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pubblicato: domenica, 1 giugno, 2014

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Grillo non demorde e attacca ancora i Verdi

Beppe Grillo, nonostante i malumori della base e di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle, tira dritto e continua a promuovere l’alleanza con l’Ukip di Farage, per ora solo ipotetica visto che l’ultima parola spetterà alla rete. A chi, come l’europarlamentare Ferrara, chiede un’alleanza con i Verdi, il leader dei Cinque risponde pubblicando sul blog un estratto delle parole del presidente dell’European Green party Reinhard Butikofer. “Così parlò il copresidente dell’European Green party e deputato tedesco in Ue Reinhard Butikofer: Grillo vuole l’Europa come comunità? Deve smetterla di prendere in giro le persone. Io non so cosa pensano i grillini perché il loro leader non permette agli altri di esprimere posizioni diverse. Se non sono d’accordo con Grillo, lo sfiducino e poi potremo parlare”. Il post, pubblicato senza alcun commento da parte del comico, ha un intento ben preciso. Grillo vuole convincere i suoi ad accettare l’alleanza con l’Ukip di Farage. Più difficile sarà persuadere la base che già in altre due occasioni ha sconfessato il leader con il proprio voto.

I QUATTRO MOTIVI PER NON STARE CON I VERDI – Becchi sponsorizza un accordo con il politico inglese e se la prende con i giornali che “stanno partecipando al gioco al massacro contro il leader dell’Ukip per sparare a zero contro il M5S e tentano di dettare l’agenda politica al movimento”. Con i Verdi, avverte Becchi, “non mancherà la possibilità di una lotta comune sui temi di interesse programmatico comune, ma non sono chiaramente un’opzione credibile e praticabile”. E spiega perchè. “Primo. Dovremmo forse lasciarci dettare l’agenda politica dal Corriere e dal Fatto Quotidiano?”, si chiede il blog di Grillo. “Secondo. I Verdi rappresentano più o meno un puntello di questa Europa che ora dicono di voler cambiare dopo che non hanno fatto assolutamente niente per contrastare le politiche dell’austerità. Terzo. Molti loro dirigenti -scrive Becchi- hanno insultato il M5S prima delle elezioni, con alcuni dirigenti che hanno escluso in modo categorico l’alleanza. Quarto – conclude – Il presidente dei Verdi europei, l’eurodeputato franco-tedesco Daniel Cohn-Bendit, ha appoggiato tutte le guerre Nato-Iraq, Afghanistan, Libia e sarebbe stato pronto anche per la Siria”.Il gruppo EFD di cui fa parte l’Ukip, sostiene, consente, a differenza dei Verdi e di molti altri gruppi, alle delegazioni nazionali di votare come ritengono opportuno secondo la propria ideologia, preferenze politiche e interesse nazionale”. Il professore genovese difende Farage, respingendo le accuse di razzismo e omofobia: “L’UKIP ha un suo coordinamento LBGT che prende posizione regolarmente in materia di omofobia; Amjad Bashir, un cittadino musulmano nato in Pakistan, e Steven Woolfe, di origine afroamericana, ebraica e irlandese, siano due nuovi eurodeputati del partito di Farage ma ai giornali italiani non interessa. Per quel che riguarda l’immigrazione -osserva Becchi- la politica dell’Ukip non è affatto su base etnica o razziale, ma di protezione del lavoro e del welfare nazionale. Posizione discutibile, chiaramente. Ma è esattamente quella che Angela Merkel in Germania, Mark Rutte in Olanda e in generale tutti i paesi del Nord Europa imporranno per colpire il cosiddetto ‘Welfare turisticò, anche a discapito dei cittadini europei”.

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