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pubblicato: venerdì, 3 luglio, 2015

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Concorsi pubblici, titolo di laurea conterà in funzione all’Ateneo che l’ha rilasciato

La legge delega Pa introduce novità per quanto riguarda i concorsi pubblici: voto ponderato in base all'Ateneo

Che la legge delega sulla riforma della Pubblica Amministrazione fosse destinata a far discutere, lo si era capito già dagli albori. Dopo il primo via libera al Senato, arriva in commissione Affari costituzionali l’emendamento che introduce una novità per quanto riguarda i concorsi pubblici: il voto di laurea non verrà più considerato come semplice numero slegato dal contesto in cui è maturato.

Marco Meloni, deputato Pd, spiega: “Il mio voto verrà considerato a seconda del voto medio che viene dato nella mia facoltà. Vogliamo impedire che gli studenti scelgano un certo indirizzo solo perché il meccanismo di valutazione è più generoso”.

“Superamento del mero voto minimo di laurea”

Quello delle selezioni pubbliche è la parte più rivista del provvedimento. Finora il voto di laurea aveva il suo indiscusso valore. Ora non più. Avverrà il “superamento del mero voto minimo di laurea quale requisito per l’accesso ai concorsi e possibilità di valutarlo in rapporto a fattori inerenti all’istituzione che lo ha assegnato e al voto medio di classi omogenee di studenti”. Il voto verrà quindi ponderato in base all’ateneo, ma anche in relazione al voto medio di laurea del corso di appartenenza del candidato. Un meccanismo che verrà comunque definito nel dettaglio nei decreti attuativi del ddl Madia.

Marco Meloni (Pd) spiega emendamento legge delega Pa concorsi pubblici

Obiettivo “valutazione uniforme”

Al di là della nuova modalità di peso del voto di laurea, il provvedimento introduce significative novità anche per quanto riguarda specifiche competenze come quelle nelle lingue straniere. L’obiettivo è sempre quello di avere una “valutazione uniforme”. Per questo le competenze verranno sempre verificate.

Provvedimenti che, sulla carta, sembrano voler dichiarare guerra ai “furbetti” sempre in cerca del varco giusto e della strada meno tortuosa per riuscire a spuntarla sui diretti concorrenti.

Un polo unico per le selezioni pubbliche

Una valutazione uniforme che potrà essere meglio effettuata anche grazie all’introduzione di un polo unico per le selezioni pubbliche. Una megastruttura in grado di riunire le diverse componenti responsabili in materia che, senza costituire nuovi oneri per le casse pubbliche, avrà il compito di gestire le prove sostenute. Un altro accorpamento, se così si può definire, potrà riguardare anche gli esami stessi: una articolazione di questi a tappe per consentire ai candidati di acquisire titoli e superare verifiche polivalenti.

Capitolo dirigenti

Novità anche nel capitolo dedicato ai dirigenti. Nello specifico, la possibilità di licenziamento scatterà solo in caso di “bocciatura”. Sarà dunque necessario aver avuto almeno una volta la possibilità di lavorare e di essere giudicati. Non basta più dunque il periodo di inattività.

Giorgis: “Non interrompere esperienze fruttuose”

Non solo. Incarichi dirigenziali e direttivi potranno essere assunti anche da pensionati, purché a titolo gratuito e per un solo anno. Anche in questo caso, l’obiettivo dichiarato è di quelli più alti: “Non interrompere di colpo esperienze fruttuose di vertice”, ha spiegato Andrea Giorgis del Pd, tra i firmatari del provvedimento.


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22 comments
Maria Teresa Viceconti
Maria Teresa Viceconti

D'ACCORDO! CONOSCO PERSONE CHE SI ISCRIVONO A UNIVERSITA' DEL SUD O DANNO L'ESAME DI ABILITAZIONE ALLA LIBERA PROFESSIONE DI CONSULENTE DEL LAVORO O COMMERCIALISTA AL SUD......CI SARA' UN MOTIVO?

Anna Salzano
Anna Salzano

beh sì, avete una percezione completamente errata. si ignora che l'80% delle università meridionali si avvale di una didattica tanto elevata da formare ottimi elementi. gli stessi elementi che lo Stato costringe ad espatriare dopo anni di sacrifici, perchè taglia le borse di studio e i fondi per ottimi progetti di ricerca. però, appunto, come dici tu, Giulio, bisognerebbe vincere gli stupidi pregiudizi degli ignoranti, perchè è di pura ignoranza che si parla. ma a quanto pare la maggior parte dei commentatori di questo link non sono della stessa idea, e la cosa mi rattrista molto, soprattutto quando si parla di nord-sud. ancora a questo stiamo. è una vergogna.

Roberto Valentini
Roberto Valentini

E' vero quello che dice osa ed Alessio, ma é altrettanto vero che vi sono molte università che laureano degli inetti.Non so quale sia il motivo ma succede. Fare valere punti una università più di un altra é sbagliato. Ci sono altri metodi per classificare un candidato.

Lorella Giometti
Lorella Giometti

Si sono riempiti la bocca con la meritocrazia, poi approvano queste castronerie. Governo di merda!

Francesco E Basta
Francesco E Basta

E quindi un ricco avrà più possibilità di un povero.. Alla faccia della meritocrazia..

Marina Vitelli
Marina Vitelli

è una vergogna dietro l'altra...mi chiedo ma quando finirà e andranno a fanc....????

Michele Molinaro
Michele Molinaro

Bravo renzi stai continuando con i tuoi capolavori, prima o poi arriverà la resa dei conti, speriamo quanto prima.

Antonio Fer
Antonio Fer

che ti aspettavi da questo paese di merda ?

Giulio Vazzoler
Giulio Vazzoler

È normale, sensato e comprensibile chebsi sebta offesa..ci mancherebbe.. Cmq anche io ho la percezione di un minor rigore al sud. E credo che la percezione sia diffusa.. Il problema è nn cedere alle percezioni ed accettare di essere misurati, per vincere i pregiudizi e sfanculare ignoranti e razzisti

Anna Salzano
Anna Salzano

sig. Tosetto, se posso chiamarLa "signore", questo commento poteva risparmiarselo. voglio sperare che la Sua fosse ironia o la descrizione di una triste situazione oggettiva; in caso contrario, non parli di cose che palesemente non sa. i laureati al sud vengono impiegati nei migliori istituti di ricerca all'estero, si distinguono per qualità e merito (cosa che nel nostro Paese ormai s'è persa), e ottengono riconoscimenti che Lei non riesce manco ad immaginare. in quanto laureata a pieni voti e attualmente dottoranda del sud, mi sento offesa dal Suo commento.

Stefano Bianco
Stefano Bianco

Si assolutamente. È inutile negarlo le lauree di certi atenei non valgono il pezzo di carta su cui sono stampate

Alberto Tosetto
Alberto Tosetto

va beh le lauree al sud equivalgono alle medie. Mi pare una cosa buona e giusta. Tralasciando che è già così, i laureati al sud sono visti nei colloqui con un sorriso pietoso.

Alessio Caldarulo
Alessio Caldarulo

Che schifo..i bocconiani daranno favoriti, la solita storia Ricchi contro Poveri

Rosa Verde
Rosa Verde

un altro regalo al nord, alle università privata (chi sa perchè queste sono più prestigiose), ai ricchi poichè certamente i poveri non possono accedervi per le tasse super e per i costi esosi per vivere. bravi, madia,i parlamentari che hanno votato questa schifezza e bravissimi renzi e il suo governo. ci vedremo alle prossime elezioni

Paolo Marizza
Paolo Marizza

Andrea riguardo quanto si diceva l´altro giorno