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pubblicato: mercoledì, 1 luglio, 2015

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M5S ai piedi di Casaleggio: Loquenzi confermata capo comunicazione

ilaria loquenzi capo comunicazione alla camera del m5s

Quella per l’elezione del capo dello staff comunicazione del M5S alla Camera era una battaglia annunciata ed è durata mesi. Pochi giorni fa il voto, che contraddicendo il volere di Gianroberto Casaleggio, ha sfiduciato di fatto Ilaria Loquenzi. Ora il nuovo voto e la vittoria del deus ex machina del MoVimento: la donna di sua fiducia resta.

Mediazione riuscita

Una prova di forza di Casaleggio e Grillo: c’è chi definisce atto autoritario quanto accaduto. La realtà è che dalla scorsa assemblea è stato avviato dal direttorio e dai fedelissimi dei due padri fondatori, Manlio Di Stefano e Daniele Del Grosso su tutti, un tentativo di mediazione per ricucire lo strappo con i parlamentari del M5S. I più maliziosi sostengono sia stato intimato ai parlamentari “dissidenti” il rischio di bruciarsi la possibilità di un secondo mandato.

La lettera di Grillo e Casaleggio: “Assemblea deve solo ratificare”

Le decisioni, per quanto riguarda la comunicazione, sono affidate dallo statuto del Movimento allo staff di Grillo e quindi alla “Casaleggio associati”. All’assemblea il compito solo di ratificare la decisione assunta. La sfiducia votata alla scorsa assemblea è sembrata una sfida ai due fondatori. Una sfida accettata e vinta.

Grillo e Casaleggio, fondatori del M5S

 

Le due fazioni: pro-Casaleggio e anti

Il “caso Loquenzi”, almeno per quanto riguarda la nomina, può dirsi così chiuso. Sembra infatti inevitabile che i dissidi interni, di cui il caso ha rappresentato solo l’ultimo dei sintomi, possano riemergere nuovamente in futuro.

All’interno del M5S è in atto una vera e propria spaccatura: da una parte quelli che appoggiano incondizionatamente Casaleggio; dall’altra quelli che aspirano ad una sempre maggiore autonomia dalla direzione centrale di Milano.

Di Battista: “A Milano si ricorderanno di chi ha votato contro”

In fin dei conti la vicenda, al di là dello statuto interno del Movimento, sancisce ancora una volta il potere del guru informatico. Sembrano profetiche le parole pronunciate in merito da Di Battista dopo la votazione che aveva sfiduciato la Loquenzi: “Guardate che a Milano si ricorderanno di chi ha votato contro Casaleggio”. Parole che confermerebbero quanto sostenuto dai mal pensanti sul cambio di rotta nell’ultima assemblea.

Ridimensionate le ambizioni di Di Maio

Inoltre, dal “caso Loquenzi” escono ridimensionate le ambizioni di Luigi Di Maio. Si era posto a capo della schiera degli anti-Casaleggio per assurgere poi alla leadership del Movimento. Per ora resta dove sta. È smisurato il potere del manager milanese all’interno del M5S. Ma dopo tutto quella appena conclusasi sembra solo una battaglia di una lunga grande guerra.

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