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pubblicato: giovedì, 14 maggio, 2015

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Pensioni, pronti 2.5 miliardi di euro Ministro Poletti: “Governo agirà rapidamente”

primo piano ministro poletti con barba bianca e abito

Pensioni, subito 2,5 miliardi. È questo l’esborso plausibile calcolato dai tecnici del ministero dell’Economia. Una cifra che metterebbe insieme 1 miliardo e 600 milioni proveniente dal famoso Tesoretto e un’altra parte recuperabile dalla spending review. Restituire tutto a tutti causerebbe un ammanco nelle casse publbiche di 16,6 miliardi di euro. Il Governo è per questo alla ricerca di una soluzione. Lunedì prossimo il Consiglio dei Ministri.

Padoan: “Rimborseremo per fasce di reddito”

L’ipotesi alla quale starebbe lavorando il Governo è quella contenuta nella bozza del decreto legge pensioni: rimborsare quasi tutto fino a 4 o 5 volte il minimo. Un’altra ipotesi potrebbe essere quella di restituire l’indicizzazione della pensione persa in seguito al blocco previsto dal Salva Italia per uno solo dei due anni (2,6% per il 2012, 1,9% per il 2013). Tutte le soluzioni hanno un solo obiettivo: rispettare il volere della Consulta, che ha giudicato eccessivo il blocco di due anni,  senza compromettere il bilancio pubblico. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha assicurato: “Minimizzeremo l’impatto sui conti pubblici, rimborseremo per fasce di reddito”.

Morando su sentenza Corte

La Consulta, come ha peraltro sottolineato il viceministro dell’Economia Enrico Morando davanti alla Commissione bilancio della Camera, non avrebbe imposto la restituzione di “tutto a tutti”: “L’interpretazione che circola per cui la sentenza della Corte comporterebbe un ritorno alla legislazione vigente prima non è fondata”.

Nodo pensioni in Consiglio dei Ministri Lunedì

Il Cdm fissato per lunedì non ha ancora all’ordine del giorno il tema pensioni. Un dato molto indicativo dell’attuale stato di indecisione nell’esecutivo e nel partito di maggioranza. Nel Pd sarebbero infatti in molti a preferire il rinvio della soluzione a dopo le elezioni regionali. Il Governo avrebbe così tempo e modo di studiare una riforma dell’intero sistema previdenziale.

Poletti: “Governo agirà rapidamente”

Ma sull’ipotesi rinvio si è già espresso il ministro del Lavoro Poletti: “Non c’è problema di data delle elezioni, l’intenzione del governo è di arrivare molto prima alla decisione da prendere”. Rispondendo al Question time alla Camera, Poletti ha ribadito che il Governo “agirà rapidamente ma userà il tempo indispensabile a sviluppare un’analisi completa e puntuale dei contenuti della sentenza e le diverse ipotesi di intervento che la stessa ammette”.

ministro poletti in aula della camera

Tito Boeri: “Equità anche intergenerazionale”

Intanto il presidente dell’Inps Tito Boeri auspica che “la scelta sia basata sull’equità non solo tra chi ha di più e chi ha di meno ma anche tra chi ha avuto di più e chi è chiamato a dare di più ma avrà  di meno”. Ed ha aggiunto: “Non si possono chiedere prelievi ulteriori a chi è destinato ad avere prestazioni future più basse”.

Il Mef rassicura Bruxelles

Sul tema pensioni l’Ue ha chiesto rassicurazioni all’Italia. Da Bruxelles sono consapevoli della debolezza delle misure che il nostro Governo sta provando a mettere in campo. Già fissati per settembre il termine per presentare i decreti attuativi della delega fiscale e per fine anno le misure per rafforzare le banche. Tornando alle pensioni, dal Mef assicurano di poter arrivare presto ad “una soluzione rispettosa del dettato della Consulta e in linea con gli obiettivi di bilancio indicati nel Def”.


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6 comments
Lucente Michele
Lucente Michele

"GOVERNO AGIRA' RAPIDAMENTE".......ASPETTIAMO IL CDM di LUNEDI' 18 MAGGIO........POI VEDIAMO .....COSA INTENDE IL MINISTRO PER....."RAPIDAMENTE".......

Tony Minervino
Tony Minervino

Non vi crede più nessuno, vai piuttosto a trovare il tuo amico Buzzi e portagli almeno le arance, con tutti i finanziamenti che ha fatto a te e al PD é il minimo

Gaetano Fano
Gaetano Fano

il signor poletti deve rammentarsi che quando prodi ci porto nell'euro le coop,il giorno dopo,portarono il prezzo dei prodotti allineato all'euro,cioe' ad esempio, un chilo di pane che costava duemilacinquecento lire il giorno dopo costava due euro e cinquanta,senza giustificazione tenuto conto che i salari avevano perduto il cinquanta per cento del potere di acquisto e quindi le pensioni hanno avuto,da allora,una caduta del poteredi acquisto del cinquanta percento.questa e' la verita storica che neanche i sindacati hanno mai sottolineato per cui,se vogliamo parlare di equita',i salari e le pensioni devono essere rivalutati del cinquanta per cento altro che riduzione e le imprese,le grandi distribuzioni e compagnia bella devono restituire tutto il danaro sottratto ai cittadini con la complicita di quel governo che non intervenne nel regolamentare il passaggio dalla lira all'euro.

Sauro Ernest Ricci
Sauro Ernest Ricci

Io quando vedo questo....pollice ed indice...eeee grattatina li.....caxxo se porta sfiga...

Nicola Michele Donvito
Nicola Michele Donvito

Propaganda pre-elettorale ;) intanto hanno detto che la Consulta non gli ha ordinato di agire in poco tempo. Mentre invece quando si tratta di far pagare le tasse e pagare Equitalia c'è sempre la frase "entro e non oltre". W la coerenza e il buon esempio delle istituzioni.