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pubblicato: sabato, 3 maggio, 2014

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Pa, Madia “Più mercato per i dirigenti pubblici”

marianna madia ministro pubblica amministrazione

Il ministro della pubblica amministrazione Marianna Madia suggerisce “un’osmosi tra pubblico e privato che può arricchire la dirigenza”.

Intervistata dal Sole 24 Ore Madia, ministro della Pa e Semplificazione sottolinea la possibilità di aspettativa per chi esce dal pubblico e spiega il funzionamento del ruolo unico. “Chi accede alla dirigenza con un concors inizia a percepire la parte fissa di stipendio. Verifica tutti gli interpelli aperti e cerca il suo primo incarico, oppure può trovare un posto nel privato mantenendo il diritto acquisito nella forma di aspettativa non retribuita. Solo dopo un certo tempo congruo di tutela si può arrivare al licenziamento per mancanza di incarico”. “L’idea – continua Madia – è quella di una dirigenza dinamica ed esposta alla misurazione della performance dal primo giorno d’incarico.Il ruolo unico senza fasce ci serve per fare vere carriere basate sulle valutazioni incassate” che non devono essere sulla persona ma sulla performance dell’ufficio.

madia marianna

Il ministro Marianna Madia torna poi sulla proposta di legare le retribuzioni di risultato anche a ‘esogene macroeconomiche’ come l’andamento del Pil: “se nel privato rischi il posto quando la recessione colpisce, nel pubblico devi rinunciare a un pezzetto della tua retribuzione di risultato se l’economia arretra”.

E conferma come gli interventi sulla Pa non puntino a tagli di spesa, ma “alla definizione dei fabbisogni di ogni singola amministrazione e alla realizzazione della più ampia mobilità possibile, sia nella forma volontaria sia in quella obbligatoria”. A chi poi sottolinea l’insuccesso di quella volontaria, citando l’esempio degli uffici giudiziari rimasti scoperti, dice: “cercheremo” di farla funzionare “con una regia rafforzata del Dipartimento Funzione Pubblica, esercitando una più forte volontà politica”. Quella obbligatoria, continua il ministro, “invece va meglio normata”. La Madia sottolinea anche le novità per le scuole di formazione per la dirigenza: «da cinque a una. Ci proviamo, questo è il nostro obiettivo”.


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5 comments
Giancarlo De Luca
Giancarlo De Luca

i dirigenti, spesso nominati direttamente dalle giunte da esterni strapagati con i soldi dei cittadini e spesso corrotti fino al midollo non dovrebbero esistere o essere un numero limitatissimo, la signorina ministra dovrebbe sollecitare le nomine delle commissioni come quella edilizia per evitare ladronigi e sistemi clientelari diffusi....ma non sono interessati all'argomento

Vito Leonardo Ventura
Vito Leonardo Ventura

Antonio De Monte Il suo ragionamento è talmente contorto che manco il genio della lampada di Aladino lo capirebbe.......... Solo un'osservazione: il lavoro non lo fanno i dirigenti nei loro belli ufficietti al caldo d'inverno ed al fresco d'estate e, soprattutto, lontani, molto lontani, dai problemi reali delle persone. La Madia, come tutto il PD, sta preparando il proprio futuro, lontano dalla politica, perchè sanno benissimo che saranno spazzati via alla prossima tornasta elettorale; meglio prepararsi un buon posto di lavoro dove si può continuare a mangiare a sbafo alla faccia del popolo. Quando si tratta degli affari loro sono moooooooolto lungimiranti.

Antonio De Monte
Antonio De Monte

A me pare convincente l'approccio nuovo della ministra che mira a valutare il vertice anziché la base, con una inversione a 360 gradi rispetto alla riforma Brunetta che partiva dal presupposto che tutti i dipendenti della pubblica amministrazione sono dei potenziali fannulloni. I dipendenti sono ciò che la dirigenza vuole che siano, in un tacito comportamento secondo il quale i dirigenti non rischiando mai mai niente della propria remunerazione lasciano i dipendenti liberi di organizzare la propria attività. In realtà Brunetta gli ha dato grande potere per gestire con pugno fermo i dipendenti, potere che i dirigenti non hanno esercitato, perché rischiavano di essere anch'essi giudicati, valutati e contestati. Meglio il quiete vivere così ognuno può farsi gli affari suoi, a partire da tanti dirigenti che passano il tempo, perché magari capaci è preparati, a fare convegni e corsi di formazione retribuiti, anziché occuparsi delle faccende relative al loro incarico.