dell’anno. È un dato davvero sorprendente, che mostra una crescita a doppia cifra”.

Un’opinione che evidentemente condivide anche Marianne Thyssen, commissario Ue all’occupazione ed espressione della destra belga, che ci dice che per lei questo “E’ un dato assolutamente positivo”. A ruota segue il plauso del governo del Lazio Nicola Zingaretti, che indica le “riforme strutturali dell’Italia” come “molto positive”.

Jobs Act

La spinta all’aumento dell’occupazione è stata la decontribuzione Inps introdotta dalla Legge di Stabilità 2015. Non è ancora invece stato registrato l’effetto ‘Jobs Act’, poiché le aziende hanno iniziato ad assumere con le sue regole a partire dallo scorso 7 marzo. Il Jobs Act prevede altri benefici fiscali per tre anni, quindi si ipotizza un’ulteriore crescita numerica delle assunzioni.

Poletti ha infatti sottolineato che “fino ad adesso abbiamo volato con un motore, da marzo avremo due motori e vedremo quello che sta succedendo”- ed ha aggiunto che nel solo mese di gennaio l’aumento dei contratti a tempo indeterminato è stato del 32,5% su base annua e per i giovani tra i 15 e i 29 anni la variazione è stata del 43,1%. A febbraio scorso, l’aumento percentuale è stato del 38,4% e per i giovani è arrivato al 41,4%.

Garanzia Giovani

Il ministro Poletti ha poi fatto il punto sul fondo “Garanzia Giovani”. I giovani iscritti al programma sono oltre 476 mila: tra questi 233.907 sono stati presi in carico dalle istituzioni e 49 mila hanno avuto già una proposta tra stage, servizio civile, tirocinio, lavoro o un’opportunità formativa. Con questo ritmo è prevedibile che entro dicembre si iscrivano 800 mila giovani a fronte di risorse disponibili per 560 mila unità.

 renzi poletti contratti a tempo indeterminato

Poletti ha poi dichiarato che: ”I numeri ci dicono, il programma sta prendendo velocità. Il programma dispone di 1,5 miliardi di risorse per il 2014-15 e le risorse già impegnate ammontano al 63,8% del totale. Se rimane questo ritmo nelle iscrizioni, a dicembre potrebbero essere iscritti al programma 800.000 giovani a fronte di risorse per 560.000”. Sempre il ministro Poletti, ci indica che questi dati non sono legati, come qualcuno a quanto pare sospettava, alle norme sul contratto a tutele crescenti ed il poco felice addio all’art. 18 dello Statuto del lavoratori. Al contrario, qui si parla di aumento delle assunzioni per gli incentivi previsti dalla legge di stabilità, tra i quali spicca una decontribuzione per tre anni su contratti stipulati nel 2015. Ciò però non sembra eludere il fatto che, o prima o dopo la loro stipula, questi contratti risentiranno comunque di quel cambiamento di tutele (sempre il nostro art. 18) su cui mezza Italia ha discusso a lungo.

Non poteva però non mancare un piccolo neo che, con tutte le probabilità, farà esporre il fianco del governo alla sinistra del nostro sistema politico. Da uno studio fatto da Mediobanca, sembra infatti che il Jobs Act del ministro Poletti, esaltato come grande manovra per lavoratori e giovani disoccupati, andrà invece ad avvantaggiare (e non di poco) diversi grandi gruppi industriali e di impresa del Paese, anche grazie allo sgravo Irap. Tra tutti spicca il gruppo Rcs Media Group, che stando alle previsioni registrerà un 19,7% in tre anni; seguono poi l’Espresso (17,8%), Mondadori (+13,5%), Finmeccanica (+7,7%), Italcementi (+5,5%), Banco Popolare (+6,5%), Bpm (+5%), Hera (+9%).

Lavoro, Ministero: +154.000 contratti in 2 mesi

Nei primi due mesi dell’anno sono stati attivati 1.382.978 contratti con un aumento di 154.000 contratti rispetto allo stesso periodo del 2014 (in media nel bimestre +12,6%). È quanto emerge dalle comunicazioni obbligatorie del ministero del lavoro secondo le quali l’aumento per i contratti a tempo indeterminato è di 79.000 unità (+35%).

Ilaria Porrone-Leonardo Cecchi

 


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7 comments
Florio Capaccioli
Florio Capaccioli

Quanti sono quelli licenziati poi riassunti con nuovo contratto dove non pagano nulla per tre anni?

Carla Pellegatta
Carla Pellegatta

Gli sgravi fiscali hanno fatto la differenza. Ora serve una seria politica industriale che in Italia manca da vent anni

Ivano Stentella
Ivano Stentella

Sandro Buonomo, parla con un commercialista che ti può spiegare cosa sta succedendo, poi basta farsi due conti 8000 euro in tre anni sono 24000, in caso di licenziamento al lavoratore spettano due mensilità anno, che dici a chi conviene?

Ivano Stentella
Ivano Stentella

le imprese cambiano i contratti per prendersi gli 8000 euro l'anno, ma di nuove assunzioni non se ne vedono.

Beppe Roca
Beppe Roca

In pratica conferma ciò che diceva " L'art. 18 non influisce sulle assunzioni e non è una priorità ", visto che sono assunzioni che non riguardano il Jobs Act. Ma invece di dare priorià alla legge anti corruzione hanno fatto le nottate per abolire l'art.18, che appunto non era una priorità. E mica so scemi...