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pubblicato: venerdì, 30 maggio, 2014

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Auf Wiedersehen, Ciro Immobile

“Sono ambizioso, ho bisogno di fare nuove esperienze, e voglio la Champions, anche per far vedere le mia qualità e dimostrare che questo non è stato un anno casuale”. Sic dixit, e dopo aver ricevuto un secco “no” da Antonio Conte ecco che per il terzo anno consecutivo il capocannoniere del campionato nostrano fugge all’estero, precisamente al Borussia Dortmund, ammaliato dal fascino e dai soldi di un calcio lontano anni luce ormai da quello italiano.

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Dopo Ibrahimovic e Cavani ecco Ciro Immobile, attaccante classe ’90 di Torre Annunziata che ha stregato l’istrionico tecnico del Borussia Dortmund Jürgen Klopp che, dopo soli due anni di serie A, è pronto a fare di lui il sostituto di Robert Lewandowski, passato ai rivali del Bayern Monaco: tenuta fisica inferiore a quella del polacco, ma che dalla sua ha un grande fiuto del gol, ottima abilità nel calciare con entrambi i piedi e di testa condita da una fenomenale grinta e costanza in tutto l’arco dei 90 minuti. Mica male.

Il si di Klopp, il no di Conte. E a confermare l’affare ci ha pensato il direttore sportivo del club tedesco, Michael Zorc, che ha comunque voluto tenere un profilo basso ribadendo al quotidiano tedesco Kicker che ci sono stati molti colloqui tra le parti interessate e che sono stati tutti positivi. La cifra sulla quale ruota la trattativa dovrebbe essere poco inferiore ai 20 milioni di euro che andrebbero divisi tra Juventus e Torino, rispettivamente proprietarie del 50% del cartellino del giocatore.

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Restano tante le domande e i dubbi che assillano tutti gli italiani, tutti avrebbero voluto vedere ancora all’opera in serie A un talento di casa nostra e si fatica a capire perché Antonio Conte non abbia voluto puntare su di lui: forse perché non avrebbe potuto garantirgli un posto da titolare tra le stelle Tevez e Llorente, oppure perché semplicemente il suo gioco non prevede un giocatore con le sue caratteristiche. In Italia va così, si brinda ai soldi e in seguito si rimpiange ciò che si è perso (la lezione di Verratti non è stata imparata a dovere). E chissà, magari se avesse giocato nel campionato brasiliano e si fosse chiamato Immobilinho l’avremmo acquistato per il doppio del suo prezzo attuale. Ciao Ciro, vai e conquista la Germania.

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