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pubblicato: martedì, 10 giugno, 2014

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Inchiesta Mose, spuntano i nomi di Gianni Letta e Renato Brunetta

Renato Brunetta Forza Italia

Si allunga la lista di personaggi illustri coinvolti nella vicenda Mose. L’inchiesta, che ha portato all’arresto del sindaco di Venezia Giorgio Orsoni ed al coinvolgimento dell’ex Governatore del Veneto Giancarlo Galan, vede allungarsi la lista di personaggi di Forza Italia tirati in ballo. Dopo Matteoli, Ghedini e Tremonti tocca infatti a Gianni Letta e Renato Brunetta.

Il nome del braccio destro di Silvio Berlusconi viene tirato in ballo da Claudia Minutillo – ex segretaria di Galan nonché imprenditrice e prestanome – nella gestione dei fondi neri. Secondo la supertestimone dell’inchiesta, parte di quei denari sarebbero stati consegnati proprio a Gianni Letta, secondo quanto confidatole da Piergiorgio Baita, ex presidente della società capofila del Consorzio Venezia Nuova. Lo stesso Baita avrebbe tirato in ballo Letta nell’interrogatorio del 24 maggio, parlando di richieste di denaro ed appalti da parte di Letta che coinvolgevano persino l’ex ministro Lunardi, a capo della società Rocksoil.

gianni letta

E’ lo stesso Baita a tirare in ballo anche Renato Brunetta, sconfitto da Orsoni nella corsa a sindaco di Venezia alle amministrative 2010. “Il Consorzio ha sostenuto per lui una serie di costi elettorali per sembrare imparziale”. Infatti, nonostante l’endorsement per Baita, l’appoggio tangibile a Brunetta ammonterebbe a circa 50 mila euro, versati tramite Adria Infrastrutture. Baita sottolinea anche la delusione di Brunetta per essere stato escluso a favore di Orsoni, al quale il Consorzio aveva destinato oltre dieci volte di più – cioè circa 560 mila euro – quale sostegno alla campagna elettorale.

Interpellato sulla vicenda, Brunetta non si scompone, sottolineando di non sapere nulla di endorsement vari da parte del Consorzio, ricordando positivamente il clima della campagna elettorale e smentendo qualsiasi sua arrabbiatura per la scelta di sostenere la corsa di Orsoni.

Interviene anche Gianni Letta: “ci vuole proprio molta fantasia per trasformare un normale e doveroso contatto istituzionale in una richiesta o, peggio, in un versamento, e inventare così una favola come quella attribuita alla Signora Minutillo. Ma come si fa a smentire una favola? Basta dire che non c’è nulla di vero? E che è tutta una fandonia? Di certo, c’è solo che, nella realtà, non esistono né richieste né versamenti. Non sono mai esistiti, mai pensati e neppure immaginati”. E aggiunge: “non è la prima volta che il mio nome viene evocato o citato in una delle tante inchieste che riempiono le cronache di questi mesi, ed è ovvio che lo sia, perché negli anni di governo, mi sono occupato di tante vicende, ma l’ho sempre fatto con spirito rigorosamente istituzionale, nella più assoluta correttezza e trasparenza”. L’ex sottosegretario alla presidenza Letta ha dato poi incarico al professor Franco Coppi di “procedere in via legale a tutela della sua reputazione in ordine alle notizie oggi diffuse dalla stampa e ai relativi commenti”. Lo ha reso noto lo stesso penalista.

Emanuele Vena

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