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pubblicato: domenica, 21 giugno, 2015

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Family day, scontro nel governo

Il Family day” andato in scena ieri a Roma (secondo gli organizzatori sono stati 1 milione i presenti alla manifestazione) ha scatenato un acceso dibattito all’intero del governo. A scagliarsi contro la manifestazione è stata la senatrice Monica Cirinnà, autrice del disegno di legge sulle unioni civili contestato ieri dai manifestanti. “Questa piazza mi dà una forza ulteriore, e mi convince che tutti noi, il Pd, i senatori, il premier Renzi, siamo nel giusto” afferma alla Stampa, la senatrice Pd. “Nel mio testo di legge – spiega Cirinnà – non c’è nulla che la legge 40 vieti, perchè inseminazione artificiale e surrogazione di maternità restano vietate. E rimarrà vietata anche l’adozione, tranne questa forma speciale che è già riconosciuta dai tribunali italiani”. “Quella piazza lì, oltre a un’omofobia latente – prosegue -, dietro il mio nome nasconde una grandissima voglia di discriminare, per poter continuare a vivere dei privilegi di cui godono i genitori eterosessuali sposati. Lo sono anche io, so cosa significa avere congedi parentali, assegni famigliari, pensioni di reversibilità. La discriminazione è anche un problema di carattere economico”.

Family day, Quaglieriello: “Ora la maggioranza rifletta”

Chi invece promuove la manifestazione di ieri è l’esponente di Ncd, Gaetano Quagliariello. “Con la manifestazione si apre una partita politica, certo. Adesso sarebbe opportuna, anzi, direi necessaria una pausa di riflessione sul ddl Cirinnà. Tanto più che questa folla inattesa, sorprendente nei numeri, nasce da una mobilitazione di massa e di base, senza alcun traino politico. Governo e maggioranza dovranno tenerne conto” spiega a Repubblica, Quagliariello. “Qui non si tratta di essere contro i diritti umani – precisa -, ma contro il pensiero unico”.

Family day, Scalfarotto: “I voti per la riforma ci sono”

Ivan Scalfarotto, sottosegretario alle Riforme, non teme scossoni sul voto del testo Cirinnà. “Al contrario, ci aspettiamo possa passare entro l’estate. Siamo in ritardo di vent’anni – sottolinea – e siamo gli unici in Europa a non avere regole sui diritti Lgbt: un mese in più non cambia molto”. Alla domanda se ci sono i voti, Scalfarotto replica: “Secondo me sì. Il ddl Cirinnà è molto prudente, le unioni civili sono un compromesso, non certo una soluzione d’avanguardia. E proprio perchè è una soluzione prudente e conservatrici, invito l’Ncd a votarlo. Se non agiamo sarà la magistratura a occuparsene”.

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