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pubblicato: lunedì, 19 maggio, 2014

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I tragici dati del PIL del primo trimestre, l’Italia sprofonda in Europa

pil italia

Gli ultimi dati sul PIL sono stati una doccia fredda, il calo congiunturale dello 0,1% non era atteso e mette in pericolo i progetti ambiziosi del governo Renzi, ma ci fa capire che molti dei nostri problemi sono strutturali e non dipendenti dalla crisi economica

Il primo trimestre 2014 ha riservato diverse cattive sorprese, l’Italia è calata dello 0,1% a dispetto di attese di un +0,2%, in Portogallo dello 0,7% contro attese di +0,1%, i Paesi Bassi addirittura hanno perso il 1,4% contro attese di crescita zero.

Solo la Germania ha fatto meglio delle attese crescendo dello 0,8%, ma vediamo tutti i dati dalla seguente mappa:

L’Ungheria, a dispetto delle polemiche sulla natura troppo conservatrice del suo governo, affianca la Polonia come guida della crescita in Europa, almeno a livello congiunturale. L’Estonia come al solito si differnzia dal resto dei Paesi Baltici, anche se ora in negativo e segue in recessione la vicina Finlandia.

A livello tendenziale, forse i dati sono più interessanti perchè anno su anno, vediamo cosa succede:

L’Italia è l’unico Paese assieme a Grecia e Cipro che prosegue nella recessione in atto da anni, visto che Finlandia, Estonia e Paesi Bassi, per ora sono new entry, mentre Spagna e Portogallo ne sono uscite con crescite rispettivamente dello 0,6% e del 1,2%.

La Francia a fianco di una crescita zero congiunturale mette a segno uno 0,8% tendenziale, ed è sempre la Germania a sorprendere con ben un + 2,3%.

Al solito le performances migliori sono di Inghilterra ed Est Europa, in particolare Polonia, Ungheria e Romania.

Quello che più di tutto dovrebbe farci preoccupare è il peggioramento de vero dato che certifica il fallimento del modello italiano, il gap di crescita con gli altri Paesi europei, che , lo sappiamo, è una realtà dal 1995, ma è poi proseguito e negli ultimi 3 anni è peggiorato:

Se tracciamo un grafico del differenziale di crescita con la Germania il gap è costante, molto pesante, sopra il 2% e a volte il 3%. Migliora nei confronti della Francia, ma solo perchè i transalpini hanno cominciato a soffrire di difetti simili ai nostri, mentre peggiora verso quelli che erano nostri compagni di sventure, verso Spagna e Portogallo abbiamo un gap negativo per noi, mentre tre anni fa crescevamo di più, o meglio decrescevamo di meno. Persino nei confronti della Grecia, che ora scende solo del1,1% dopo avere toccato abissi del -8% in singoli trimestri, il gap si assottiglia velocemente.

Sono quelle stesse riforme che anche la Francia non ha fatto, e si ostina a non fare, che con la loro assenza ci relegano in queste condizioni, e senza avere la soldità delle aziende e del sistema Paese francese. Il recupero di produttività spagnolo e portoghese, avuto con grandi sacrifici, è stato invece salutare e il confronto con i Paesi iberici è impietoso.

Non giova il fatto che a Palazzo Chigi dopo due anni e mezzo sia tornato il populismo politico, quello che considera economisti come burocrati, i loro avvisi come “gufate”, che pensa sia un problema solo di domanda e di avere più “soldi nelle tasche degli italiani”, e non di più competitività, che pensa che ormai i sacrifici giusti siano stati fatti, anche se non sono state toccate nè riformate le pensioni retributive, e la gran parte del mercato del lavoro, quella a tempo indeterminato.

Qualche brillante ha già cominciato a dire che la responsabilità è della Germania, che avrebbe la colpa di avere avuto la governance più lungimirante d’Europa forse?


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16 comments
Paolo D'Eugenio
Paolo D'Eugenio

Per fortuna che al Governo ci sono, da 20 anni, quelli che non sono buffoni e che amano l'Italia. Sennò, ci fossero stati quegli incapaci buffoni del M5S, chissà come ci ritrovavamo oggi ...

Paolo D'Eugenio
Paolo D'Eugenio

Le stime di crescita della Grecia il prossimo anno sono il doppio delle nostre ...

Nicola Romano
Nicola Romano

Ad incidere sul risultato sono state le scorte,Se il prossimo trimestre tornerà anche di poco,positivo,il dato sarà assorbito senza problemi.

Paolo Di Manno
Paolo Di Manno

aumentare l'iva comprime i consumi... aumentare l'età pensionabile aumenta la disoccupazione e di conseguenza diminuiscono i consumi... se diminuiscono i consumi diminuisce la produzione e aumenta la disoccupazione... ecc. ecc. ... e ovviamente diminuisce il pil... mi sbaglio o è la sintesi delle ultime politiche governative?

Filippo Fior
Filippo Fior

Evviva! Siamo primi! E ora tutti a tifare per la nazionale!! Pooooppooppoooo [ahimè]

Paolo D'Eugenio
Paolo D'Eugenio

Ma tanto ora arrivano gli 80 euro al mese e l'Expo e tutto si sistema ...

Vito Leonardo Ventura
Vito Leonardo Ventura

Non merita neppure commenti questo articolo a dir posco scabroso: Scommetto che alla fine daranno la colpa della crisi ai lavoratori? Scommetto che alla fine si dirà che la storia della scarsa competitività e della bassa produttività è dovuta ai lavoratori italiani? A questi signori faccio notare un particolare: Fatevi un giro nelle grandi industrie o nelle PMI, venite a guardare i grandi imprenditori italiani su che macchinari obsoleti e non curati fanno lavorare gli operai pretendendo da questi ultimi miracoli per i quali sempre questi ultimi non sono attrezzati. VERGOGNA, la causa di questa crisi è l'insaziabile fame dell'incapace classe imprenditoriale di questo stato. Ci son da fare sacrifici? Bene, la mia parte l'ho già fatta, ora la facciano gli imprenditori. Fermare con la forza le delocalizzazioni, sequestro immediato di tutto, affidare le aziende ai lavoratori: VI FAREMMO VEDERE COME SI RISOLLEVA UNA NAZIONE !!!!!!!!!!!!

GustavoGesualdo
GustavoGesualdo

@TermometroPol Se la casta politica immobilizza il paese reale, l'Italia non può che sprofondare, fallire, crollare, collassare, rovinare.