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pubblicato: martedì, 3 giugno, 2014

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Crescita, Padoan: “Ridurre il debito e riforme strutturali”

padoan

Negli ultimi giorni il governo Renzi è stato messo duramente alla prova come ci si aspettava. Non sappiamo però ancora se le risposte arriveranno in tempo o bisognerà aspettare altri richiami da entità esterne prima di smuovere qualcosa. L’Ue ci ha invitato ieri a maggiori “sforzi”, Standard & Poor’s ha bastonato il progetto riformistico del duo Renzi-Padoan e lo studio dell’Istat, come se non bastasse, ha rilevato che la disoccupazione ha raggiunto il 13,6% e per i ragazzi tra i 15 e i 24 anni al 46% (massimo storico).

“Finora pochissime delle riforme suggerite dalla Commissione europea, come la rimozione degli ostacoli alla concorrenza e la riduzione dei costi di fare impresa o il miglioramento dell’efficienza dell’amministrazione pubblica, sembrano essere nell’agenda a breve termine del governo”. Duro è il giudizio dell’agenzia di rating Standard & Poor’s che boccia l’agenda economica italiana in un rapporto dal titolo “Il settore corporate italiano: un percorso difficile per recuperare redditività e competitività”.

pier carlo padoan

Il ministro dell’economia Padoan ha risposto nel giro di poco tempo alla conferenza stampa delle 13 in cui si è parlato prevalentemente del semestre europeo a guida italiana che partirà dal primo luglio. Ieri, dopo l’incoraggiamento dell’Unione Europea, Via XX Settembre aveva fatto sapere con una nota ufficiale che “la Commissione condivide pienamente le priorità suggerite dal Governo, iniziando dalla piena attuazione della delega fiscale e delle deleghe del Jobs Act. A breve saranno varate le due importanti riforme sulla giustizia e sulla Pubblica Amministrazione indispensabili per creare un contesto amministrativo e un ambiente imprenditoriale più favorevole allo sviluppo del Paese” e soprattutto che le stime della Commissione “non tengono conto di alcune voci relative alle minori spese pianificate ma non ancora specificate nel dettaglio e a maggiori introiti, come quelli attesi dalle privatizzazioni”. Insomma, la crescita prevista dal governo è ora in mano all’effetto 80 euro. Se il Pil aumenterà fino a toccare lo 0,8% sarà vittoria. Altrimenti, arriverà una manovra correttiva da 9-10 miliardi.

In conferenza stampa Padoan ha anche assicurato: “il bicchiere, mezzo pieno o mezzo vuoto, si può leggere in maniera diversa”, e “io l’ho preso come un incoraggiamento”. “L’Europa è ad un bivio” ha concluso lo stesso ministro del Tesoro “e per l’Italia è indispensabile iniziare a ridurre il debito pubblico e fare sul serio sulle riforme strutturali”.

 

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5 Commenti

  1. Stefania Pellerucci ha scritto:

    Già …. e’ una novità vero? Ci volevi proprio tu per dirlo!

  2. Giancarlo De Luca ha scritto:

    fatelo in nome di quei coglionazzi che vi hanno per l’ennesima volta votati, distruggete economicamente questo paese gli italioti ve lo chiedono

  3. Manfredi Emmanuele Pizzigallo ha scritto:

    Sig De Luca dal suo pacato commento si capisce a quale schieramento politico appartiene….. a quello del comico pluriassassino che crede che la colpa sia dell’Europa, della Germania, delle scie chimiche, del gruppo Bielderberg pur di non ammettere che bisogna fare quello che è’ giusto……riforme e riforme….. per fortuna 11 milioni di “coglionazzi” hanno deciso di farle anche per Lei e per i suoi amici/ adepti del sacro blog….

  4. Fabio Graziosi ha scritto:

    e allora la colpa di chi e’ ?????

  5. Lea Scuderi ha scritto:

    Se le riforme son quelle annunciate, (tagli, precarieta’, privatizzazione servizi pubblici in favore di multinazionali, ecc..) non ci interessano grazie.

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