Camusso: “Ci vorrebbe un partito di sinistra”

Pubblicato il 4 Maggio 2015 alle 19:08 Autore: Daniele Errera

Da quando la Corte Costituzionale – giovedì scorso – ha bocciato la riforma delle pensioni Fornero, definendola come “incostituzionale per via del blocco della perequazione”, la giostra delle dichiarazioni politiche ha preso un ritmo forsennato. L’ultima a parlare è la leader della Cgil, Susanna Camusso.

“La Corte – sostiene la leader di Corso Italia 25 – si era già pronunciata in senso negativo su soluzioni che colpivano solo parte dei pensionati. Il governo – accusa Camusso – è in grave ritardo e ora è indispensabile sedersi intorno ad un tavolo per cambiare la legge Fornero. I diritti delle persone vanno garantiti e le risorse ci sono o si possono trovare”. Dove, ci si chiede? Anzitutto sulla progressività della tassazione, sostiene Camusso, e attraverso una seria lotta all’evasione fiscale, grido di battaglia renziano nel 2012.

Ma il sostegno principale per le pensioni non può che arrivare da una patrimoniale. “Ha efficacia immediata”, sostiene Camusso. Parla poi delle mosse di Renzi e del Governo da lui presieduto: “non ci sono investimenti a partire da quelli pubblici. Non basta dire a un imprenditore: ti ho tolto l’ articolo 18, ti ho fatto gli sconti, ora pensaci tu. Gli incentivi senza vincoli si traducono nella sola sostituzione di contratti. Serve una politica industriale che indirizzi e sostenga la crescita e l’occupazione”. Una politica contrattuale, quindi, inefficace, secondo la sindacalista della Cgil.

Continuando dall’intervista sulle colonne de La Repubblica, Camusso taglia corto pure sulla riforma della scuola: “il Governo non è in condizioni di fare le assunzioni per l’inizio dell’anno. E ha posto criteri assai discutibili che dividono in modo arbitrario i precari”. E continua: “questa è una riforma che lede il diritto costituzionale della libertà di insegnamento, che affida a un singolo la totale discrezionalità su chi debba insegnare o meno. È una scuola elitaria, non di tutti. Le risorse che ci sono, peraltro scarse, vanno a chi primeggia, e delle scuole di Scampìa o dello Zen di Palermo che ne facciamo?”, si chiede retoricamente.

camusso

Infine, circa la forza di sinistra che da più parti di paese è richiesta (quella stessa parte che ha visto Landini prendere un posto importante, attraverso il suo movimento di idee) e che vorrebbero avesse in Camusso la leader, la numero 1 della Cgil parla chiaro: “sarebbe un errore confondere i ruoli, ma sono convinta che ci sia un grande bisogno di sinistra. Ci vorrebbe un partito di sinistra”.

Daniele Errera

 

L'autore: Daniele Errera

Nato a Roma classe 1989. Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali con la tesi "Dal Pds al Pd: evoluzione dell'organizzazione interna". Appassionato di politica, ha ricoperto vari ruoli nel Partito Democratico e nei Giovani Democratici. E' attivo nell'associazionismo territoriale.
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