Regionali, lo strano boom di Campania Civica

Pubblicato il 13 Aprile 2015 alle 17:12 Autore: Gabriele Maestri
campania civica

Per Facebook è nata solo ad aprile, dunque ha al massimo 13 giorni di vita. Eppure la pagina di Campania Civica, la formazione che fa capo al senatore Enzo D’Anna (Gal), critica con i vertici di Forza Italia e schierata a fianco del Pd Vincenzo De Luca nella corsa per le elezioni regionali 2015 in Campania, sul più noto social network risulta avere già 5785 “mi piace” (dato delle ore 16.30).

Campania civica

Da Caldoro a De Luca

Un ben risultato per uno spazio nato da poco, ma qualcosa in effetti non torna. Nella stringa del sito in effetti si legge “campaniacivica” e la grafica dà chiaramente conto della formazione e del legame con De Luca, ma il nome ufficiale è Forza Campania: così si chiamava il gruppo nato in consiglio regionale, costituito un anno fa dagli eletti vicini a Nicola Cosentino e non proprio in linea con la presidenza uscente di Stefano Caldoro.

Di più, tra coloro che hanno dato il proprio like, si trovano anche soggetti chiaramente riferibili al centrodestra – compreso, per dire, Raffaele Bruno del Movimento Idea Sociale – che ben difficilmente potrebbero avallare un progetto a sostegno di una coalizione legata a una figura espressa dal Pd.

È possibile che la pagina originaria di Forza Campania sia stata modificata, trasportando i “mi piace” sul nuovo corso? Bisogna dare atto che per Facebook lo spazio è davvero nato in aprile, ma l’anomalia c’è eccome: alcuni di coloro che risultavano come sostenitori della pagina, avvertiti da conoscenti, non ricordavano di avere mai messo “mi piace”, cosa che invece avevano fatto con Forza Campania. È bastato un clic per togliere il like, ma il mistero su come fosse finito lì rimane…

L'autore: Gabriele Maestri

Gabriele Maestri (1983), laureato in Giurisprudenza, è giornalista pubblicista e collabora con varie testate occupandosi di cronaca, politica e musica. Dottore di ricerca in Teoria dello Stato e Istituzioni politiche comparate presso l’Università di Roma La Sapienza e di nuovo dottorando in Scienze politiche - Studi di genere all'Università di Roma Tre (dove è stato assegnista di ricerca in Diritto pubblico comparato). E' inoltre collaboratore della cattedra di Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Parma, dove si occupa di diritto della radiotelevisione, educazione alla cittadinanza, bioetica e diritto dei partiti, con particolare riguardo ai loro emblemi. Ha scritto i libri "I simboli della discordia. Normativa e decisioni sui contrassegni dei partiti" (Giuffrè, 2012), "Per un pugno di simboli. Storie e mattane di una democrazia andata a male" (prefazione di Filippo Ceccarelli, Aracne, 2014) e, con Alberto Bertoli, "Come un uomo" (Infinito edizioni, 2015). Cura il sito www.isimbolidelladiscordia.it; collabora con TP dal 2013.
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