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pubblicato: giovedì, 8 maggio, 2014

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Napoli, Genny a’ Carogna costa due turni a porte chiuse

Due turni a porte chiuse per il Napoli. Questa è la sanzione decisa dal giudice sportivo Giampaolo Tosel, che sarà scontata nell’ultima partita in casa con il Verona e la prima della prossima stagione, in merito agli atteggiamenti che i tifosi napoletani hanno tenuto alo stadio Olimpico durante la finale di coppa Italia. Sanzionata anche la Fiorentina con la chiusura per un turno (con la condizionale) della curva Fiesole, cuore dei tifosi viola,per i cori anti-vesuvio.

Diverse sono le motivazioni che hanno portato il giudice Tosel a sanzionare la società partenopea. Principalmente sono otto i punti che hanno generato la squalifica: si inizia, prima dell’inizio della gara, con alcuni sostenitori del Napoli che, sprovvisti di biglietto, avevano forzato un cancello di pre-filtraggio ed essendo stati respinti dalle forze dell’ordine, erano venuti a contatto con quest’ultimi, riportando lesioni ai danni di quattro agenti. Si continua con i fischi all’inno nazionale (accompagnati anche dai tifosi viola) e alla minaccia di invadere il campo “qualora il capitano della loro squadra non si fosse recato sotto la curva per parlare con i capi degli ultras”.

In questa situazione il capitano del Napoli, Marek Hamsik, si è trovato a colloquio con un individuo (l’ormai celebre Genny ‘a Carogna) che indossava una maglietta con scritto “Speziale libero”, con riferimento al tifoso del Catania che, in un derby contro il Palermo del lontano 2007, aveva accidentalmente ucciso il poliziotto Filippo Raciti.

Napoli

I vari lanci di fumogeni e bengala, l’inizio della partita con 45 minuti di ritardo e, al termine della gara, l’invasione di campo dei tifosi napoletani (con furti di palloni e tute dalle panchine annessi) inaspriscono ulteriormente la sanzione disciplinare del San Paolo.

Sul fronte viola, i motivi che hanno portato alla chiusura (seppure con la condizionale) della Fiesole, vi sono, oltre ai cori di discriminazione territoriale, i fischi all’inno di Mameli e il ferimento di uno steward.

In merito alla squalifica dello stadio San Paolo, la Società Napoli comunica che “valuterà ogni forma di tutela”; questa è la reazione della società, che con molta probabilità presenterà ricorso, nei confronti di una sanzione ritenuta troppo punitiva.

Mirko Cozzolino

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4 Commenti

  1. Paolo Pucciarelli ha scritto:

    che puttanata.

  2. Vincenzo Lopriore ha scritto:

    I soliti provvedimenti idioti all’italiana…come ampiamente previsto pagano i veri sportivi e le persone perbene, OBBIETTIVO RAGGIUNTO!!!

  3. Oreste Picari ha scritto:

    È tutto l’anno che tosel punisce chi vuole e quando vuole:
    Sono ammessi i cori antisemiti.
    Sono ammessi i cori su Superga. Sono ammessi Roma merda e Milano merda.
    Sono stati accettati gli striscioni per la libertà di speziale.
    Non sono ammesse le magliette.
    Non si può incitare il Vesuvio
    Non si può chiamare il capitano9 della squadra a riferire…

  4. Andrea Ricciotti ha scritto:

    Solo x la maglietta che portava…che paese di merda…andate a fare in culo..

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