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pubblicato: martedì, 13 maggio, 2014

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Debiti PA, Tajani: “Ue aprirà procedura d’infrazione”

tajani

L’Italia verso una nuova procedura d’infrazione. Nonostante le rassicurazioni del governo, infatti, con ogni probabilità l’Unione europea aprirà dopo il 25 maggio una procedura per il ritardo nei pagamenti della Pubblica amministrazione.

L’annuncio, tutt’altro che roseo, è arrivato dal vicepresidente della Commissione europea e commissario all’Industria, Antonio Tajani (Ppe – Forza Italia) che ha spiegato di aver “dato mandato per preparare la lettera di messa in mora” concernente l’attuazione della direttiva europea per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione in vigore dal primo gennaio del 2013.

Dure le accuse che Tajani lancia all’indirizzo del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: “E’ evidente e chiara la volontà di non pagare: il ministero dell’Economia e della finanze non vuole pagare i debiti della pubblica amministrazione ed è stato impedito anche all’attuale presidente del Consiglio, Matteo Renzi, di mantenere la promessa fatta nel primo discorso pubblico. Gli è stato impedito di fare un decreto e quindi è stato fatto un disegno di legge perché manca la volontà politica”. “A questo punto – aggiunge Tajani -l’apertura della procedura di infrazione sui ritardi nei pagamenti della PA è inevitabile e sarà fatta dopo le elezioni europee”

Parole pesanti, che provocano l’immediata replica di via XX Settembre: “Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ricorda che il Governo italiano ha affrontato con grande determinazione il problema” dei debiti della PA.

“Tra luglio 2013 e marzo 2014 – puntualizza il dicastero dell’Economia – risultano effettivamente già pagati ai creditori debiti arretrati per 23,5 miliardi di euro; sommando a questo importo le richieste effettuate dalle amministrazioni debitrici per accedere alle ulteriori risorse finanziarie messe a disposizione dal Governo si ottiene una stima analoga a quella indicata nel bollettino di aprile della Banca d’Italia”. Inoltre, i decreti “35 e 102 del 2013 nonché il decreto legge 66 del 2014 hanno stanziato complessivamente 60 miliardi di euro”.

L’esecutivo Renzi “è quindi intervenuto d’urgenza per completare il finanziamento delle pubbliche amministrazioni finalizzato al pagamento dello stock di debiti pregressi, e ha definito un quadro di norme che hanno il duplice scopo di impedire la formazione di un nuovo stock di debito e garantire ai creditori pagamenti entro i termini di legge”.


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