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pubblicato: venerdì, 6 giugno, 2014

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Gianni Cuperlo: “ripristinare il reato di falso in bilancio”

cuperlo pensa alle dimissioni dopo lo scontro con renzi su legge elettorale

Gianni Cuperlo si schiera con la scelta del Governo presieduto dal suo vecchio competitors alle elezioni primarie 2013 per la segreteria del Partito Democratico, Matteo Renzi. Dopo lo scandalo Expo, a cui è seguito il recentissimo ‘affaire Mose’, l’esecutivo ha anticipato la discussione sull’anti-corruzione.

“Il governo fa benissimo ad agire come ha scelto di fare”, afferma Cuperlo intervistato dal quotidiano L’Unità. Che, poi, aggiunge le norme e l’iter da introdurre: “anticipare discussione e varo del pacchetto anti-corruzione. Ripristinare il reato di falso in bilancio, correggere le norme sulla prescrizione, rafforzare i poteri del commissario. Applicare da subito la norma della legge Severino sul patto di integrità con la possibilità di revocare incarichi e contratti in presenza di fenomeni corruttivi”. Passa infine alla legge sulle gare di appalto: è doveroso “naturalmente cambiare le regole sugli appalti, riducendo quelle procedure in deroga che, soprattutto nell’ambito delle grandi opere, sono spesso all’origine di pratiche criminose. Tutto questo è fondamentale perché testimonia la volontà politica di aggredire il problema”.

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Per Cuperlo il problema, come si suole dire, è a monte: bisogna “agire sulla prevenzione, su civismo, moralità pubblica, senso dello Stato. Perché senza questo la repressione più implacabile rischierà sempre di arrivare un minuto in ritardo”. Tornando quindi all’idea di partito, all’idea di collettivo, Cuperlo sostiene come tutto ciò sia “qualcosa che ha a che fare anche con la natura della democrazia, con la funzione dei partiti e di tutto ciò che va sotto il titolo di corpi sociali intermedi”.

L’ultimo segretario della Federazione dei Giovani Comunisti Italiani ripropone fortemente l’idea dell’importanza dei partiti (che, effettivamente, in questo momento storico è un’iniziativa difficile da professare): “se l’idea è che tra chi comanda e il popolo non debba frapporsi nulla e che ogni forma organizzata della partecipazione sia un puro costo o un freno all’efficacia del decisore l’effetto non sarà una maggiore trasparenza ma l’opposto perché si ridurranno gli spazi del controllo dal basso”. Praticamente Gianni Cuperlo sostiene i corpi intermedi (partiti, sindacati, associazioni, etc) come necessari al giusto svolgimento della democrazia. Senza questi vi sarà il “rischio di una crescita del senso d’impunità. Da questo punto di vista la vera rimozione di questi anni ha riguardato la riforma dei partiti, delle regole e della trasparenza nella vita di troppe forze e movimenti interamente schiacciati sul destino di un leader”.

Daniele Errera

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