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pubblicato: giovedì, 29 maggio, 2014

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I prezzi di luce e gas non favoriscono la ripresa europea e spaccano la UE

Tra le prime conseguenze di una unione economica dovrebbe esserci una convergenza dei prezzi dei fattori produttivi, in primo luogo il più importante di questi, l’energia. L’Europa sta andando in direzione opposta, purtroppo.

EUROSTAT pubblica i dati sui prezzi dell’eletticità ed il gas, intelligentemente normalizzandoli in base al potere d’acquisto di ogni Paese.

Il prezzo per 100 Kwh è illustrato nella mappa seguente:

Scopriamo qui uno dei motivi per cui la Francia, pur con la sua ingombrante spesa pubblica, il suo deflusso di capitali ed altri difetti, resiste, e molto meglio dell’Italia: il costo dell’energia, grazie al nucleare, è la metà di quello della Germania, e solo Finalndia, Norvegia e Islanda pagano meno la propria energia.

La Germania ha un prezzo superiore all’Italia, assieme a Romania, Portogallo, Cipro. Evidentemente la compettività dei prodotti tedeschi più che compensa.

L’Italia ha costi simili a Spagna e Polonia, non dei più alti, non può quindi valere molto come alibi per le nostre performances economiche, soprattutto considerando quelle polacche.

Vediamo qui la mappa sui prezzi sul gas:

Si osserva meglio la difficoltà del Sud Europa, ma anche di parte dell’Est e della Svezia. Le diferenze qui sono meno marcate, ma in ogni caso il prezzo per l’Italia è del 50% in più rispetto alla Germania.

Elemento più importante per osservare l’armonia o meno delle economie della UE è l’andamento di questi prezzi, e osserviamo che nell’elettricità vi è tutt’altro che un comune denominatore:

Le variazioni sono molto ampie e diverse, si va da aumenti del 9% come in Germania e Francia a cali analoghi in Spagna. Vi sono aumenti laddove il prezzo è già alto, come in Germania, o è invece molto basso, come Francia e Germania, in generale i cali sono in Paesi dove il prezzo è analogo all’Italia, come Polonia e Spagna, mentre per l’Italia vi è solo un aumento del 1,1%.

Nel gas forse si intravede una convergenza parziale:

A diminuire sono proprio alcuni dei Paesi con prezzo finora tra i più alti, come Italia, anche se limitatamente, o Grecia, mentre aumentano in Francia, Germania,  Inghilterra, dove sono più bassi. Eccezione è la penisola Iberica, dove in Spagna e Portogallo i prezzi salgono pur essendo già alti.

Vi sono molte ragioni per cui l’Europa non riesce a trovare una convergenza, la crisi economica ha avuto un iter completamente diverso in Sud Europa e nel core della UE, aumentando le distanze. Scopriamo ora come vi è probabilmente anche una assenza di coordinamento nelle politiche energetiche a peggiorare tutta la situazione.

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1 Commento

  1. Oreste Picari ha scritto:

    Nell’articolo c’è qualche banale errore, ma è troppo timido l’accenno al nucleare. Non parla poi dei sovrapprezzi per rinnovabili e centrali che godono di ampie sovvenzioni….

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