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pubblicato: domenica, 11 maggio, 2014

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Sud Sudan: riavvolgere il nastro della crisi

ll Presidente del Sud Sudan Salva Kiir e il capo dei ribelli Riek Machar hanno firmato il cessate il fuoco dopo cinque mesi di guerra. I due leader delle fazioni in lotta, il presidente Salva Kiir e il suo ex vice Riek Machar, oggi alla guida dei ribelli, hanno sottoscritto un impegno per la cessazione delle ostilità.

I due si sono ritrovati faccia a faccia ad Addis Abeba, dopo una giornata di negoziati, e si sono stretti la mano per la prima volta dall’inizio del conflitto che da dicembre ha colpito il giovane Stato indipendente da luglio 2011.

L’accordo, sottoscritto alla presenza del premier etiope Hailemariam Desalegn, prevede un governo di transizione che offra le migliori possibilità per il popolo del Sud Sudan in vista – vi si legge – di prossime elezioni, la cui data non è stata specificata. E poi ancora l’intesa prevede l’apertura di corridoi umanitari e la cooperazione con le agenzie e l’Onu per garantire gli aiuti in tutte le zone del Paese.

salva kiir

Non si può non salutare con soddisfazione questa intesa che però rimane molto vaga. Per ora, realisticamente, c’è solo l’impegno a cessare le ostilità. Lo stesso impegno che si raggiunse a metà gennaio, sempre ad Addis Abeba, e che non fu affatto rispettato. Certo, questa volta a stringere l’intesa sono stati direttamente Salva Kiir e Riek Machar. Non è poco.

Ma la domanda sorge spontanea: che incarichi dare ai due rivali che avevano già il massimo: uno presidente e l’altro vice? Qualunque concessione inferiore verrà considerata come una sconfitta e come tale considerata inaccettabile. Insomma si dovrà ricorrere alla stessa formula che ha portato alla guerra: Salva Kiir presidente e Riek Machar suo vice. Rischia di essere insomma un semplice “riavvolgimento del nastro”.

A rendere debole questa intesa c’è anche il fatto che si parli di prossime elezioni, ma non si fanno date, nemmeno periodi ipotetici. Due rivali, Riek Machar e Salva Kiir. Allora i due non si volevano nemmeno vedere.

riek machar

Non si può però non valutare questa intesa debole, per diversi motivi. Si parla di un governo di transizione. Insomma questa intesa potrebbe rivelarsi una concessione di Salva Kiir e Riek Machar alla diplomazia internazionale che ha fortemente premuto per un accordo di cessazione delle ostilità. I due l’hanno concesso ma sul seguito non ci sono segnali che si siano fatti passi avanti.

Raffaele Masto

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